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Cronistoria PIP49 e Presidio
Cronistoria PIP49 e Presidio
1990 La Zincheria Valbrenta acquista una grande area di terreno agricolo
lungo via Pacelli a S. Pietro di Rosa’ pagandola almeno il triplo del
suo valore reale per eliminare il diritto di prelazione di terzi. Il rappresentante
della Zincheria dichiarava pubblicamente alla stampa di aver acquistato
l’area su consiglio dell’allora amministrazione comunale. A quel tempo
assessore all’urbanistica era Beniamino Didone’ futuro progettista e direttore
dei lavori del PIP49 nonche’ fratello del futuro Sindaco Giovanni Didone’.
Grazie ad alcuni consiglieri di minoranza fra cui Lorenzo Signori e Margherita
Mattesco in Piotto la popolazione di S. Pietro inizia una raccolta di
firme contro la costruzione della Zincheria, tutto il paese aderisce.
1993 Approvazione definitiva del PRG da parte della Regione Veneto escludendo
i terreni acquistati dalla Zincheria e cancellando ogni possibilita’ di
utilizzazione.
1997 Inizio studio ricerca archeologica da parte del gruppo archeologico
locale “Medoacus” nell’area “Prese” di Via Brega. Dai risultati l’area
viene dichiarata di interesse archeologico. Il comune approva la nuova
variante al PRG dove l’acquisto “sbagliato” della Zincheria Valbrenta
trovava ora il posto giusto con il voto favorevole di soli 4 consiglieri
- senza numero legale per approvare la seduta-
1999 Vengono presentati al TAR del Veneto n.3 ricorsi rispettivamente
del Comitato del Paese, del gruppo archeologico locale e dei residenti
confinanti con la prospettata zona industriale insalubre. Suddetti ricorsi
rimangono tuttora in attesa del giudizio di merito. Approvazione da parte
della Giunta Regionale della Variante con DGR 479/99 con la prescrizione
di stralcio dell’area Vivaio mappale 718 e conservazione delle siepi.
2000 Il comune adotta la variante senza apportare le modifiche prescritte
dalla Regione.
2001 Taglio delle siepi e delle essenze arboree vincolate dalla DGR 479/99.
Il soprintendente ai beni archeologici ordina al comune degli scavi di
sondaggio obbligatori prima di ogni altro intervento e che i beni ritrovati
nel sito sono di proprieta’ dello Stato. Il comune cede alle ditte in
graduatoria i lotti del PIP49 all’insaputa della soprintendenza - e prima
di esserne in possesso - vincolando tale cessione al versamento pari al
50% del totale (120 mila lire al mq) da versarsi entro il 31 dicembre
dello stesso anno. Tale cessione e’ totalmente in diritto di proprieta’
senza rispettare il 50% del diritto di superficie cosi’ come stabilito
dalla legge 875. Deposito presso la Procura della Repubblica di Bassano
del Grappa della prima denuncia per conto del Comitato firmato da Stefano
Zulian e sottoscritto dai paesani. Il comune minacciando di esproprio
i legittimi proprietari agricoltori riesce a rientrare in possesso dell’area
totale. A fine anno vengono effettuati gli scavi approfonditi su un’area
di 7500 mq. La soprintendenza esclude il gruppo archeologico locale ed
il comitato come rappresentanti e dialoga esclusivamente con l’ufficio
tecnico del comune ed il direttore dei lavori del PIP49.
ANNO 2002
A Marzo Con firma del Soprintendente Dott. Mannati si approvano i lavori
del PIP49 a condizione che venga tutelato il sito archeologico e messo
nella pubblica fruizione. La U.L.S.S. e l’ARPAV esprimono parere favorevole
al PIP49 nonostante l’assenza di planimetrie che individuavano le abitazioni
adiacenti cosi’ come previsto dall’Art.216 del Testo Unico delle Leggi
Sanitarie e senza valutazione dell’impatto ambientale nonostante l’ampliamento
della Zincheria di cinque volte l’attuale di Via Rossini. Il paese riunitosi
in assemblea esprime tutto il suo sdegno per le scelte del Comune.
24 Maggio, All’ultimo giorno del mandato amministrativo prima delle votazioni
vengono rilasciate le concessioni edilizie 95 e 96 del PIP49 e della Zincheria
Valbrenta pur incomplete di autorizzazioni e di numero legale della Commissione
edilizia.
10 giugno Inizio costruzione cantiere della Zincheria Valbrenta prima
ancora dei lavori di urbanizzazione del PIP.
22 luglio Nel Consiglio comunale straordinario l’amministrazione prende
atto delle irregolarita’ sin qui rilevate. Esplode la rabbia popolare
, il Consiglio viene interrotto e Rosa’ vive per la prima volta un’esperienza
terribile. Inizio delle prime manifestazioni del Paese di fronte al cantiere.
Compare un volantino anonimo oltraggioso nei confronti del presidente
del comitato del paese.
8 agosto 2001 Gli abitanti erigono il presidio e danno vita giorno e
notte ad una protesta popolare che tuttora vive. Viene presentato ricorso
al TAR sull’irregolarita’ riscontrate nell’approvazione del PIP49. Primo
atto intimidatorio: il presidente del Comitato e leader della protesta
Zulian Stefano viene denunciato dalla Zincheria Valbrenta per diffamazione
pur essendo la stessa mai stata accennata in merito ai fatti del Consiglio
Straordinario. Il comitato incontra ULSS e ARPAV senza ricevere risposte
convincenti ed esaustive. Decide di non dare tregua a quelle riunioni
chiamate consigli comunali e non partecipa volutamente ad una pseudo-riunione
convocata dal Sindaco e giustificata come valutazione di impatto ambientale.
Dicembre 2002 Giornata dell’odio civico . Blocco della Statale 47 e nella
piazza del Municipio i cittadini di S.Pietro bruciano lo stemma del comune
e le fotocopie dei documenti d’identita’ innalzando la nuova bandiera
di S. Pietro iniziando cosi’ l’iter amministrativo per la separazione
dal Comune di Rosa’. A spese del comitato si da’ incarico a dei tecnici
per svolgere una perizia in loco ove vengono confermate le irregolarita’
edilizie in ordine al piano campagna e alle altezze.
ANNO 2003
31 gennaio: Blocco del cantiere. Comunicazione del prefetto
di Vicenza di individuazione in loco di aziende soggette
a rischio rilevante di cui alle legge 334 meglio conosciuta come “Seveso
2”. La Zincheria
e il consorzio PIP49 si adoperano al fine di giustificare
gli abusi commessi richiedendone le sanatorie che vengono dal comune regolarmente
rigettate. Il comitato inizia un’ attivita’ di ricerca
documentale in
sede legale individuando la presenza di uno degli inquirenti
di cui alla prima denuncia incompatibile con il suo ruolo di praticantato
presso
lo studio legale della controparte.. Il comitato scopre
inoltre che a condizionamento del collegio giudicante del TAR Veneto era
stata depositata
una dichiarazione non veritiera da parte del dirigente
dell’ufficio tecnico del comune di Rosà e provvede per entrambe
a sporgere regolare denuncia. Inizia il procedimento contro il presidio
per abuso
edilizio.
4 giugno: il TAR rigetta il ricorso della Zincheria Valbrenta incaricando
il comune ai provvedimenti amministrativi conseguenti (rimessa in pristino)
sentenza che il comune non esegue. Il comune soprassiede alla sentenza
del TAR e attende il ricorso della Zincheria al Consiglio di Stato.
11 giugno: Commissione urbanistica nella quale si propone
una deroga di 2 metri per l’altezza massima dei capannoni che ne dimostrino
l’esigenza funzionale. Questa proposta era camuffata su un oggetto all’ordine
del giorno riguardante modifiche alla viabilita’. La delibera 47 risultato
della votazione consigliare veniva pubblicata con due diversi deliberati
pur mantenendo inalterato il testo e il resoconto del dibattito. Nell’una
si approvava e nell’altra si vietava. Da uno studio legale Milanese
pervengono ai componenti del presidio lettere intimidatorie con la pretesa
che vengano modificate le dichiarazioni rilasciate in pubbliche assemblee
e diffida a procedere. Il Giornale di Vicenza toglie il diritto di cronaca
alla vita civile del paese nonche’ alle scelte amministrative che lo
riguardano censurando il presidio, mentre il Gazzettino ed altri giornali
procedono nel rispetto del diritto di cronaca.
09/09/2003 Dopo la sentenza del TAR Veneto del Giugno 2003
i lavori riprendono nonostante il Tribunale abbia riconosciuti
gli abusi ed abbia ordinato al Comune gli atti conseguenti. Numerose sono
le segnalazioni
e denunce indirizzate al Comune ed alla Procura della
Repubblica di Bassano del Grappa facendo rilevare che il cantiere cresceva
non solo
in volume ma anche nel numero delle campate anche se
non presenti negli elaborati grafici della concessione edilizia e con le
medesime violazioni
in altezza e violazione del piano campagna esattamente
come le prime campate oggetto della sentenza. Il Comune di Rosà rigetta la
DIA ma omette di notificare l’ordine motivato a non eseguire i lavori(D.L.vo
380/01) presentata dalla Zincheria Valbrenta e già il Consiglio
di Stato dichiara inammissibile l’istanza della Zincheria di ripresa
dei lavori. Il Comune però non interviene dichiarando che quanto
fatto è sufficiente e che i lavori sono eseguiti a rischio e
pericolo della Ditta qualora il Consiglio di Stato confermasse
la sentenza del TAR Veneto.
22/09/2003
INCONTRO CON IL DIRETTORE DEL GIORNALE DI VICENZA Dott. ANTONACCI.
Dopo ripetuti solleciti per ottenere il diritto di cronaca
da tempo censurato dal Redattore locale del Giornale
di Vicenza di Bassano del Gr. (Roberto Baggio) con il quale abbiamo
avuto un
vivace incontro
in redazione e che
ci aveva risposto che “sul suo giornale pubblica ciò che vuole”
manifestando tutta la sua paura per minacciate richieste di danni da parte
dei legali della Zincheria, nonché ha criticato l’operato del corrispondente
locale Mario prof Baggio definito “a dir poco esagerato” e che accompagnava
i suoi articoli con commenti che “ non doveva fare” (colloquio integralmente
trascritto); considerato che a nulla sono servite le rivendicazioni del
diritto di cronaca peraltro sancito dalle norme e dalla deontologia professionale
del giornalista nonché dell’Autority, visto che ancora non ci riceveva
il Direttore del Giornale di Vicenza Dott. Antonacci, abbiamo provveduto
con telegramma a richiedere per l’ultima volta un’incontro in caso contrario
ci saremmo autoconvocati presso l’ufficio di Vicenza: CI HA RICEVUTI.
Il Direttore dopo averci specificato che non teme le diffide dell’azienda
e dei suoi legali e dopo aver “riletto tutti gli articoli forniti dalla
redazione” del corrispondente Mario prof. Baggio ed avendole ritenute
esagerate è intervenuto lui stesso momentaneamente bloccando ogni
notizia che riguardasse il PIP 49 e la Zincheria Valbrenta.
A nulla sono valse le nostre ragioni, né la sentenza del TAR Veneto
a supporto della nostre istanze. Il Direttore ci ha garantito la pubblicazione
delle notizie ma senza commenti. Il Direttore la parola non l’ ha mantenuta
poiché le relazioni locali dei fatti sono state sporadiche e comunque
con il ben preciso compito di non citare mai il cantiere della Zincheria
Valbrenta anche se le sentenze confermavano molteplici abusi e violazioni.
Noi siamo certi che il Consiglio di Stato confermerà la sentenza
del TAR e quindi i nostri rilievi ma sappiamo anche che per il Direttore
del Giornale di Vicenza Antonacci non sarà nemmeno questo sufficiente
per informare la cittadinanza che in Rosà c’è qualcuno che
in barba alla Legge fa ciò che gli pare. Mica si può dir
male degli amici di famiglia! In fondo ha ragione dott. Antonacci: è assai
più importante il buon nome della Zincheria che la verità sancita
dalle sentenze. Così prendiamo atto che un’altra museruola è stata
posta ad una voce che parlava troppo forse! (colloquio interamente trascritto).
Ma chissà come e chissà cosa IL GAZZETTINO che ha ricevuto
come noi e il Giornale di Vicenza le stesse minacce dai legali della Zincheria,
continua a scrivere com’è di un giornale serio e che si definisca
tale!
17 ottobre: Il Consiglio di Stato con ordinanza n. 200304291 alla richiesta
della zincheria Valbrenta di poter riprendere i lavori, risponde dichiarandola
inammissibile. La Zincheria Valbrenta presenta una DIA rigettata dal comune
tardivamente e mai sanzionata dallo stesso e riprendono i lavori giorno
e notte con apporto di materiali inquinanti quale sottofondo per piazzali
e vasche. In seguito a spese del comitato verra’ fatto analizzare il materiale
depositato con risultati che confermeranno la presenza di cadmio, zinco,
ferro, piombo oli, solventi ed altri materiali che richiedono regolare
smaltimento.
Ottobre 2003
INCONTRO TECNICO. Presso la sede municipale di Rosà ha
avuto luogo l’incontro tecnico promesso dal Sindaco nel precedente Consiglio
Comunale sollecitato dai Consiglieri Antonio Bernardi e Valerio Geremia.
Sono presenti per il Comune: il Sindaco, l’Avvocato Battaglini, il Responsabile
dell’Ufficio Tecnico Arch. Mirco Campagnolo, alcuni Consiglieri Comunali
ed Assessori; per il Comitato di San Pietro: Stefano Zulian Presidente,
il V. Presidente Daniele Pasinato, Lorenzo Signori, l’Ing. Giorgio Morandini
e l’Avvocato Luca Milano. L’Avvocato del Comune prende la parola affermando
che quanto fatto dal Comune è sufficiente e che se la ditta prosegue
i lavori lo fa a proprio rischio nel caso il Consiglio di Stato confermasse
la sentenza di primo grado del TAR Veneto del giugno 2003. All’osservazione
che la ditta Zincheria da tre campate non ancora completate, con la ripresa
dei lavori se ne stanno aggiungendo altre senza che si possa trovare riscontro
nelle planimetrie allegate alla concessione edilizia n°96/02, l’Arch.
Campagnolo risponde che è vero infatti nel falcone si trovano planimetrie
a 3 campate altre a 4 ed anche a 5 campate; non si sa esattamente quale
sia la consistenza della concessione edilizia. Ma allora chi ha rilasciato
una tale autorizzazione a costruire se ha queste caratteristiche? Non
c’è risposta naturalmente. Rammentiamo al legale del Comune che è obbligo
per il Comune notificare l’ordine motivato a non eseguire i lavori secondo
il disposto del D. L.vo 380/01. L’avvocato Battaglini insiste che l’azione
del Comune è sufficiente. Il Sindaco si limita a sostenere che
questo è ciò che il legale afferma e quindi tutto è stato
fatto, non si preoccupa delle pluri planimetrie con pluri campate, non
si preoccupa dei dettati legislativi, non spiega perché dopo la
sentenza del TAR che conferma gli abusi nel cantiere permetta
allo stesso di crescere anche nel numero delle campate
pur avendo le stesse gli stessi
vizi e violazioni e si limita a ripetere noi siamo a posto;
MA SU CHE COSA SIETE A POSTO!
19/11/2003
MANIFESTAZIONE A MUSSOLENTE IN PIAZZA. Alcuni cittadini di San Pietro
sono andati a far visita all’amico Mirco Campagnolo davanti
il suo studio in piazza a Mussolente visto che in questo
Comune lui è anche
Assessore e forse anche all’Ambiente? Ciò che la cittadinanza ha
fatto presente ai mesquillesi è che non ci offendiamo se lo riprendono
in casa, anzi gli è stata consegnata una grande busta contenente
l’invito a starsene a casa sua a combinare guai visto che a Rosà la
sua direzione è pressoché catastrofica; il tutto detto a
gran voce accompagnata da sonagli di varia provenienza ma che si notavano
per il gran chiasso. In Piazza a Mussolente a garanzia dell’ordine pubblico
c’erano il Comandante della Compagnia di Bassano del Gr, Magg. Ruoco,
il Maresc. Rochi, i Vigili Urbani. Questa è la seconda visita di
cortesia che facciamo a Mussolente all’amico Campagnolo
per far presente ai suoi compaesani tutte le doti dell’illustre
amministratore locale Mirco.
In questa occasione si sente parlare per la seconda volta
di apporto di rifiuti nel PIP49 quale sottofondo della
Zincheria ma diversamente dalla
prima ci viene chiesto di aprire gli occhi e chiamare anche
di notte le forze dell’ordine se notiamo qualcosa nel PIP
49. La prima volta la voce
ci era giunta da consorziati stessi.
20/11/2003
MANIFESTAZIONE DAVANTI IL MUNICIPIO DI MUSSOLENTE. Visto che la sera
prima l’amico al quale avevamo fatto visita non s’era reso
reperibile in casa, sapendolo in consiglio comunale a
Mussolente,
lo abbiamo atteso fuori per consegnare personalmente
le lettere d’invito ad andarsene da
Rosà; cosa pensata cosa fatta procurando allo stesso una forte
emozione visto l’entusiasmo delle nostre signore nel consegnare le missive;
tutte volevano consegnarla per prima per cui s’è creata un po’
di ressa all’uscita del Campagnolo dal Comune. Anche le
forze dell’ordine hanno non poco faticato e contenere l’esuberanza
delle signore!
21/11/2003
SEQUESTRO DEL CANTIERE ZINCHERIA. La Procura di Bassano del Grappa
dopo due anni di segnalazioni, denunce, esposti, e negli
precedenti: ricorsi, petizioni, ecc… ha ritenuto davanti
a tanti illeciti come ultima ratio sequestrare il cantiere. Era l’unico
mezzo per fermare una forma
di reiterazione delle violazioni che si susseguivano nel
cantiere. Soddisfazione e anche gioia tra i presidianti
che hanno letto nel provvedimento del
Tribunale un primo flebile segno di coraggio con un provvedimento
che tutti ritenevano indispensabile anche prima d’ora.
Mentre scriviamo però sappiamo
che non è passato un mese che a seguito di ricorso della Zincheria
al Tribunale del Riesame di Vicenza, il sequestro viene tolto e tutto
ricomincia ancor più celermente. La motivazione addotta dal Tribunale
del Riesame per la decadenza del sequestro è proprio la stessa
che a mezzo il nostro legale Avv. Luca Milano avevamo indicato nell’incontro
tecnico in municipio davanti all’Avvocato del Comune Battaglini, e cioè per
mancata notifica dell’ordine motivato ad eseguire i lavori di cui al D.
L.vo 380/01. Si legge nella sentenza che il Comune di Rosà ha “OMESSO…..ecc…
a questo va aggiunto il ritardo di notifica del rigetto della Dia. Scrive
l’Avv. Battaglini a seguito della sentenza che sbaglia il Tribunale del
Riesame nella sua motivazione perché il Comune l’ordine a non eseguire
i lavori lo può fare in ogni momento; bene, si dà il caso
che tale ordine non sia mai stato emanato né quando stabilito dalla
Legge, né poco dopo, né mai, perché i lavori continuarono
e continuano. Che gioco sta facendo il Comune? Né il Comune se
era certo dell’applicazione del dettato legislativo di cui alla 380/01
ha interposto ricorso avverso la sentenza del Tribunale del Riesame di
Vicenza; né il magistrato che aveva emesso il provvedimento di
sequestro ha imputato il comune per le omissioni rilevate
dal Tribunale nella sua sentenza!
27/11/2003
AGGRESSIONE A STEFANO ZULIAN. Mentre si sta recando in Comune per
depositare il risultato della consultazione popolare per
l’autonomia di San Pietro dal Comune di Rosà, il Presidente del Comitato viene
aggredito in via Puccini in prossimità di un incrocio con la strada
provinciale che collega Cartigliano con il centro di Rosà, davanti
ad un bar, una macelleria, e tra le abitazioni alle 17,30 di una sera
piovigginosa d’autunno. L’aggressione è frutto di un agguato pianificato
e studiato ad hoc, infatti viene fermato con il classico
blocco stradale e tratto in inganno da un uomo che gli
batte sul finestrino e come lui
scende dall’auto senza proferir parola viene aggredito
alle spalle e gli viene fracassata la testa, soltanto la
testa dove vengono riscontrate
ferite facilmente riconducibili a “tondini” (per quanti
non sapessero cosa sono specifichiamo che sono ferri da
cantiere)
Stefano Zulian viene ricoverato a Bassano del Grappa che
constatata la gravità lo trasferisce a Vicenza in Neurochirurgia
dove viene sottoposto ad un lungo intervento chirurgico e trasferito in
rianimazione dove non si sveglierà che dopo circa un mese. Il telefonino
viene reperito dopo giorni in un campo vicino all’agguato. Le indagini
prendono subito la via dei bikers ma non è nostro convincimento
anzi, le chiacchiere che volevano colpito “prima il pastore e poi sarebbe
toccato alle pecore” si sono concretizzate. Le nostre opinioni le abbiamo
fatte presenti agli incaricati già il giorno successivo l’aggressione
con dovizia di particolari giunti al presidio la sera stessa dell’aggressione.
Abbiamo anche saputo poi che non bastando c’è stato chi a parenti
ha commentato dicendo che “non doveva immischiarsi in faccende che non
lo riguardavano e pericolose”… “gli è andata ancora bene”; fatti
tutti che gli inquirenti conoscono e molti che conoscono e noi non sappiamo!…
Per noi le caratteristiche dell’aggressione non sono da bikers. Stefano
fa il panettiere e lavora la notte e le porte della sua casa sono aperte,
se qualcuno voleva pestarlo e farla certamente franca avrebbe approfittato
di questo particolare. Chi lo ha aggredito lo conosceva o perlomeno chi
ha segnalato la sua uscita di casa lo conosceva perché guidava
un’auto da poco acquistata che molti in paese ancora non conoscevano e
comunque sarebbe potuto uscire di casa anche con un’auto diversa e dirigersi
verso sud invece chi gli teso l’agguato sapeva che doveva andare in Municipio
a quell’ora. Un’aggressione per torti in affari, d’amore, per furto, ecc…
si sarebbe consumata nel tratto in aperta campagna dove nessuno avrebbe
visto o per lo meno dov’era difficile poter essere visti, invece la scelta
del luogo è significativa (…”noi possiamo prenderti anche in piazza,
in ogni luogo, non temiamo d’essere visti anzi vogliamo che si sappia,
vogliamo che non vi sentiate sicuri da nessuna parte, guai a chi osa fermarci”…).
Così per disperdere il gregge ecco inserirsi le “fiere” che tolto
di mezzo il pastore fanno razzia delle pecore. In Veneto direbbero “batti
el sercio che a bote capise”; “te vedarè, i ciapa paura e va tuti
casa”… Ma i bikers sono l’oggetto dell’indagine, e su questo
abbiamo dubbi che siano proprio convinti tutti gli inquirenti!
22 Dicembre
2003 DISSEQUESTRO DEL CANTIERE ZINCHERIA. Perché il
Comune ha omesso di notificare l’ordine motivato a non eseguire i lavori
e per ritardata notifica del rigetto della Dia, nonché per non
aver rinnovato l’ordinanza di blocco dei lavori scaduta nel maggio 2003
dopo la sentenza del TAR Veneto; infatti così operando il Comune
ha ripristinato la concessione edilizia sospesa. Tutte cose da noi dette
e scritte al Comune ed al suo legale ma rimaste lettera morta; stai a
vedere che alla fine proprio perché questi hanno ultimato i lavori
con il complice immobilismo dell’Amministrazione Comunale
ci dovremmo sobbarcare l’onere di tenercela!!! NE VEDREMO
DELLE BELLE
02/12/2003
FIACCOLATA DI SOLIDARIETA’ E PREGHIERA PER STEFANO. Tutto il paese
partecipa; un lungo corteo si snoda da via Pacelli a via
Brega lungo via Colosseo fino a raggiungere la chiesa
parrocchiale in mesto silenzio interrotto dalle invocazioni per la
guarigione di Stefano, un
uomo giusto che lotta per il proprio Paese e che ha osato
“ficcare il naso in faccende delicate. Gli è andata bene”. “Basta che non colleghiate
il caso Stefano con … e vi verrà reso il … ritirate le… altrimenti
la prossima volta ci scappa il morto”…Tutto a conoscenza degli addetti
ma non è ancora successo nulla sul fronte delle indagini eppure
noi siamo convinti che se di bikers si trattasse non è difficile
individuare i responsabili per le Forze dell’Ordine poiché molti
dei suoi stessi operatori li frequentano;
forse non sono bikers!… Come ovvio nessuno dell’Amministrazione
Comunale partecipa alla fiaccolata di solidarietà; è presente
l’Assessore W. Torresin ma specifica a titolo personale, mentre dei Consiglieri
Comunali sono presenti A. Bernardi e V. Geremia entrambi del paese. Il
Paese manifesta tutta la propria compattezza e fermezza contro i criminali
mentre gli autori sperano in cuor loro che regga la tesi bikers e si sentono
gratificati del loro vile gesto di “tentato omicidio”. Si sente uno proferire
che “hanno esagerato, non volevano ucciderlo, volevano solo dargli una
lezione” siamo esterrefatti, allora questi sa chi è stato? Non
lo abbiamo più rivisto ma forse egli sapeva già chi fossero
i vili. Il Paese è compatto contro i vili e questi dopo tante sibilline
minacce tacciono come si addice ad una buona associazione
a delinquere.
Quanto sin qui hai letto non è un segreto, è tutto verbalizzato
presso gli addetti alle indagini nei quali confidiamo di avere un dì la
verità.
15 dicembre:
Dissequestro del cantiere per gravi omissioni da parte del comune
(sentenza del tribunale del riesame di Vicenza) per non
aver sanzionato gli abusi né bloccato i lavori.
Le autorita’ interessate dal comitato che ha segnalato
le violazioni sono: Procura della Repubblica di Bassano del Grappa, Comune
di Rosa’ , ARPAV, ASL, Provincia di Vicenza, Regione Veneto, Consorzio
bonifica Pedemontano Brenta, Genio Civile, Guardia forestale, Carabinieri,
Prefetto di Vicenza, Parlamento Italiano ( ministero per i beni culturali)
e Senato. Tutte le segnalazioni del Comitato sin qui elencate non hanno
beneficiato di alcun provvedimento giudiziario mentre a ragion del vero
la denuncia della Zincheria si e’ risolta in un nulla di fatto. Lo stress
emotivo provato dell’Onorevole Didone’ e’ ancora oggetto di contendere
giudiziario contro il presidio, la denuncia del Consigliere Regionale
Mara Bizzotto sia pur tardiva di un anno ha trovato spazio per convocarci
presso il tribunale di Bassano del Grappa mentre i diritti di un paese
e le violazioni delle leggi riscontrate, le omissioni degli enti preposti,
la connivenza a salvaguardia degli interessi privati, hanno avuto la meglio.
ANNO 2004
16/01/2004
INCONTRO CON IL SINDACO. Daniele Pasinato e Lorenzo Signori accompagnati
da alcune signore del Presidio( Ide Signori, Nerina, Virginia,
Clelia, ecc…) hanno deciso di incontrare il Sindaco nell’orario
di ricevimento del pubblico per consegnare una lettera
nella quale veniva richiesto lo
spostamento ad altro incarico del Responsabile dell’Ufficio
Tecnico Mirco Campagnolo in quanto non ritenuto neutrale
ed obiettivo nella sua azione
nei confronti del Paese ed i casi di violazioni delle norme
edilizie, con disparità di trattamento verso i cittadini. Il Sindaco ci risponde
il 1/3/04 prot. 3385,3386 con la sua totale fiducia verso il Campagnolo;
il 7/4/02 abbiamo integrato le nostre motivazioni ed incrementato la dose.
Avevamo fatto un tentativo per aiutarla ma non ha colto l’occasione così si
troverà in casa ancora con chi a nostro avviso ha il precipuo scopo
di ingarbugliarle la matassa in modo che poi non potrà più sfuggirle
di mano. Il prossimo futuro ci dirà se sbagliamo! Il Sindaco crede
che sia l’On. Didonè a metterla in castagna ma non s’accorge che
altri le stanno tessendo da tempo la ragnatela e quando s’accorgerà sarà tardi,
sarà sola a prendere le decisioni che qualcun altro con il proprio
doppio gioco, le ha rese difficili o impossibili da prendere attirando
così le ire della cittadinanza su di sé e il negativo giudizio
e considerazione dei politici che fino a ieri le bisbigliavano all’orecchio
vai… tanto ci siamo noi… vai …vai… (verso il precipizio però)
18/01/2004
RICONOSCIMENTO . La Parrocchia di San Pietro per voce del proprio Comitato
Pastorale condanna la vile aggressione del Presidente
Stefano Zulian e riconosce la validità della consultazione popolare
per l’autonomia di San Pietro dal Comune di Rosà causata dalla
insensibilità e assoluta mancanza di rappresentatività e
comunicazione tra l’Amministrazione del Sindaco Manuela Lanzarin e il
suo paese. San Pietro fa fronte comune contro la delinquenza locale vestita
a nuovo ma ben conosciuta in altre zone d’Italia. La delinquenza organizzata
non è caratteristica del Sud d’Italia dove l’attenzione delle Forze
dell’Ordine è alta, essa è sempre più presente ed
estende i propri tentacoli proprio nel ricco Nord-Est dove l’illusione
di facili guadagni e l’omertà sono più simili alle zone
d’origine di tali associazioni a delinquere. San Pietro dice no compatto
e si ribella contro quanti, facendo il gioco dei malavitosi, semplificano
il fenomeno relegandolo ad una coincidenza locale. San Pietro che è stato
culla della ribellione partigiana; primo paese dove si è concretizzata
la lotta sociale per il superamento della mezzadria; San Pietro dove la
contestazione contro la guerra ha visto le nostre nonne occupare ed incendiare
il Comune di Rosà e poi essere incarcerate; San Pietro di oggi
dice no alla MAFIA anche se si presenta bene e con il vestito nuovo, perché puzza
comunque di morte e schiavitù, di compromessi e alleanze, di aggressioni
e minacce, di illegalità e ingiustizia, di inquinamento e di morte.
San Pietro vuole auto gestirsi anche sarà difficoltoso per la limitatezza
dei fondi ma certamente sarà esempio di dialogo politico e partecipazione
alle scelte, tutte cose che il Sindaco attuale Manuela Lanzarin non conosce,
perché nessuno gliene ha parlato, perché qualcuno l’ ha
messa sullo scranno per non pensare, tacere, realizzare ciò che
altri hanno deciso si debba completare.
27/01/2004
SERATA DI PROIEZIONE VIDEO PRESSO IL PATRONATO. Il Presidente
Stefano Zulian è tornato a casa accolto al suono delle campane
e dai paesani accorsi in massa a salutarlo. Passati alcuni giorni di riposo
eccolo in Patronato a rivedere i momenti salienti di questi anni di lotta
civile contro il PIP 49 e Zincheria Valbrenta raccolti in video dal nostro
Giancarlo comprensivi dei telegiornali della RAI, Canale 68 e da altre
TV locali ripercorrendo la storia di San Pietro sino ai momenti drammatici
dell’aggressione. Stefano era emozionato ma dall’assemblea i pareri finali
e i sarcastici commenti della popolazione di San Pietro ma soprattutto
di quanti intervenuti da fuori rimarcavano ironicamente come i bikers
fossero sempre più un’invenzione finalizzata ad evitare al momento
dei fatti sommarie azioni di regolarizzazione dei conti verso i ritenuti
responsabili dell’aggressione. Infatti, fanno notare in sala, se fossero
stati i bikers in 48 ore le Forze dell’Ordine avrebbero risolto il caso
anche restando nei loro uffici perché uomini loro sono presenti
nei vari gruppi dei motociclisti e presto fatto avrebbero certamente saputo
o sentito sia prima dell’aggressione, mentre la si organizzava, sia poi.
A noi non rimane che attendere fiduciosi l’esito delle indagini che ormai
non dovrebbero più essere lungi dal concludersi. La cassetta è disponibile
previa richiesta a mezzo sito internet.
10/02/2004
RIPRESA DELL’ATTIVITA’. Il Comitato di San Pietro dopo la vile
aggressione a Stefano, onde permettere un più sereno lavoro
agli inquirenti, aveva concordato la sospensione delle attività di
protesta. Considerato che nulla è emerso in questi mesi dalle indagini
si sono riattivati con la manifestazione davanti la casa dei fratelli
Didonè in via Campagnola con una bella lunga fiaccolata che s’è snodata
davanti la casa dell’onorevole. Ha preso la parola per la prima volta
dopo il pestaggio il presidente Stefano Zulian che ha informato i partecipanti
di quanto fosse a sua conoscenza della vile aggressione e di ciò che
ha saputo dopo il suo ritorno dai suoi famigliari. Ha fatto seguito il
V. Presidente che ha ricordato a tutti quanto detto dall’Onorevole il
giorno seguente l’aggressione e quanto verbalizzato agli inquirenti ed
al grido “DIDONE’ VATTENE” s’è conclusa con ordine la manifestazione.
Anche nei momenti più difficile il “popolino” dà lezioni
di rispetto delle leggi ed esige che tutti le rispettino e a quanti sono
preposti perché trovino il coraggio di farle rispettare abbandonando
lo spettro della paura che altro non è che un’altra prerogativa
imposta dalle organizzazioni mafiose.
11/02/2004
DENUNCIA DI MARA BIZZOTTO (Consigliere Regionale e Comunale di
Rosà) contro STEFANO ZULIAN E DANIELE PASINATO. Per fatti di
contestazione avvenuti in Consiglio Comunale di Rosà il 22/7/02
durante il quale il Cons. Mara Bizzotto aveva preso la parola asserendo
cose non rispondenti alla verità dei fatti, venne tacciata di “Falsa,
Falsa, sei solo falsa”. Se è vero che in italiano, chi non dice
la verità dice il falso(Dizionario dei sinonimi e dei contrari)
non si vede dove stia il problema oltre il fatto di accertare se il contenuto
del dichiarato del Consigliere corrisponda al vero o meno. In Italia però sembra
vietato chiamare le cose con il loro nome: così non si può dire
ladro al ladro, “puttana alla puttana”, ecc… sembra che non si possa nemmeno
dire falso o vero; eppure in America per il fatto che un Presidente menta
rischia d’essere cacciato a casa, in Italia evidentemente si definirebbe
“furbo istituzionale” Al di là della polemica (poi non tanto!),
sta il fatto che la Consigliere Regionale Mara Bizzotto, che all’incontro
a Venezia in Regione davanti i Capi Gruppo Regionali aveva dichiarato
che non aveva fatto denuncia del fatto, a dimostrazione che dice il vero,
ecco i nostri doversi presentare davanti il Giudice proprio su sua denuncia.
“MA VIA, POSSIBILE CHE UN CONSIGLIERE REGIONALE NON ABBIA UN PO’ DI AMOR
PROPRIO E DIGNITA’!!! E’ infantile dire: “non ho rubato la marmellata
ed avere la bocca sporca”. Fatto vuole che nella denuncia, sempre per
amor del vero, supportata da attente indagini del Maresciallo Chiantese,
la Consigliere afferma che a seguito del suo intervento il Consiglio Comunale
fu interrotto, così facendo otterrebbe l’aggravante di interruzione
di pubblico servizio contro i fautori “di un unico disegno criminoso”
(hanno osato contestare il consigliere comunale perché a loro avviso
stava dicendo cose non rispondenti il vero; “false? O come di devono definire
le cose non vere”?) Sì perché noi che eravamo presenti sappiamo
che nemmeno questo particolare è vero e sapete perché? Semplicemente
perché il consiglio comunale non fu interrotto a seguito dell’intervento
del consigliere regionale Mara Bizzotto bensì dopo quello dell’Assessore
Lorenzo Guglielmi che aveva dato ai cittadini di San Pietro il titolo
di contadini di “bassa cultura”D.C. 64/02 Dopo di lei infatti hanno parlato
ancora il Presidente del Consiglio e l’Assessore Bizzotto Simone e successivamente
l’Assessore Guglielmi Lorenzo, solo a questo punto il Presidente ha interrotto
il Consiglio. Ma stai a vedere che adesso chi dice il vero finisce davanti
il giudice e chi spudoratamente mente chiede pure i danni. Noi siamo fiduciosi
nella Giustizia dalla G maiuscola e siamo certi che anche il vero sarà ben
distinto dal falso strumentale. Siamo felici perché per un po’
(visti i tempi dell’iter giudiziario) staremo insieme al consigliere Mara
Bizzotto e vicini, vicini, parleremo del futuro politico riservato ai
“personaggi”. L’udienza è stata rinviata al 31/3/04. Difensore
degli “arditi” è l’Avvocato G. Padovan. Auspichiamo che quanto
detto sia letto dal numero maggiore di persone perché così si
renderanno conto in quali mani abbiamo il destino della nostra Regione!
E’ vero che il consigliere Bizzotto Mara non è entrata in Regione
in prima battuta ma per il ritiro d’altri eletti, ma un po’ di cernita
forse il suo Partito (Lega Nord) doveva farla, perché questo ha
deluso non pochi suoi elettori. Vedremo alla consultazione
di Tezze s/Br. Se saremo sconfessati dai fatti oppure no.
18/02/2004
PRELIEVO MATERIALE PORTATO A SOTTOFONDO DELLE VASCHE E DEI PIAZZALI
DELLA ZINCHERIA VALBRENTA. Come già detto in occasione
della visita a Mussolente all’amico Mirco Campagnolo eravamo stati allertati
proprio dalle Forze dell’Ordine e da alcuni consorziati PIP49 per il materiale
di riporto al cantiere della Zincheria. Abbiamo così prelevato
un po’ del materiale presente a mucchi nel cantiere con l’intento di farli
analizzare. I mucchi sono stati fotografati e li puoi trovare nella rassegna
fotografica in sito e i campioni sono di mucchi diversi perché anche
ad occhio si vede che sono di materiale diverso. Attraversando il cantiere
da sud dove non vi è recinzione nel primo pomeriggio nel piazzale
e sotto le campate in costruzione, più tardi vicino la roggia perché meno
visibili. I campioni raccolti e posti in sacchetto in plastica
per alimenti sono stati poi divisi e messi in contenitori
sterili per urocoltura a
tappo ermetico rosso e datati e numerati.
09/03/2004
COSTITUZIONE PER DANNO COLLETTIVO. Il Comitato invia alla Procura
della Repubblica di Bassano del Grappa, al Comune di Rosà,
alla Commissione Edilizia del Comune di Rosà, al Responsabile del
Procedimento arch. Mirco Campagnolo, al Ministero dei Beni Culturali,
al Genio Civile di Vicenza, al Consorzio Bonifica Pedemontano Brenta di
Cittadella, alla Regione Veneto, al Prefetto di Vicenza, alla Provincia
di Vicenza, a tutela dell’interesse collettivo la richiesta di bloccare
l’abuso e di accertare le responsabilità nell’interesse della cittadinanza
e per il rispetto delle Leggi al fine di bloccare e tutelare
la situazione da ulteriori compromissioni che possono precostituire
una situazione irreversibile.
Viene dichiarata la costituzione di danno collettivo.
15/03/2004
RISPOSTA DEGLI ESAMI SUL MATERIALE DA PARTE DEL LABORATORIO ECORICERCHE
DI BASSANO DEL GRAPPA. Dalle analisi apprendiamo che il
materiale è inquinante
per la presenza di cadmio, ferro, zinco, ecc… con Ph 9,22 mentre i fondi
della zona hanno un Ph che oscilla tra 4 e 5 . Il commento del ricercatore è che
non è conforme al disposto del D.M. 471/99. Per chi non fosse informato
diciamo che il cadmio per esempio è mutageno, non c’è in
natura ed è estremamente tossico.
16/03/2004 UNIVERSITA’ CA’ FOSCARI – VENEZIA. Conservazione dei Beni
Culturali. Prof. Francesco VALLERANI. Relatori: Daniele Pasinato e Lorenzo
Signori. Tema:
“ IL VENETO PALLADIANO da Paesaggio Culturale a GEOGRAFIA
DELL’ANGOSCIA: il caso di San Pietro di Rosà – Vicenza. Sviluppo
economico e spreco di qualità territoriale sono gli esiti più consueti
delle peculiari dinamiche che connotano il modello Veneto. La più che
decennale mancanza di adeguate strategie territoriali rispettose del prestigioso
paesaggio ereditato hanno prodotto nella nostra Regione un preoccupante
e per molti aspetti irreversibile degrado sia fisionomico che ambientale.
Il carattere “esemplare” del caso studio qui considerato si distingue
per l’inasprirsi del conflitto ambientale tra Istituzioni e Cittadinanza,
dove le regole del “governance” territoriale sembrano irrimediabilmente
asservite agli interessi privati”. Nella presentazione del caso San Pietro è stato
illustrato agli studenti dal Prof. Luca Pezzullo dell’Univ. Di Padova
lo studio sulle patologie psicologiche correlate alla perdita traumatica
dei luoghi. Il Corriere della Sera ha ampiamente dato risalto al caso.
La cassetta è disponibile previa richiesta a mezzo sito internet.
16/03/2004
OCCUPAZIONE DEL CONSIGLIO PROVINCIALE DI VICENZA. Mentre i due relatori
si trovavano a Venezia Ca’ Foscari i presidianti organizzati
con pullman ed auto private si sono recati a Vicenza per
partecipare al Consiglio Provinciale che ha avuto inizio
alle 15.00 e che aveva all’ordine
del giorno una mozione di solidarietà verso il Presidente Stefano
Zulian aggredito nel Novembre scorso e presentata dal Consigliere Bruno
Trevisan. Il Presidente della Provincia Manuela Dal Lago sollecitata dai
consiglieri a discutere la mozione all’inizio della seduta, forse pensando
di stancare i presenti, non ha accolto la proposta anzi ha spostato la
discussione alla fine verso le ora 18.00. I “Sanpieroti” manifestando
capacità di autocontrollo, pazienza e calma, soggiornando in Consiglio
e nell’atrio adiacente la sala consiliare hanno atteso sino alla discussione
della mozione innervosendo non poco la Presidente Dal Lago trasformatasi
nell’occasione in una “ciminiera” visto il numero di sigarette fumate.
Verso le 18,30 è stato discusso il punto e la mozione di solidarietà è stata
votata dall’unanimità dei presenti con grande soddisfazione dei
presenti. Senza volerlo però spostando la discussione a più tardi,
la Presidente ha favorito i presenti di San Pietro perché nell’attesa
si sono trasformati in sensibilizzatori dei cittadini vicentini che passavano
per C.trà Gazzelle e le piazze adiacenti che in questo modo hanno
letto gli slogan degli striscioni ove si denunciavano collusioni mafiose,
i volantini distribuiti. I presidianti guidati da Redento Geremia e Sergio
Guglielmi hanno chiarito ai Consiglieri che in pausa del dibattito consigliare
uscivano nell’atrio le ragioni della protesta e con sorpresa hanno preso
atto che molte delle comunicazioni inviate dal Comitato di Paese alla
Provincia non erano a conoscenza del Consiglio, vale a dire come se la
Dal Lago se le fosse tenute per sé. Sono state rilasciate dichiarazioni
dal tono:…” ormai lo abbiamo capito, il Sindaco di Rosà Manuela
Lanzarin è contro di noi; in tutti questi anni non ha mosso un
dito”… “…vogliamo che le Istituzioni facciano il loro dovere prima che
tutto venga compromesso”. “La Provincia deve commissariale il Comune perché omette
atti dovuti del suo ufficio”. “… noi che abbiamo votato per la Lega pensandola
innovativa, ci sentiamo traditi perché questi sono peggiori di
quelli di prima”… Il Segretario della Lega Roberto Ciambetti e Manuela
Dal Lago si sono certamente sentiti in imbarazzo e visti in cagnesco dovranno
ben valutare in termini politici l’operato della loro affiliata Sindaco
di Rosà Manuela Lanzarin e pur dovendo salvare la faccia e l’onore
trarre le debite considerazioni poiché tanta insensibilità verso
le istanze dei cittadini e tanta impreparazione o forse
“furbizia” se paga in un verso, non paga in termini elettorali!
18/03/2004
INVIO SEGNALAZIONE ALL’ ARPAV DI BASSANO DEL GRAPPA E ALLA PROCURA PRESSO
IL TRIBUNALE DI BASSANO DEL GRAPPA delle presenza del materiale
inquinante nel cantiere della Zincheria Valbrenta con allegato
l’esito delle analisi del laboratorio Eco Ricerche e
le foto del materiale e luogo
del deposito. IL GAZZETTINO del 23/3 esce con l’intervista
al Direttore dei Lavori del cantiere Zincheria Valbrenta
Ing. Beniamino Didonè che
dichiara:”Resto davvero sorpreso. Nego ogni responsabilità sia
del Consorzio delle ditte PIP49 sia della Zincheria Valbrenta. Non vorrei
che ci fosse qualche manovra alle spalle. L’altro giorno parlando con
degli amministratori di Tezze si commentava come qualche ditta spargesse
da anni sui terreni materiali inquinanti”. Se non lo sa il Direttore dei
Lavori significa che per forza l’apporto di quel materiale è abusivo,
altrimenti anche lui mente; ma vista la reazione di tutti, compresa la
sorpresa del Comune di Rosà, visti i risultati degli esami eseguiti
sui campioni di materiali e visto l’esito della prova sulle piantine che
sono, prima ingiallite, poi bluastre ed infine morte ci conferma sulla
natura del materiale. Ci auguriamo che la Procura non resti immobile come
successo fin’ora vista l’urgenza sanitaria che incombe e si prodighi ad
accertare ed individuare i responsabili che in sito vergine non intaccato
da inquinamenti di sorta hanno intaccato di metalli pesanti; siamo certi
che poche sono le cose da dire in merito se non che nessuna Legge può permettere
di inquinare un’area pulita basandosi semplicemente sull’idea che sarà industriale,
come se industriale si possa inquinarla, sarebbe osceno! Tutti allora
scaricherebbero i rifiuti di metalli pesanti stendendoli sui fondi a destinazione
industriale chi glielo fa fare spendere tanti soldi per smaltirli! Ne
vedremo di belle da quel che si sente! C’è chi si gira la Legge
a proprio uso e consumo, anche tra gli addetti; mai nessuno che si prenda
la briga di interpretare le Leggi a favore della collettività,
sempre a parare i fondelli ai soliti “furbi” e poi nascondersi quando
si scoprono catastrofi ambientali come la PM con inquinamento da cromo
esavalente che tutti sanno risale agli anni ’70 ma che nessuno s’è mai
accorto di nulla! Ma chi controllava o doveva controllare dov’era? Se
ha controllato come può dire che tutto era regolare se l’inquinamento è di
origine così antico e com’è possibile che in 30anni nessuno
abbia trovato che lì si inquinava alla grande? Forse che nessuno
ha mai controllato? Eh sì forse è proprio così! E’
più facile e meno rischioso controllare il falò della befana
che scocciare qualcuno che inquina. Ed ora chi pagherà per le negligenze
dei controllori e le astuzie dei privati? Vuoi vedere che sarà la
collettività attraverso il giro: Comune, Provincia, Regione? E
gli irresponsabili controllori? E l’ARPAV? E l’ASL? E la PROVINCIA? E
il COMUNE? Svegliati sognatore! E’ tutto prescritto! Si dà un po’
di colpa all’ultimo venuto e tanti saluti e buona notte! La solita commedia
all’italiana. Così sarà anche per i metalli pesanti nella
Zincheria Valbrenta? Staremo a vedere!
31/03/2004
INVIO DEL 2° CAMPIONE DI MATERIALE AL LABORATORIO CHELAB
DI RESANA (TV) per altri riscontri visto l’esito del primo.
31/03/2004
2^ UDIENZA DEL PROCESSO ZULIAN PASINATO – MARA BIZZOTTO. Dopo in
tentativo di conciliazione nel quale ” l’offesa” esigeva
le scuse degli smascheratori della verità, Stefano e Daniele, e non avendola ottenuta
(perché mai si sarebbero dovuti scusare non sappiamo, forse per
entrare anch’essi tra coloro che non sanno distinguere
il vero dal falso?) il processo viene rinviato al 7/7/04.
01/04/2004 DEPOSITO DENUNCIA PER APPORTO DI MATERIALE INQUINANTE NEL
CANTIERE DELLA ZINCHERIA VALBRENTA AL TRIBUNALE DI PADOVA E VENEZIA OLTRE
CHE A BASSANO DEL GRAPPA.
08/04/2004
ESITO DEGLI ESAMI DEL 2° CAMPIONE DI MATERIALE DAL LABORATORIO
Chelab. L’esaminatore ci conferma la non regolarità al D.M. 471/99
per presenza di stagno, rame, zinco, ecc… Deduciamo che il campione è leggermente
diverso dal 1° ma sempre con presenza di metalli pesanti. La provenienza,
da esperti del settore, ci viene indicata: “da rifiuti
di fonderia!”
13/04/2004
DALLA REDAZIONE DI REPORT. Complimenti per il sito internet e manifestazione
di interesse per il caso di San Pietro a patto però che
il governo berlusconiano non “ci chiuda prima”!!!
18/04/2004
LA SCALATA DELLA ZINCHERIA. E’ annunciata e comunicata alle Forze
dell’Ordine (Vigili Urbani come indicato dal Commissariato
locale) un’Assemblea presso il Presidio convocata con
lo scopo di informare la cittadinanza dell’esito delle analisi
eseguite sul materiale usato dalla
Zincheria quale sottofondo delle vasche e del pavimento
dello stabile in costruzione nel PIP49. Alla presenza
dei Vigili Urbani e Carabinieri,
in ordine come sempre e senza ostacolo alcuno alla viabilità locale
di via Pacelli, l’assemblea ha avuto inizio ed hanno preso la parola:
il Presidente Stefano Zulian e Lorenzo Signori presentando i risultati
degli esami eseguiti dal laboratorio Ecoricerche e Bassano del Grappa
e Chelab di Resana. Ad onor di cronaca, ricordiamo che il Direttore dei
Lavori della Zincheria Valbrenta Ing. Beniamino Didonè intervistato
dalla stampa aveva rilasciato una dichiarazione nella quale si professava
estraneo all’apporto di detto materiale e di non conoscerne la provenienza,
in pratica di “non saperne nulla” “…sono tornato stamattina, non ho potuto
leggere l’articolo. Resto davvero sorpreso. Nego ogni responsabilità sia
del Consorzio delle Ditte del PIP49 sia della Zincheria Valbrenta… l’altro
giorno parlando con degli amministratori di Tezze sul Brenta si commentava
di come qualche ditta spargesse da anni sul terreno materiali inquinanti.
Resto perplesso”.. Se non sa nulla il Direttore dei Lavori vuol dire che
il materiale è davvero molto inquinante; se non lo fosse o fosse
lecito portarlo lui certamente lo saprebbe come direttori dei lavori ne è il
responsabile. Dagli esami si riscontravano presenze di metalli metalli
quali: cadmio, zinco, stagno, ferro, ecc… in quantità non consentite
dalla Legge; si rilevava dalle analisi un Ph superiore a 9 e prossimo
a 10 per un terreno che qualunque coltivatore, agronomo o chimico che
conosce la nostra zona sa essere tra il 4 e 5. Gli animi dei presenti
giustamente si agitano, non possono accettare che su un fondo “bianco”
e naturale, ancor prima di iniziare l’attività lo si possa inquinare
impunemente. Si giustificano i così detti “esperti dell’ultima
ora” che vogliono trovare giustificazioni ad ogni costo, che quella è un’area
industriale e quindi la Legge Ronchi permette questo. Poiché non
ci possono essere Leggi che consentono l’inquinamento di un sito “vergine”
solo perché diventerà industriale, ci siamo andati a leggere
la Legge Ronchi e le rispettive tabelle e con l’ausilio dell’Avvocato
di fiducia Luca Milano e Giancarlo Todesco nonché di Geologi e
Chimici abbiamo scoperto che abbiamo ragione o perlomeno non abbiamo torto
e quanto in assemblea diciamo corrisponde alla Legge. Obiettano gli intervenuti
all’assemblea: “..se così fanno ora che non lavorano, chissà cosa
faranno poi!” …“Se nessuno controlla ora che pur sapendolo, abbiamo dovuto
noi preoccuparci ed intervenire, come possiamo fidarci dei controlli ad
attività iniziata?” Mentre l’assemblea accalorata volgeva alle
sue battute finali e i relatori invitavano i presenti a consumare un piccolo
rinfresco preparato dalle donne del Presidio per i partecipanti, voci
si susseguivano che qualcosa di nuovo stava succedendo all’esterno del
Presidio. Mentre si stava bevendo qualcosa e le ultime battute di “coda”
all’assemblea si ultimavano ecco scorgere sul lato Nord del cantiere della
Zincheria il V. Presidente del Comitato Daniele Pasinato che dando la
scalata alla Zincheria dopo aver scavalcato il muretto della recinzione.
I numerosi presenti incuriositi hanno abbandonato il Presidio e incamminatisi
lungo il marciapiedi di via Pacelli hanno raggiunto il lato Nord del cantiere
mentre Daniele raggiungeva il tetto della Zincheria, in poco tempo raggiunti
anche dagli altri partecipanti l’assemblea, il tutto sotto gli occhi delle
Forze dell’Ordine presenti che non hanno mai avuto modo o motivo d’intervenire
né di ordinare alcunché. Daniele raggiunto quindi il tetto
della Zincheria a mezzo megafono da lui portato in scalata ha illustrato
le ragioni della sua azione: “abbiamo segnalato alla Procura e all’ARPAV
l’apporto di queste sostanze già da febbraio- marzo non è successo
nulla e non sappiamo nulla; ne va della nostra salute e della salute di
numerose comunità vicine; siamo stanchi di inquinamenti nascosti
e taciuti per decenni e poi esplosi con danni gravissimi per tutti come
quello della PM che tutti sapevano ed ora tutti fingono di non aver mai
saputo; io scendo da qui quando avrò la promessa che il Magistrato
di Bassano si prenderà a cuore questo fatto ed interverrà contro
questa sommatoria di abusi, violazioni, illeciti e reati tutti già accertati
in Tribunale Amministrativo in 1°grado nella Zincheria e nel PIP49,
perché è ora che intervenga; non può più fingere
che non ci sono o di non saperlo!” Daniele quindi espone due manifesti
con scritte di protesta. La gente di San Pietro e non, dal cortile gridava
il proprio sostegno e applaudiva l’azione di Daniele. Dopo due ore di
permanenza sul tetto, visto il tempo incerto e la minaccia di pioggia,
su invito del Presidente Stefano Zulian e Lorenzo Signori, l’ardito scalatore è sceso
senza costrizioni, lesioni a cose o quant’altro.
Apriamo un parentesi per dirvi che durante le due ore di
permanenza del Daniele sul tetto della Zincheria, vista
la recinzione della stessa che presentava ampi varchi,
già nei giorni precedenti
usati dagli stessi Carabinieri per entrare nel cantiere di notte chiamati
dai vigilantes del Presidio, e considerato che il cancello d’ingresso
posto a Nord del cantiere era aperto e sollecitati da un bambino (Moreno)
che si divertiva a suonare il campanello, molti dei presenti hanno ritenuto
un’occasione per visitare il cantiere e le opere realizzate fino ad oggi,
accompagnati dal solito ben informato che ricordava ai visitatori che
il pavimento in calcestruzzo dove stavano camminando nascondeva il materiale
incriminato. Richiamata l’attenzione (Lorenzin) che si trattava comunque
di proprietà privata anche se aperta e incustodita i visitatori
hanno provveduto ad uscire senza obiettare. Erano presenti
oltre le Forze dell’Ordine, l’avvocato di fiducia Luca
Milano, Grazia Morra, Comitati
vicini e del 2004 Coordinamento Ambiente di Bassano del
Gr. del WWF, ecc… Alla fine della vicenda un gran scroscio
di pioggia ha provveduto “a lavar
l’onta all’onor della Zincheria”. Noi diciamo che Dio ci
vuol bene anche nei piccoli segni del tempo che ci permettono
di agire senza il disagio
della pioggia.
A seguito di questi fatti il titolare della Zincheria Valbrenta
Giuseppe Bordignon e Massimo Segafredo titolare della Ditta
edile che esegue i lavori nel cantiere hanno sporto denuncia
contro Daniele Pasinato
e Lorenzo Signori: il primo per violazione di proprietà anche se
per onor del vero tutto era aperto, tant’è che tutti siamo entrati
a far visita alla Zincheria, e loro dire per aver tagliato la catena che
chiudeva il cancello d’ingresso per entrare e scalare la struttura; noi
sappiamo e in coro testimoniamo per aver visto e partecipato nonché invaso
la proprietà (se è questo il gran reato!) perché tutto
era aperto e Daniele per economia di strada ha addirittura scavalcato
la recinzione per non perdere tempo a fare il giro per il cancello d’ingresso,
il tutto sotto gli occhi delle Forze dell’Ordine; il secondo invece per
manifestazione non autorizzata: in verità, ammesso che per fare
una riunione informativa di cittadini su un tema comune come la sicurezza
e la salute in un luogo privato come il Presidio sia considerata alla
stregua di una manifestazione, il Signori aveva comunque inviato l’informativa
ai Vigili Urbani e come indicato dal Commissariato di Bassano del Grappa
il quale aveva comunicato come sufficiente tale informativa in quanto,
se necessario, i Vigili stessi ne avrebbero dato per dovere d’ufficio
informazione allo stesso Commissariato essendo essi stessi Forze di Pubblica
Sicurezza. Se così non fosse infatti anche la riunione dell’Azione
Cattolica dovrebbe essere comunicata! La presenza stessa delle Forze dell’Ordine
(Carabinieri e Polizia Municipale) confermano che tutto è stato
regolarmente segnalato. Per protesta altri cittadini, a differenza di
Daniele, hanno scelto di autoincatenarsi alla rete di recinzione posta
a Nord e sono: Piotto Adriano, Garberino Franco, Andrea Baggio. Nonostante
però le numerose denunce presentate dal Comitato e dai cittadini
di San Pietro per le violazioni, illeciti, reati riscontrati nel cantiere
della Zincheria Valbrenta e confermati in primo grado dalla sentenza del
TAR Veneto, alla Procura della Repubblica di Bassano del Grappa e senza
che la medesima intraprenda alcun provvedimento penale nei confronti della
stessa Zincheria per i reati denunciati e segnalati come se i cittadini
di San Pietro non esistessero, la Procura di Bassano del Grappa trova
invece solerzia, tempo, attenzione per avviare e concludere senza sentire
i procedimenti contro i “sovversivi” contestatori del Presidio che osano
“nuocere” al buon nome della Zincheria e ai suoi “buoni investimenti”
provvedendo a comminare le pene ai due “brigatisti rivoluzionari sovversivi”:
il primo a tre mesi o 3500 euro circa di ammenda, il secondo a 5 giorni
o circa 150 euro di ammenda. I nostri eroi però, anche se le pene
comminate sono considerate minori, per principio e per l’onestà del
loro operato a tutela del diritto collettivo hanno rifiutato le sanzioni
di condanna impartite dal Giudice e ricorso chiedendo il giusto processo
tanto invocato e vituperato quand’è comodo, poiché le sommarie
condanne senza sentire la parte in causa ci sanno molto
da medioevo giudiziario e poco di civile democrazia.
Aggiorniamo i nostri lettori che il processo ai due criminali
sarà celebrato a Bassano del Grappa in Marzo 2005 e tutti siete
invitati a partecipare così ci renderemo conto dello stato di salute
della nostra Giustizia locale. (pezzo inviato dallo sceriffo
di Sherwood a mezzo la freccia nera).
19/04/2004
UNIVERSITA’ DI PADOVA. Dipartimento di Geografia. Prof Mauro VAROTTO.
Relatori: Daniele Pasinato e Lorenzo Signori Tema: “ABITARE
IN VENETO. Dalla soddisfazione residenziale alla geografia
dell’angoscia”. Il modello veneto consuma territorio”
si usa dire ormai da tempo. Ma al
di là dell’aspetto quantitativo del fenomeno e di una visione euclidea
dello spazio geografico ciò che più preoccupa dello sviluppo
economico regionale è lo stravolgimento del rapporto tra abitanti
e luoghi: incuria per i paesaggi ereditati, insensibilità ecologica,
chiusura e indifferenza al contesto ambientale contrapposti al “vivere
allargato” di chi ancora abita il territorio sentendolo come proprio.
Il caso studio qui presentato costituisce esempio eclatante di come le
regole della “governance” territoriale siano irrimediabilmente asservite
ad interessi privati, ma anche di come questi possano risvegliare il senso
di appartenenza di una comunità, che ha deciso di rompere il muro
dell’indifferenza e di scommettere sulla difesa ad oltranza
dei propri luoghi, della propria storia, della propria
cultura, riscoprendo un senso
geografico dell’abitare altrove irrimediabilmente perduto”.
22/04/2004
LIBERA. INCONTRO CON IL PROCURATORE ANTIMAFIA P. Luigi VIGNA.
Dolo (VE) Presenti: Daniele Pasinato, Lorenzo Signori,
G.Carlo e Sergio Zulian. Molto fruttuoso, ma apprendiamo
da verbali d’interrogatorio
di pentiti mafiosi siciliani illustrati da Dott. Ivan
Cicconi Dir. Generale
Nuova QUASCO e rilasciati alla Commissione Nazionale Antimafia
che gli
interessi mafiosi in Sicilia, da anni, ma soprattutto dopo
i colpi inferti dallo Stato all’organizzazione, sono
stati trasferiti nel nostro territorio.
Lo stato di allarme ci deve indurre a prestare la massima
attenzione a tutte le operazioni su grandi interventi
e investimenti pubblici e privati,
alle forme mimetizzate di smaltimento dei rifiuti (ecomafia),
alle deturpazioni territoriali come cave; settori dove
le organizzazioni mafiose più tendono
posizionare i propri tentacoli e riciclare grosse quantità di denaro,
soprattutto quando trova terreno fertile preparato da figure locali di
pochi scrupoli. Grazie per l’occasione concessaci e per il delicato lavoro
che questi uomini svolgono con professionalità e rischio personale
a tutela dello Stato.
23/04/2004
VISITA DEL PREFETTO DI VICENZA. Sua Eccellenza il Prefetto di
Vicenza giunge a Rosà in ritardo per aver sbagliato strada più volte
ci comunica al Suo arrivo. Il rappresentante del Governo Dott. Tranfaglia
prima di dare inizio al programma della visita s’è incontrato in
via riservata con il rappresentante del Comitato Lorenzo Signori presso
il Municipio alla presenza del Sindaco, del Questore e del Comandante
dei Carabinieri di Vicenza. Sua Eccellenza ha usato parole di comprensione
e sensibilità verso l’irrisolto problema di San Pietro che dalle
parole dimostrava conoscere bene, ed ha invitato le parti a superare la
situazione di conflitto socio-istituzionale nato purtroppo da una situazione
incancrenita e quindi più difficile da risolvere ed ha invitato
Sindaco e Comitato ad attenersi a quanto deciso con sentenza dal Consiglio
di Stato. Lorenzo Signori ha precisato che il Comitato non imputa all’attuale
Sindaco la responsabilità della scelta originaria ma rimprovera
allo stesso l’immobilismo che ha caratterizzato questi due anni del suo
mandato ed ha specificato che nulla sarebbe avvenuto a San Pietro se gli
insediamenti del PIP 49 insalubri di 1^ classe fossero stati posti lontano
dalle abitazioni senza rischi per la salute. Signori ha ringraziato a
nome di tutto il Paese di San Pietro per la cortesia e sensibilità dimostrata
da Sua Eccellenza il Prefetto ed ha garantito il rispetto della sentenza
del Consiglio di Stato quando sarà pubblicata qualunque essa sarà.
Sua Eccellenza il Prefetto ha poi incontrato i Rappresentanti
della Società Civile, Economica, Religiosa e del Volontariato di
Rosà nella sala consiliare. Il Sindaco ha introdotto portando i
saluti al Rappresentante del Governo al quale ha illustrato la realtà laboriosa
ed onesta del comune di Rosà concludendo che a Rosà non
ci sono problemi, tesa com’era a trasmettere un’immagine il più serena
possibile com’è ovvio. Il Prefetto nella Sua risposta ha ringraziato
il Sindaco per la “bella cartolina” di Rosà illustrata dal Sindaco
ma ha aggiunto “…mi pare anche che ci sia una zincheria con una contestazione;…una
viabilità con non pochi problemi; mi sono perso ed ha ritardato
per questo…” ecc… Grazie ancora Signor Prefetto per l’onore concesso,
con la Sua visita, a tutta Rosà, ma soprattutto per l’alto grado
di democrazia applicata dimostrata con le Sue parole.
Ai conoscitori del nostro sito rammentiamo che Dott. Tranfaglia è il
Prefetto di Vicenza che in Gennaio 2003 ha comunicato l’appartenenza della
ditta Orlandi solventi e diluenti ai dettati della Legge Seveso 2 dopo
che gli “esperti:” ASL, ARPAV di Bassano del Gr. ed il Sindaco di Rosà sostenevano
il contrario, sollecitati dal Comitato, come si può leggere sul
verbale pubblicato in sito dell’incontro avuto in Comune; possiamo garantire
che non è finita qui … con gli “esperti”!
Un particolare ringraziamento è stato personalmente inviato a Sua
Eccellenza a nome di tutto il Paese di San Pietro.
25/04/2004
UNIVERSITA’ DI ST. ETIENNE. Inaspettati abbiamo ricevuto la visita
di una decina di Studiosi Europei che si trovavano a Convegno
a Padova, guidati dal Prof. Giacomo Seco docente presso
l’Università di
Padova. Gli Studiosi hanno visitato il PIP49 ed il sito
archeologico e sono stati colpiti dalla compromissione
territoriale avvenuta. Ci comunicano
che sono stati colpiti dalle lenzuola esposte nelle case
e si sono fermati per oltre 2ore durante le quali hanno
preso visione della documentazione
riguardante la procedura seguita per l’adozione del PIP49
per aziende insalubri di 1^classe. Grazie all’aiuto del
prof. Seco che ci faceva da
interprete hanno visionato le delibere comunali e regionali,
i pareri ASL ed ARPAV, le segnalazioni e denunce depositati
presso i Carabinieri e la Procura di Bassano del Gr., hanno
preso visione delle
diapositive
del paesaggio com’era prima dell’intervento ed i vincoli
insistenti sull’area (vivaio, siepi, rogge, archeologici,
ecc…)
e della realtà attuale. Increduli e perplessi per la totale violazione
delle normative europee e della legislazione italiana si sono resi disponibili
ed interessati a coinvolgere la Corte Europea di Garanzia perché,
a loro dire, è inverosimile che possa accadere in Italia all’insaputa
della Comunità, violando le norme comunitarie nell’assoluta impunità e
nell’assoluta assenza di interventi dell’Autorità Giudiziaria.
L’Italia si fa bella nel sostenere la tesi europea ma è il Paese
che non ne rispetta le norme.
“Siete certi che non vi siano ingerenze mafiose?” è stata l’affermazione
del rappresentante belga.
Ci siamo scambiati i recapiti con l’impegno di tenerci
informati, convenendo l’uso della lingua francese per comunicare.
Referente è la
prof.ssa Natacha GONDRAN emse.fr.Grazie a prof. Giacomo Seco per la disponibilità.
01/05/2004 ASSOCIAZIONE CALIMERO NON ESISTE. Il Gruppo musicale “Ambaradam”
composto da ragazzi disabili ci hanno regalato un pomeriggio musicale
al Presidio, guidati da Virgilio.
L’entusiasmo dei ragazzi nel suonare sotto un sole cocente
di un sereno pomeriggio primaverile e la felice emozione dei presenti
nel vedere tanto impegno da parte dei giovani di Montecchio ci portano
a dire loro un doveroso e cordiale grazie; grazie soprattutto per la lezione
di vita che ci avete impartita; fino a quando esistete e noi troviamo
persone come voi possiamo ben dire che i giovani ci fanno ben sperare
per il futuro del nostro Paese.
05/05/2004 UNIVERSITA’ STATALE DI MILANO “Ca’ Granda”. Istituto di Geografia
Umana. Dott. Luca BONARDI. Relatori: Daniele Pasinato e Lorenzo Signori.
Tema: “Le singolari e preoccupanti vicende entro cui si colloca l’evento
di degrado ambientale contro cui si sta attivando il Vostro Presidio,
sono di grande interesse per gli Studenti di Geografia Umana, costituendo
una importante occasione formativa.”
Un’aula super affollata ha seguito il caso San Pietro con
estremo interesse. Perplessità, scandalo, incomprensione per l’immobilità delle
Istituzioni e della Magistratura, ecc… hanno indotto negli studenti la
convinzione che “si possa trattare solo di intervento con copertura di
organizzazioni illegali ritenute caratteristiche del SUD Italia ed ora
prerogativa del NORD EST”. Gli Studenti ci hanno sollecitato a segnalate
il caso a “STRISCIA LA NOTIZIA”, alle “IENE”, ecc… ma alla nostra risposta
che le Redazioni di Mediaset con Striscia la Notizia sono state più volte
informate ma che non abbiamo avuto nemmeno l’onore di una risposta, non
capivano la ragione del silenzio ma è bastato poco perché alla
successiva domanda sul colore politico dell’Amministrazione rosatese,
alla risposta: Lega, Forza Italia, Alleanza Nazionale molti commentavano
“sono la stessa Famiglia”. “I tentacoli dell’illegalità e degli
affari si allungano preoccupantemente nel ricco NORD EST. L’immobilismo
della Magistratura e delle Istituzioni isolano il fenomeno contestativo
lasciandolo in balia di un’aggressività dai tipici caratteri mafiosi”.
14/05/2004
PRESENTAZIONE DEL VOLUME: IL BRENTA. Ed. Cierre. Autore Prof Francesco
VALLERANI. Stroppari di Tezze sul Brenta (VI) con la partecipazione
di: Prof Mauro PITTERI Storico; Prof Antonella PIETROGRANDE
Associazione Giardini Storici Università di Padova; Prof Francesco VALLERANI
Autore del Volume e Docente Università Ca’ Foscari di Venezia;
Prof Mauro Varotto Docente Università di Padova; Benito Sasso Sindaco
del Comune di Valstagna.
“La conoscenza del valore storico ambientale del Brenta
e la sensibilità ambientale del territorio ci portano a considerare
ancora una volta l’ipotesi di un parco al fine della conservazione
di un bene che rischia la sua scomparsa e la sua compromissione
per l’intervento dell’uomo ai fini del facile profitto
di un bene non riproducibile
come
la ghiaia”.
07/05/2004
ORDINE DEGLI INGEGNERI DI VICENZA. Sospensione dell’esercizio
professionale dell’Ing. Beniamino Didonè. E’ una notizia che abbiamo
aggiunto in ritardo perché taciuta da tutti anche se comunicata
a tutti gli Enti e Tribunali; né potevamo sospettare sino ad oggi,
Luglio 2004, che l’Ing. Didonè era sospeso visto che l’abbiamo
sempre visto in cantiere Zincheria e PIP49 continuare a dare direttive,
fare sopraluoghi, rilievi e misurazioni, nonché tentati collaudi
finiti con bocciature; né ora che abbiamo visto nominato il suo
sostituto nella figura di un tecnico di Montebelluna del quale non facciamo
il nome perché pur invitato non l’abbiamo mai visto perché comunque
nei collaudi abbiamo sempre visto l’Ing Didonè così nelle
misurazioni,ecc.. Evidentemente era un nome come un altro per dire che
la sospensione era rispettata, ma così non ci pare. Noi non conosciamo
le regole dell’Ordine professionale degli Ingegneri per cui forse è sufficiente
anche così; non sarà ortodosso ma rispettiamo anche queste
piccole furbizie.
21/05/2004
VISITA DEGLI STUDENTI UNIVERSITARI. Sono giunti in pullman accompagnati
dal prof. Mauro Varotto dell’Univ. Di Padova e dal prof.
Francesco Vallerai dell’Univ. Di Venezia. Guidati da Lorenzo
Signori, Stefano Zulian, Daniele Pasinato, Sergio Guglielmi
e Roberto Sessi del
2004 Coordinamento Ambiente di Bassano del Grappa, nonché dal corrispondente
del “IL GAZZETTINO” prof. Silvano Bordignon, viene mostrata la realtà della
zona industriale delle “Prese”, del PIP 49, della Zincheria Valbrenta
e del sito Archeologico. Non facciamo noi commenti ma ci limitiamo come
il solito a riportare i commenti raccolti dagli studenti: “ Siamo qui
perché non abbiamo mai visto una cosa simile con un impatto così grave”
(Francesco prof. Vallerai); “Sono scandalizzata per i siti archeologici,
ma ancor più per la salute pubblica”(Anna Scenici di Sondrio);
“Qui c’è poco rispetto delle persone”(Alberto Zuecco); “Siamo a
livello di inciviltà”(Silvia Salvagnini); ecc… e molti altri dei
quali abbiamo il commento ma lo spazio è tiranno; tutti si scandalizzano
ma non le Istituzioni locali che dormono il sonno dell’indifferenza.
16/06/2004
MONTECIOROCK. Ci viene riservata una serata nel programma del Giugno
culturale di Montecchio Maggiore (VI). L’organizzazione è ben
curata e numerosi i presenti. Relatori i soliti Daniele Pasinato e Lorenzo
Signori. A dibattito l’obiezione ormai consueta:”Sono fatti annoverabili
a realtà Sicule” Titti vogliono conoscere i provvedimenti della
Magistratura Bassanese ma alla risposta che non ve ne sono tutti provano
disappunto e delusione. Alla nostra comunicazione che la stessa Magistratura
ha avviato procedimenti contro di noi in poco tempo mentre in due anni
non ha trovato elementi per inquisire nessuno dei fautori del caso San
Pietro, la delusione si trasforma in ironia e collera con frasi “lo immaginavamo”;
“Sono d’accordo”; “E’ sempre la solita”. Uno in particolare ci ha citato
un vecchio detto Veneto “Boi, schei, amicizia, porta a spasso a giustissima”.
Un giovane ci dice che dobbiamo renderci conto dell’incapacità istituzionale
di applicare le Leggi e controllare che queste vengano rispettate; “la
tutela del cittadino è principio recitato da tutti coloro che non
lo applicano per ubriacare la gente di belle parole ma sotto-sotto fare
i propri comodi. Tante Leggi fanno pensare che il Parlamento lavori, in
realtà tante leggi permettono molte interpretazioni e molte interpretazioni
molta confusione e molta confusione permette di fare ciò che si
vuole impunemente. La paura dei Magistrati di fermare questi
fenomeni li porta ad interessarsi di piccoli reati comuni
per far capire che lavorano
molto e sono impossibilitati a seguire questi fatti “
delicati” come San Pietro è la ciliegina sulla panna”. “Dovete
rivolgervi alla Procura Generale e segnalare tutti questi fatti di immobilismo.”
E’ stato scritto nell’occasione:” L’omertà dei mass media è pressoché totale.
Una storia istruttiva che può insegnare molto oltre che smuovere
gli animi. Le Forze dell’Ordine che si muovono contro i presidianti a
tutelare le Istituzioni indifferenti sono fatti poi reimpastati opportunamente
dai giornali in modo da travisare la verità”.
07/07/2004
3^ UDIENZA DEL PROCESSO MARA BIZZOTTO – ZULIAN, PASINATO. Dopo schermaglie
legali nelle quali improvvisamente la parte offesa richiede
possa deporre il maresciallo Chiantese e una lista di testi
oltre una cassetta, ma il Giudice rigetta la richiesta
perché tardiva ed
accoglie la deposizione della cassetta. Non sarà quindi ascoltato
il maresciallo Chiantese. L’udienza è stata rinviata al 24/11/2004.
15/07/2004
COMMISSIONE PROVINCIALE 4^ AMBIENTE DI VICENZA. Invitati direttamente
dal Presidente della 4^ Commissione Provinciale Ambiente
a seguito del pronunciamento del Consiglio Provinciale
sulla mozione
del Consigliere Bruno Trevisan e Daniela Sbrollini, Lorenzo
Signori,
Daniele Pasinato
e Stefano Zulian accompagnati da alcuni componenti del
Comitato e del Presidio hanno illustrato ai Commissari
tutta la vicenda PIP49. La presentazione è stata
seguita con molta attenzione da tutti i commissari, dal Presidente e dall’Assessore
Formenton ad eccezione di uno che non ha trovato di meglio da fare che
leggere il giornale seduto alla nostra dx, forse questo, o sapeva tutto
o sapeva troppo o la verità gli dava fastidio. L’Assessore, il
Presidente a nome di tutta la Commissione ha manifestato tutta la propria
solidarietà e l’impegno di approfondire il problema. Il Presidente
ha introdotto i lavori della Commissione leggendo una comunicazione pervenuta
dal Sindaco di Rosà ove erano elencati tutti i provvedimenti assunti
dall’Amministrazione Comunale, naturalmente omettendo quelli che avrebbe
dovuto assumere e che non ha fatto rilevati dal Tribunale del Riesame
e comunque omettendo di dire che il cantiere con tutte le irregolarità riscontrate
dal Comune ha sempre continuato a lavorare. L’Assessore Formenton ha informato
la Commissione che la domanda presentata in Provincia per il trasferimento
della Zincheria non accennava ad ampliamenti dell’attività e delle
dimensioni per cui una quintuplicazione sarebbe stata certamente soggetta
ad altro iter; si riserva di capire meglio cosa sia accaduto poiché era
dovere di Legge segnalare e la risposta sarebbe certamente stata diversa.
La Commissione dopo la pausa estiva verrà a San Pietro per prendere
visione della realtà.
19/07/2004 PIAZZA DEI SIGNORI VICENZA. Grazie alle Forze dell’Ordine
ed ai Vigili Urbani per il servizio prestato e la presenza attenta ma
riservata con la quale si sono distinte e grazie all’Amministrazione Comunale
di Vicenza per aver reso possibile la serata.
Chi in pullman chi con mezzi propri numerosi cittadini
di San Pietro hanno raggiunto la Piazza Palladiana dei
Signori dov’ è stato
presentato con diapositive ai cittadini di Vicenza il caso di San Pietro
di Rosà a partire dal 1990. Abbiamo mostrato il paesaggio com’era
e com’è stato ridotto; delibere, verbali, autorizzazioni e pareri
legali, denunce, esposti, segnalazioni, sentenze, così tutti hanno
potuto rendersi conto di come si possa distruggere un patrimonio ambientale
depauperando i cittadini dei più elementari diritti in barba alle
Leggi e alla Giustizia facendola franca e restando impuniti con il semplice
gioco di interpretare le norme solo a favore dei furbi o fingendo di non
conoscerle. Ai presenti cittadini di Vicenza è stata distribuita
una rassegna storica dei fatti comprensiva di delibere, verbali e quanto
illustrato pubblicamente comprese le Autorizzazioni ottenute furbescamente
con la più o meno accondiscendente ASL, ARPAV, Comune, Provincia,
Regione.
L’impressione data dai vicentini è di rassegnazione per l’inerzia
delle istituzioni; la danno per scontata. Sono in depressione
sociale o stato di impotenza civica, situazioni che piacciono
molto a chi vuole
fare dell’impegno politico un investimento d’affari. POSSIBILE
CHE NON SI SVEGLINO!!!
23/07/2004
VISITA DEI CONSIGLIERI PROVINCIALI D. SBROLLINI E B. TREVISAN.
Dopo il sopraluogo in cantiere e al sito archeologico ha
preso la parola il Consigliere D. Sbrollini garantendo
ai presenti in Presidio
tutto il proprio interessamento e quello del Consigliere
Trevisan che
si concretizzerà con
la visita dell’intera Commissione Consiliare Provinciale in loco dopo
la pausa estiva. “E’ incredibile, ha esordito il Consigliere, ciò che
ho visto; non c’è nulla che sia rispettoso delle norme; sono sbigottita;
mai avrei immaginato venendo qui di trovarmi in questa situazione e non
spiego i silenzi di tutti questi anni. Voglio vederci chiaro perché qui
tutto sembra surreale”.
24/07/2004
DEPOSITO RICORSO EX. ART. 700 C.P.C. Dopo aver provveduto a segnalare
all’ARPAV e alla Procura presso il Tribunale di Bassano
del Grappa l’apporto di sostanze inquinanti nel cantiere
della
Zincheria Valbrenta, non avendo avuto notizia sul procedimento
nonostante l’avessimo esplicitamente
richiesto; visti i “non so” del Direttore Lavori Ing. B.
Didonè (e
se non lo sa lui chi mai dovrebbe saperlo!!!); dopo le promesse di interessamento
dell’Ass. all’Ecologia del Comune E. Lando nonché del Consigliere
V. Geremia che si era impegnato nel caso i riscontri fossero stati reali
a richiedere la bonifica dell’area (ma non è mai venuto né ha
chiesto alcunché per provare la realtà); visti i silenzi
dell’ARPAV di Bassano del Gr. e del Corpo della Guardia Forestale incaricata
ad espletare le indagini per conto della Procura di Bassano del Gr.; dopo
aver dato incarico ad un Geologo per una relazione sulla “Vulnerabilità delle
Acque Sotterranee del Territorio Comunale” nella figura
del Dr. E. Tomio nel Maggio 2004; visti i rapporti di prova
dei laboratori Chelab ed Eco
Ricerche, ci siamo rivolti, su indicazione dei nostri Legali:
Avv. Luca Milano e Giancarlo Todesco del Foro di Bassano
del Gr. direttamente al
Giudice il quale ha provveduto a nominare un CT ed ha fissato
l’udienza per l’inizio del dibattimento per il 1/9/04.
06/08/2004 DEPOSITO INTEGRAZIONE ESPOSTO presso il Tribunale di Padova
e Venezia per competenza territoriale quali danneggiati in conseguenza
di fenomeni inquinanti dei pozzi dell’alta padovana e del Bacino Scolante
lagunare.
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