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Cronistoria PIP49 e Presidio

Cronistoria PIP49 e Presidio

1990 La Zincheria Valbrenta acquista una grande area di terreno agricolo lungo via Pacelli a S. Pietro di Rosa’ pagandola almeno il triplo del suo valore reale per eliminare il diritto di prelazione di terzi. Il rappresentante della Zincheria dichiarava pubblicamente alla stampa di aver acquistato l’area su consiglio dell’allora amministrazione comunale. A quel tempo assessore all’urbanistica era Beniamino Didone’ futuro progettista e direttore dei lavori del PIP49 nonche’ fratello del futuro Sindaco Giovanni Didone’. Grazie ad alcuni consiglieri di minoranza fra cui Lorenzo Signori e Margherita Mattesco in Piotto la popolazione di S. Pietro inizia una raccolta di firme contro la costruzione della Zincheria, tutto il paese aderisce.

1993 Approvazione definitiva del PRG da parte della Regione Veneto escludendo i terreni acquistati dalla Zincheria e cancellando ogni possibilita’ di utilizzazione.

1997 Inizio studio ricerca archeologica da parte del gruppo archeologico locale “Medoacus” nell’area “Prese” di Via Brega. Dai risultati l’area viene dichiarata di interesse archeologico. Il comune approva la nuova variante al PRG dove l’acquisto “sbagliato” della Zincheria Valbrenta trovava ora il posto giusto con il voto favorevole di soli 4 consiglieri - senza numero legale per approvare la seduta-

1999 Vengono presentati al TAR del Veneto n.3 ricorsi rispettivamente del Comitato del Paese, del gruppo archeologico locale e dei residenti confinanti con la prospettata zona industriale insalubre. Suddetti ricorsi rimangono tuttora in attesa del giudizio di merito. Approvazione da parte della Giunta Regionale della Variante con DGR 479/99 con la prescrizione di stralcio dell’area Vivaio mappale 718 e conservazione delle siepi.

2000 Il comune adotta la variante senza apportare le modifiche prescritte dalla Regione.

2001 Taglio delle siepi e delle essenze arboree vincolate dalla DGR 479/99. Il soprintendente ai beni archeologici ordina al comune degli scavi di sondaggio obbligatori prima di ogni altro intervento e che i beni ritrovati nel sito sono di proprieta’ dello Stato. Il comune cede alle ditte in graduatoria i lotti del PIP49 all’insaputa della soprintendenza - e prima di esserne in possesso - vincolando tale cessione al versamento pari al 50% del totale (120 mila lire al mq) da versarsi entro il 31 dicembre dello stesso anno. Tale cessione e’ totalmente in diritto di proprieta’ senza rispettare il 50% del diritto di superficie cosi’ come stabilito dalla legge 875. Deposito presso la Procura della Repubblica di Bassano del Grappa della prima denuncia per conto del Comitato firmato da Stefano Zulian e sottoscritto dai paesani. Il comune minacciando di esproprio i legittimi proprietari agricoltori riesce a rientrare in possesso dell’area totale. A fine anno vengono effettuati gli scavi approfonditi su un’area di 7500 mq. La soprintendenza esclude il gruppo archeologico locale ed il comitato come rappresentanti e dialoga esclusivamente con l’ufficio tecnico del comune ed il direttore dei lavori del PIP49.

ANNO 2002

A Marzo Con firma del Soprintendente Dott. Mannati si approvano i lavori del PIP49 a condizione che venga tutelato il sito archeologico e messo nella pubblica fruizione. La U.L.S.S. e l’ARPAV esprimono parere favorevole al PIP49 nonostante l’assenza di planimetrie che individuavano le abitazioni adiacenti cosi’ come previsto dall’Art.216 del Testo Unico delle Leggi Sanitarie e senza valutazione dell’impatto ambientale nonostante l’ampliamento della Zincheria di cinque volte l’attuale di Via Rossini. Il paese riunitosi in assemblea esprime tutto il suo sdegno per le scelte del Comune.

24 Maggio, All’ultimo giorno del mandato amministrativo prima delle votazioni vengono rilasciate le concessioni edilizie 95 e 96 del PIP49 e della Zincheria Valbrenta pur incomplete di autorizzazioni e di numero legale della Commissione edilizia.

10 giugno Inizio costruzione cantiere della Zincheria Valbrenta prima ancora dei lavori di urbanizzazione del PIP.

22 luglio Nel Consiglio comunale straordinario l’amministrazione prende atto delle irregolarita’ sin qui rilevate. Esplode la rabbia popolare , il Consiglio viene interrotto e Rosa’ vive per la prima volta un’esperienza terribile. Inizio delle prime manifestazioni del Paese di fronte al cantiere. Compare un volantino anonimo oltraggioso nei confronti del presidente del comitato del paese.

8 agosto 2001 Gli abitanti erigono il presidio e danno vita giorno e notte ad una protesta popolare che tuttora vive. Viene presentato ricorso al TAR sull’irregolarita’ riscontrate nell’approvazione del PIP49. Primo atto intimidatorio: il presidente del Comitato e leader della protesta Zulian Stefano viene denunciato dalla Zincheria Valbrenta per diffamazione pur essendo la stessa mai stata accennata in merito ai fatti del Consiglio Straordinario. Il comitato incontra ULSS e ARPAV senza ricevere risposte convincenti ed esaustive. Decide di non dare tregua a quelle riunioni chiamate consigli comunali e non partecipa volutamente ad una pseudo-riunione convocata dal Sindaco e giustificata come valutazione di impatto ambientale.

Dicembre 2002 Giornata dell’odio civico . Blocco della Statale 47 e nella piazza del Municipio i cittadini di S.Pietro bruciano lo stemma del comune e le fotocopie dei documenti d’identita’ innalzando la nuova bandiera di S. Pietro iniziando cosi’ l’iter amministrativo per la separazione dal Comune di Rosa’. A spese del comitato si da’ incarico a dei tecnici per svolgere una perizia in loco ove vengono confermate le irregolarita’ edilizie in ordine al piano campagna e alle altezze.

ANNO 2003
31 gennaio: Blocco del cantiere. Comunicazione del prefetto di Vicenza di individuazione in loco di aziende soggette a rischio rilevante di cui alle legge 334 meglio conosciuta come “Seveso 2”. La Zincheria e il consorzio PIP49 si adoperano al fine di giustificare gli abusi commessi richiedendone le sanatorie che vengono dal comune regolarmente rigettate. Il comitato inizia un’ attivita’ di ricerca documentale in sede legale individuando la presenza di uno degli inquirenti di cui alla prima denuncia incompatibile con il suo ruolo di praticantato presso lo studio legale della controparte.. Il comitato scopre inoltre che a condizionamento del collegio giudicante del TAR Veneto era stata depositata una dichiarazione non veritiera da parte del dirigente dell’ufficio tecnico del comune di Rosà e provvede per entrambe a sporgere regolare denuncia. Inizia il procedimento contro il presidio per abuso edilizio.

4 giugno: il TAR rigetta il ricorso della Zincheria Valbrenta incaricando il comune ai provvedimenti amministrativi conseguenti (rimessa in pristino) sentenza che il comune non esegue. Il comune soprassiede alla sentenza del TAR e attende il ricorso della Zincheria al Consiglio di Stato.


11 giugno: Commissione urbanistica nella quale si propone una deroga di 2 metri per l’altezza massima dei capannoni che ne dimostrino l’esigenza funzionale. Questa proposta era camuffata su un oggetto all’ordine del giorno riguardante modifiche alla viabilita’. La delibera 47 risultato della votazione consigliare veniva pubblicata con due diversi deliberati pur mantenendo inalterato il testo e il resoconto del dibattito. Nell’una si approvava e nell’altra si vietava. Da uno studio legale Milanese pervengono ai componenti del presidio lettere intimidatorie con la pretesa che vengano modificate le dichiarazioni rilasciate in pubbliche assemblee e diffida a procedere. Il Giornale di Vicenza toglie il diritto di cronaca alla vita civile del paese nonche’ alle scelte amministrative che lo riguardano censurando il presidio, mentre il Gazzettino ed altri giornali procedono nel rispetto del diritto di cronaca.


09/09/2003 Dopo la sentenza del TAR Veneto del Giugno 2003 i lavori riprendono nonostante il Tribunale abbia riconosciuti gli abusi ed abbia ordinato al Comune gli atti conseguenti. Numerose sono le segnalazioni e denunce indirizzate al Comune ed alla Procura della Repubblica di Bassano del Grappa facendo rilevare che il cantiere cresceva non solo in volume ma anche nel numero delle campate anche se non presenti negli elaborati grafici della concessione edilizia e con le medesime violazioni in altezza e violazione del piano campagna esattamente come le prime campate oggetto della sentenza. Il Comune di Rosà rigetta la DIA ma omette di notificare l’ordine motivato a non eseguire i lavori(D.L.vo 380/01) presentata dalla Zincheria Valbrenta e già il Consiglio di Stato dichiara inammissibile l’istanza della Zincheria di ripresa dei lavori. Il Comune però non interviene dichiarando che quanto fatto è sufficiente e che i lavori sono eseguiti a rischio e pericolo della Ditta qualora il Consiglio di Stato confermasse la sentenza del TAR Veneto.

22/09/2003 INCONTRO CON IL DIRETTORE DEL GIORNALE DI VICENZA Dott. ANTONACCI. Dopo ripetuti solleciti per ottenere il diritto di cronaca da tempo censurato dal Redattore locale del Giornale di Vicenza di Bassano del Gr. (Roberto Baggio) con il quale abbiamo avuto un vivace incontro in redazione e che ci aveva risposto che “sul suo giornale pubblica ciò che vuole” manifestando tutta la sua paura per minacciate richieste di danni da parte dei legali della Zincheria, nonché ha criticato l’operato del corrispondente locale Mario prof Baggio definito “a dir poco esagerato” e che accompagnava i suoi articoli con commenti che “ non doveva fare” (colloquio integralmente trascritto); considerato che a nulla sono servite le rivendicazioni del diritto di cronaca peraltro sancito dalle norme e dalla deontologia professionale del giornalista nonché dell’Autority, visto che ancora non ci riceveva il Direttore del Giornale di Vicenza Dott. Antonacci, abbiamo provveduto con telegramma a richiedere per l’ultima volta un’incontro in caso contrario ci saremmo autoconvocati presso l’ufficio di Vicenza: CI HA RICEVUTI. Il Direttore dopo averci specificato che non teme le diffide dell’azienda e dei suoi legali e dopo aver “riletto tutti gli articoli forniti dalla redazione” del corrispondente Mario prof. Baggio ed avendole ritenute esagerate è intervenuto lui stesso momentaneamente bloccando ogni notizia che riguardasse il PIP 49 e la Zincheria Valbrenta.
A nulla sono valse le nostre ragioni, né la sentenza del TAR Veneto a supporto della nostre istanze. Il Direttore ci ha garantito la pubblicazione delle notizie ma senza commenti. Il Direttore la parola non l’ ha mantenuta poiché le relazioni locali dei fatti sono state sporadiche e comunque con il ben preciso compito di non citare mai il cantiere della Zincheria Valbrenta anche se le sentenze confermavano molteplici abusi e violazioni. Noi siamo certi che il Consiglio di Stato confermerà la sentenza del TAR e quindi i nostri rilievi ma sappiamo anche che per il Direttore del Giornale di Vicenza Antonacci non sarà nemmeno questo sufficiente per informare la cittadinanza che in Rosà c’è qualcuno che in barba alla Legge fa ciò che gli pare. Mica si può dir male degli amici di famiglia! In fondo ha ragione dott. Antonacci: è assai più importante il buon nome della Zincheria che la verità sancita dalle sentenze. Così prendiamo atto che un’altra museruola è stata posta ad una voce che parlava troppo forse! (colloquio interamente trascritto). Ma chissà come e chissà cosa IL GAZZETTINO che ha ricevuto come noi e il Giornale di Vicenza le stesse minacce dai legali della Zincheria, continua a scrivere com’è di un giornale serio e che si definisca tale!

17 ottobre: Il Consiglio di Stato con ordinanza n. 200304291 alla richiesta della zincheria Valbrenta di poter riprendere i lavori, risponde dichiarandola inammissibile. La Zincheria Valbrenta presenta una DIA rigettata dal comune tardivamente e mai sanzionata dallo stesso e riprendono i lavori giorno e notte con apporto di materiali inquinanti quale sottofondo per piazzali e vasche. In seguito a spese del comitato verra’ fatto analizzare il materiale depositato con risultati che confermeranno la presenza di cadmio, zinco, ferro, piombo oli, solventi ed altri materiali che richiedono regolare smaltimento.

Ottobre 2003 INCONTRO TECNICO. Presso la sede municipale di Rosà ha avuto luogo l’incontro tecnico promesso dal Sindaco nel precedente Consiglio Comunale sollecitato dai Consiglieri Antonio Bernardi e Valerio Geremia. Sono presenti per il Comune: il Sindaco, l’Avvocato Battaglini, il Responsabile dell’Ufficio Tecnico Arch. Mirco Campagnolo, alcuni Consiglieri Comunali ed Assessori; per il Comitato di San Pietro: Stefano Zulian Presidente, il V. Presidente Daniele Pasinato, Lorenzo Signori, l’Ing. Giorgio Morandini e l’Avvocato Luca Milano. L’Avvocato del Comune prende la parola affermando che quanto fatto dal Comune è sufficiente e che se la ditta prosegue i lavori lo fa a proprio rischio nel caso il Consiglio di Stato confermasse la sentenza di primo grado del TAR Veneto del giugno 2003. All’osservazione che la ditta Zincheria da tre campate non ancora completate, con la ripresa dei lavori se ne stanno aggiungendo altre senza che si possa trovare riscontro nelle planimetrie allegate alla concessione edilizia n°96/02, l’Arch. Campagnolo risponde che è vero infatti nel falcone si trovano planimetrie a 3 campate altre a 4 ed anche a 5 campate; non si sa esattamente quale sia la consistenza della concessione edilizia. Ma allora chi ha rilasciato una tale autorizzazione a costruire se ha queste caratteristiche? Non c’è risposta naturalmente. Rammentiamo al legale del Comune che è obbligo per il Comune notificare l’ordine motivato a non eseguire i lavori secondo il disposto del D. L.vo 380/01. L’avvocato Battaglini insiste che l’azione del Comune è sufficiente. Il Sindaco si limita a sostenere che questo è ciò che il legale afferma e quindi tutto è stato fatto, non si preoccupa delle pluri planimetrie con pluri campate, non si preoccupa dei dettati legislativi, non spiega perché dopo la sentenza del TAR che conferma gli abusi nel cantiere permetta allo stesso di crescere anche nel numero delle campate pur avendo le stesse gli stessi vizi e violazioni e si limita a ripetere noi siamo a posto; MA SU CHE COSA SIETE A POSTO!

19/11/2003 MANIFESTAZIONE A MUSSOLENTE IN PIAZZA. Alcuni cittadini di San Pietro sono andati a far visita all’amico Mirco Campagnolo davanti il suo studio in piazza a Mussolente visto che in questo Comune lui è anche Assessore e forse anche all’Ambiente? Ciò che la cittadinanza ha fatto presente ai mesquillesi è che non ci offendiamo se lo riprendono in casa, anzi gli è stata consegnata una grande busta contenente l’invito a starsene a casa sua a combinare guai visto che a Rosà la sua direzione è pressoché catastrofica; il tutto detto a gran voce accompagnata da sonagli di varia provenienza ma che si notavano per il gran chiasso. In Piazza a Mussolente a garanzia dell’ordine pubblico c’erano il Comandante della Compagnia di Bassano del Gr, Magg. Ruoco, il Maresc. Rochi, i Vigili Urbani. Questa è la seconda visita di cortesia che facciamo a Mussolente all’amico Campagnolo per far presente ai suoi compaesani tutte le doti dell’illustre amministratore locale Mirco. In questa occasione si sente parlare per la seconda volta di apporto di rifiuti nel PIP49 quale sottofondo della Zincheria ma diversamente dalla prima ci viene chiesto di aprire gli occhi e chiamare anche di notte le forze dell’ordine se notiamo qualcosa nel PIP 49. La prima volta la voce ci era giunta da consorziati stessi.

20/11/2003 MANIFESTAZIONE DAVANTI IL MUNICIPIO DI MUSSOLENTE. Visto che la sera prima l’amico al quale avevamo fatto visita non s’era reso reperibile in casa, sapendolo in consiglio comunale a Mussolente, lo abbiamo atteso fuori per consegnare personalmente le lettere d’invito ad andarsene da Rosà; cosa pensata cosa fatta procurando allo stesso una forte emozione visto l’entusiasmo delle nostre signore nel consegnare le missive; tutte volevano consegnarla per prima per cui s’è creata un po’ di ressa all’uscita del Campagnolo dal Comune. Anche le forze dell’ordine hanno non poco faticato e contenere l’esuberanza delle signore!

21/11/2003 SEQUESTRO DEL CANTIERE ZINCHERIA. La Procura di Bassano del Grappa dopo due anni di segnalazioni, denunce, esposti, e negli precedenti: ricorsi, petizioni, ecc… ha ritenuto davanti a tanti illeciti come ultima ratio sequestrare il cantiere. Era l’unico mezzo per fermare una forma di reiterazione delle violazioni che si susseguivano nel cantiere. Soddisfazione e anche gioia tra i presidianti che hanno letto nel provvedimento del Tribunale un primo flebile segno di coraggio con un provvedimento che tutti ritenevano indispensabile anche prima d’ora. Mentre scriviamo però sappiamo che non è passato un mese che a seguito di ricorso della Zincheria al Tribunale del Riesame di Vicenza, il sequestro viene tolto e tutto ricomincia ancor più celermente. La motivazione addotta dal Tribunale del Riesame per la decadenza del sequestro è proprio la stessa che a mezzo il nostro legale Avv. Luca Milano avevamo indicato nell’incontro tecnico in municipio davanti all’Avvocato del Comune Battaglini, e cioè per mancata notifica dell’ordine motivato ad eseguire i lavori di cui al D. L.vo 380/01. Si legge nella sentenza che il Comune di Rosà ha “OMESSO…..ecc… a questo va aggiunto il ritardo di notifica del rigetto della Dia. Scrive l’Avv. Battaglini a seguito della sentenza che sbaglia il Tribunale del Riesame nella sua motivazione perché il Comune l’ordine a non eseguire i lavori lo può fare in ogni momento; bene, si dà il caso che tale ordine non sia mai stato emanato né quando stabilito dalla Legge, né poco dopo, né mai, perché i lavori continuarono e continuano. Che gioco sta facendo il Comune? Né il Comune se era certo dell’applicazione del dettato legislativo di cui alla 380/01 ha interposto ricorso avverso la sentenza del Tribunale del Riesame di Vicenza; né il magistrato che aveva emesso il provvedimento di sequestro ha imputato il comune per le omissioni rilevate dal Tribunale nella sua sentenza!

27/11/2003 AGGRESSIONE A STEFANO ZULIAN. Mentre si sta recando in Comune per depositare il risultato della consultazione popolare per l’autonomia di San Pietro dal Comune di Rosà, il Presidente del Comitato viene aggredito in via Puccini in prossimità di un incrocio con la strada provinciale che collega Cartigliano con il centro di Rosà, davanti ad un bar, una macelleria, e tra le abitazioni alle 17,30 di una sera piovigginosa d’autunno. L’aggressione è frutto di un agguato pianificato e studiato ad hoc, infatti viene fermato con il classico blocco stradale e tratto in inganno da un uomo che gli batte sul finestrino e come lui scende dall’auto senza proferir parola viene aggredito alle spalle e gli viene fracassata la testa, soltanto la testa dove vengono riscontrate ferite facilmente riconducibili a “tondini” (per quanti non sapessero cosa sono specifichiamo che sono ferri da cantiere)
Stefano Zulian viene ricoverato a Bassano del Grappa che constatata la gravità lo trasferisce a Vicenza in Neurochirurgia dove viene sottoposto ad un lungo intervento chirurgico e trasferito in rianimazione dove non si sveglierà che dopo circa un mese. Il telefonino viene reperito dopo giorni in un campo vicino all’agguato. Le indagini prendono subito la via dei bikers ma non è nostro convincimento anzi, le chiacchiere che volevano colpito “prima il pastore e poi sarebbe toccato alle pecore” si sono concretizzate. Le nostre opinioni le abbiamo fatte presenti agli incaricati già il giorno successivo l’aggressione con dovizia di particolari giunti al presidio la sera stessa dell’aggressione. Abbiamo anche saputo poi che non bastando c’è stato chi a parenti ha commentato dicendo che “non doveva immischiarsi in faccende che non lo riguardavano e pericolose”… “gli è andata ancora bene”; fatti tutti che gli inquirenti conoscono e molti che conoscono e noi non sappiamo!… Per noi le caratteristiche dell’aggressione non sono da bikers. Stefano fa il panettiere e lavora la notte e le porte della sua casa sono aperte, se qualcuno voleva pestarlo e farla certamente franca avrebbe approfittato di questo particolare. Chi lo ha aggredito lo conosceva o perlomeno chi ha segnalato la sua uscita di casa lo conosceva perché guidava un’auto da poco acquistata che molti in paese ancora non conoscevano e comunque sarebbe potuto uscire di casa anche con un’auto diversa e dirigersi verso sud invece chi gli teso l’agguato sapeva che doveva andare in Municipio a quell’ora. Un’aggressione per torti in affari, d’amore, per furto, ecc… si sarebbe consumata nel tratto in aperta campagna dove nessuno avrebbe visto o per lo meno dov’era difficile poter essere visti, invece la scelta del luogo è significativa (…”noi possiamo prenderti anche in piazza, in ogni luogo, non temiamo d’essere visti anzi vogliamo che si sappia, vogliamo che non vi sentiate sicuri da nessuna parte, guai a chi osa fermarci”…). Così per disperdere il gregge ecco inserirsi le “fiere” che tolto di mezzo il pastore fanno razzia delle pecore. In Veneto direbbero “batti el sercio che a bote capise”; “te vedarè, i ciapa paura e va tuti casa”… Ma i bikers sono l’oggetto dell’indagine, e su questo abbiamo dubbi che siano proprio convinti tutti gli inquirenti!

22 Dicembre 2003 DISSEQUESTRO DEL CANTIERE ZINCHERIA. Perché il Comune ha omesso di notificare l’ordine motivato a non eseguire i lavori e per ritardata notifica del rigetto della Dia, nonché per non aver rinnovato l’ordinanza di blocco dei lavori scaduta nel maggio 2003 dopo la sentenza del TAR Veneto; infatti così operando il Comune ha ripristinato la concessione edilizia sospesa. Tutte cose da noi dette e scritte al Comune ed al suo legale ma rimaste lettera morta; stai a vedere che alla fine proprio perché questi hanno ultimato i lavori con il complice immobilismo dell’Amministrazione Comunale ci dovremmo sobbarcare l’onere di tenercela!!! NE VEDREMO DELLE BELLE

02/12/2003 FIACCOLATA DI SOLIDARIETA’ E PREGHIERA PER STEFANO. Tutto il paese partecipa; un lungo corteo si snoda da via Pacelli a via Brega lungo via Colosseo fino a raggiungere la chiesa parrocchiale in mesto silenzio interrotto dalle invocazioni per la guarigione di Stefano, un uomo giusto che lotta per il proprio Paese e che ha osato “ficcare il naso in faccende delicate. Gli è andata bene”. “Basta che non colleghiate il caso Stefano con … e vi verrà reso il … ritirate le… altrimenti la prossima volta ci scappa il morto”…Tutto a conoscenza degli addetti ma non è ancora successo nulla sul fronte delle indagini eppure noi siamo convinti che se di bikers si trattasse non è difficile individuare i responsabili per le Forze dell’Ordine poiché molti dei suoi stessi operatori li frequentano;
forse non sono bikers!… Come ovvio nessuno dell’Amministrazione Comunale partecipa alla fiaccolata di solidarietà; è presente l’Assessore W. Torresin ma specifica a titolo personale, mentre dei Consiglieri Comunali sono presenti A. Bernardi e V. Geremia entrambi del paese. Il Paese manifesta tutta la propria compattezza e fermezza contro i criminali mentre gli autori sperano in cuor loro che regga la tesi bikers e si sentono gratificati del loro vile gesto di “tentato omicidio”. Si sente uno proferire che “hanno esagerato, non volevano ucciderlo, volevano solo dargli una lezione” siamo esterrefatti, allora questi sa chi è stato? Non lo abbiamo più rivisto ma forse egli sapeva già chi fossero i vili. Il Paese è compatto contro i vili e questi dopo tante sibilline minacce tacciono come si addice ad una buona associazione a delinquere.
Quanto sin qui hai letto non è un segreto, è tutto verbalizzato presso gli addetti alle indagini nei quali confidiamo di avere un dì la verità.

15 dicembre: Dissequestro del cantiere per gravi omissioni da parte del comune (sentenza del tribunale del riesame di Vicenza) per non aver sanzionato gli abusi né bloccato i lavori.
Le autorita’ interessate dal comitato che ha segnalato le violazioni sono: Procura della Repubblica di Bassano del Grappa, Comune di Rosa’ , ARPAV, ASL, Provincia di Vicenza, Regione Veneto, Consorzio bonifica Pedemontano Brenta, Genio Civile, Guardia forestale, Carabinieri, Prefetto di Vicenza, Parlamento Italiano ( ministero per i beni culturali) e Senato. Tutte le segnalazioni del Comitato sin qui elencate non hanno beneficiato di alcun provvedimento giudiziario mentre a ragion del vero la denuncia della Zincheria si e’ risolta in un nulla di fatto. Lo stress emotivo provato dell’Onorevole Didone’ e’ ancora oggetto di contendere giudiziario contro il presidio, la denuncia del Consigliere Regionale Mara Bizzotto sia pur tardiva di un anno ha trovato spazio per convocarci presso il tribunale di Bassano del Grappa mentre i diritti di un paese e le violazioni delle leggi riscontrate, le omissioni degli enti preposti, la connivenza a salvaguardia degli interessi privati, hanno avuto la meglio.

ANNO 2004

16/01/2004 INCONTRO CON IL SINDACO. Daniele Pasinato e Lorenzo Signori accompagnati da alcune signore del Presidio( Ide Signori, Nerina, Virginia, Clelia, ecc…) hanno deciso di incontrare il Sindaco nell’orario di ricevimento del pubblico per consegnare una lettera nella quale veniva richiesto lo spostamento ad altro incarico del Responsabile dell’Ufficio Tecnico Mirco Campagnolo in quanto non ritenuto neutrale ed obiettivo nella sua azione nei confronti del Paese ed i casi di violazioni delle norme edilizie, con disparità di trattamento verso i cittadini. Il Sindaco ci risponde il 1/3/04 prot. 3385,3386 con la sua totale fiducia verso il Campagnolo; il 7/4/02 abbiamo integrato le nostre motivazioni ed incrementato la dose. Avevamo fatto un tentativo per aiutarla ma non ha colto l’occasione così si troverà in casa ancora con chi a nostro avviso ha il precipuo scopo di ingarbugliarle la matassa in modo che poi non potrà più sfuggirle di mano. Il prossimo futuro ci dirà se sbagliamo! Il Sindaco crede che sia l’On. Didonè a metterla in castagna ma non s’accorge che altri le stanno tessendo da tempo la ragnatela e quando s’accorgerà sarà tardi, sarà sola a prendere le decisioni che qualcun altro con il proprio doppio gioco, le ha rese difficili o impossibili da prendere attirando così le ire della cittadinanza su di sé e il negativo giudizio e considerazione dei politici che fino a ieri le bisbigliavano all’orecchio vai… tanto ci siamo noi… vai …vai… (verso il precipizio però)

18/01/2004 RICONOSCIMENTO . La Parrocchia di San Pietro per voce del proprio Comitato Pastorale condanna la vile aggressione del Presidente Stefano Zulian e riconosce la validità della consultazione popolare per l’autonomia di San Pietro dal Comune di Rosà causata dalla insensibilità e assoluta mancanza di rappresentatività e comunicazione tra l’Amministrazione del Sindaco Manuela Lanzarin e il suo paese. San Pietro fa fronte comune contro la delinquenza locale vestita a nuovo ma ben conosciuta in altre zone d’Italia. La delinquenza organizzata non è caratteristica del Sud d’Italia dove l’attenzione delle Forze dell’Ordine è alta, essa è sempre più presente ed estende i propri tentacoli proprio nel ricco Nord-Est dove l’illusione di facili guadagni e l’omertà sono più simili alle zone d’origine di tali associazioni a delinquere. San Pietro dice no compatto e si ribella contro quanti, facendo il gioco dei malavitosi, semplificano il fenomeno relegandolo ad una coincidenza locale. San Pietro che è stato culla della ribellione partigiana; primo paese dove si è concretizzata la lotta sociale per il superamento della mezzadria; San Pietro dove la contestazione contro la guerra ha visto le nostre nonne occupare ed incendiare il Comune di Rosà e poi essere incarcerate; San Pietro di oggi dice no alla MAFIA anche se si presenta bene e con il vestito nuovo, perché puzza comunque di morte e schiavitù, di compromessi e alleanze, di aggressioni e minacce, di illegalità e ingiustizia, di inquinamento e di morte. San Pietro vuole auto gestirsi anche sarà difficoltoso per la limitatezza dei fondi ma certamente sarà esempio di dialogo politico e partecipazione alle scelte, tutte cose che il Sindaco attuale Manuela Lanzarin non conosce, perché nessuno gliene ha parlato, perché qualcuno l’ ha messa sullo scranno per non pensare, tacere, realizzare ciò che altri hanno deciso si debba completare.

27/01/2004 SERATA DI PROIEZIONE VIDEO PRESSO IL PATRONATO. Il Presidente Stefano Zulian è tornato a casa accolto al suono delle campane e dai paesani accorsi in massa a salutarlo. Passati alcuni giorni di riposo eccolo in Patronato a rivedere i momenti salienti di questi anni di lotta civile contro il PIP 49 e Zincheria Valbrenta raccolti in video dal nostro Giancarlo comprensivi dei telegiornali della RAI, Canale 68 e da altre TV locali ripercorrendo la storia di San Pietro sino ai momenti drammatici dell’aggressione. Stefano era emozionato ma dall’assemblea i pareri finali e i sarcastici commenti della popolazione di San Pietro ma soprattutto di quanti intervenuti da fuori rimarcavano ironicamente come i bikers fossero sempre più un’invenzione finalizzata ad evitare al momento dei fatti sommarie azioni di regolarizzazione dei conti verso i ritenuti responsabili dell’aggressione. Infatti, fanno notare in sala, se fossero stati i bikers in 48 ore le Forze dell’Ordine avrebbero risolto il caso anche restando nei loro uffici perché uomini loro sono presenti nei vari gruppi dei motociclisti e presto fatto avrebbero certamente saputo o sentito sia prima dell’aggressione, mentre la si organizzava, sia poi. A noi non rimane che attendere fiduciosi l’esito delle indagini che ormai non dovrebbero più essere lungi dal concludersi. La cassetta è disponibile previa richiesta a mezzo sito internet.

10/02/2004 RIPRESA DELL’ATTIVITA’. Il Comitato di San Pietro dopo la vile aggressione a Stefano, onde permettere un più sereno lavoro agli inquirenti, aveva concordato la sospensione delle attività di protesta. Considerato che nulla è emerso in questi mesi dalle indagini si sono riattivati con la manifestazione davanti la casa dei fratelli Didonè in via Campagnola con una bella lunga fiaccolata che s’è snodata davanti la casa dell’onorevole. Ha preso la parola per la prima volta dopo il pestaggio il presidente Stefano Zulian che ha informato i partecipanti di quanto fosse a sua conoscenza della vile aggressione e di ciò che ha saputo dopo il suo ritorno dai suoi famigliari. Ha fatto seguito il V. Presidente che ha ricordato a tutti quanto detto dall’Onorevole il giorno seguente l’aggressione e quanto verbalizzato agli inquirenti ed al grido “DIDONE’ VATTENE” s’è conclusa con ordine la manifestazione. Anche nei momenti più difficile il “popolino” dà lezioni di rispetto delle leggi ed esige che tutti le rispettino e a quanti sono preposti perché trovino il coraggio di farle rispettare abbandonando lo spettro della paura che altro non è che un’altra prerogativa imposta dalle organizzazioni mafiose.

11/02/2004 DENUNCIA DI MARA BIZZOTTO (Consigliere Regionale e Comunale di Rosà) contro STEFANO ZULIAN E DANIELE PASINATO. Per fatti di contestazione avvenuti in Consiglio Comunale di Rosà il 22/7/02 durante il quale il Cons. Mara Bizzotto aveva preso la parola asserendo cose non rispondenti alla verità dei fatti, venne tacciata di “Falsa, Falsa, sei solo falsa”. Se è vero che in italiano, chi non dice la verità dice il falso(Dizionario dei sinonimi e dei contrari) non si vede dove stia il problema oltre il fatto di accertare se il contenuto del dichiarato del Consigliere corrisponda al vero o meno. In Italia però sembra vietato chiamare le cose con il loro nome: così non si può dire ladro al ladro, “puttana alla puttana”, ecc… sembra che non si possa nemmeno dire falso o vero; eppure in America per il fatto che un Presidente menta rischia d’essere cacciato a casa, in Italia evidentemente si definirebbe “furbo istituzionale” Al di là della polemica (poi non tanto!), sta il fatto che la Consigliere Regionale Mara Bizzotto, che all’incontro a Venezia in Regione davanti i Capi Gruppo Regionali aveva dichiarato che non aveva fatto denuncia del fatto, a dimostrazione che dice il vero, ecco i nostri doversi presentare davanti il Giudice proprio su sua denuncia. “MA VIA, POSSIBILE CHE UN CONSIGLIERE REGIONALE NON ABBIA UN PO’ DI AMOR PROPRIO E DIGNITA’!!! E’ infantile dire: “non ho rubato la marmellata ed avere la bocca sporca”. Fatto vuole che nella denuncia, sempre per amor del vero, supportata da attente indagini del Maresciallo Chiantese, la Consigliere afferma che a seguito del suo intervento il Consiglio Comunale fu interrotto, così facendo otterrebbe l’aggravante di interruzione di pubblico servizio contro i fautori “di un unico disegno criminoso” (hanno osato contestare il consigliere comunale perché a loro avviso stava dicendo cose non rispondenti il vero; “false? O come di devono definire le cose non vere”?) Sì perché noi che eravamo presenti sappiamo che nemmeno questo particolare è vero e sapete perché? Semplicemente perché il consiglio comunale non fu interrotto a seguito dell’intervento del consigliere regionale Mara Bizzotto bensì dopo quello dell’Assessore Lorenzo Guglielmi che aveva dato ai cittadini di San Pietro il titolo di contadini di “bassa cultura”D.C. 64/02 Dopo di lei infatti hanno parlato ancora il Presidente del Consiglio e l’Assessore Bizzotto Simone e successivamente l’Assessore Guglielmi Lorenzo, solo a questo punto il Presidente ha interrotto il Consiglio. Ma stai a vedere che adesso chi dice il vero finisce davanti il giudice e chi spudoratamente mente chiede pure i danni. Noi siamo fiduciosi nella Giustizia dalla G maiuscola e siamo certi che anche il vero sarà ben distinto dal falso strumentale. Siamo felici perché per un po’ (visti i tempi dell’iter giudiziario) staremo insieme al consigliere Mara Bizzotto e vicini, vicini, parleremo del futuro politico riservato ai “personaggi”. L’udienza è stata rinviata al 31/3/04. Difensore degli “arditi” è l’Avvocato G. Padovan. Auspichiamo che quanto detto sia letto dal numero maggiore di persone perché così si renderanno conto in quali mani abbiamo il destino della nostra Regione! E’ vero che il consigliere Bizzotto Mara non è entrata in Regione in prima battuta ma per il ritiro d’altri eletti, ma un po’ di cernita forse il suo Partito (Lega Nord) doveva farla, perché questo ha deluso non pochi suoi elettori. Vedremo alla consultazione di Tezze s/Br. Se saremo sconfessati dai fatti oppure no.

18/02/2004 PRELIEVO MATERIALE PORTATO A SOTTOFONDO DELLE VASCHE E DEI PIAZZALI DELLA ZINCHERIA VALBRENTA. Come già detto in occasione della visita a Mussolente all’amico Mirco Campagnolo eravamo stati allertati proprio dalle Forze dell’Ordine e da alcuni consorziati PIP49 per il materiale di riporto al cantiere della Zincheria. Abbiamo così prelevato un po’ del materiale presente a mucchi nel cantiere con l’intento di farli analizzare. I mucchi sono stati fotografati e li puoi trovare nella rassegna fotografica in sito e i campioni sono di mucchi diversi perché anche ad occhio si vede che sono di materiale diverso. Attraversando il cantiere da sud dove non vi è recinzione nel primo pomeriggio nel piazzale e sotto le campate in costruzione, più tardi vicino la roggia perché meno visibili. I campioni raccolti e posti in sacchetto in plastica per alimenti sono stati poi divisi e messi in contenitori sterili per urocoltura a tappo ermetico rosso e datati e numerati.

09/03/2004 COSTITUZIONE PER DANNO COLLETTIVO. Il Comitato invia alla Procura della Repubblica di Bassano del Grappa, al Comune di Rosà, alla Commissione Edilizia del Comune di Rosà, al Responsabile del Procedimento arch. Mirco Campagnolo, al Ministero dei Beni Culturali, al Genio Civile di Vicenza, al Consorzio Bonifica Pedemontano Brenta di Cittadella, alla Regione Veneto, al Prefetto di Vicenza, alla Provincia di Vicenza, a tutela dell’interesse collettivo la richiesta di bloccare l’abuso e di accertare le responsabilità nell’interesse della cittadinanza e per il rispetto delle Leggi al fine di bloccare e tutelare la situazione da ulteriori compromissioni che possono precostituire una situazione irreversibile. Viene dichiarata la costituzione di danno collettivo.

15/03/2004 RISPOSTA DEGLI ESAMI SUL MATERIALE DA PARTE DEL LABORATORIO ECORICERCHE DI BASSANO DEL GRAPPA. Dalle analisi apprendiamo che il materiale è inquinante per la presenza di cadmio, ferro, zinco, ecc… con Ph 9,22 mentre i fondi della zona hanno un Ph che oscilla tra 4 e 5 . Il commento del ricercatore è che non è conforme al disposto del D.M. 471/99. Per chi non fosse informato diciamo che il cadmio per esempio è mutageno, non c’è in natura ed è estremamente tossico.

16/03/2004 UNIVERSITA’ CA’ FOSCARI – VENEZIA. Conservazione dei Beni Culturali. Prof. Francesco VALLERANI. Relatori: Daniele Pasinato e Lorenzo Signori. Tema:
“ IL VENETO PALLADIANO da Paesaggio Culturale a GEOGRAFIA DELL’ANGOSCIA: il caso di San Pietro di Rosà – Vicenza. Sviluppo economico e spreco di qualità territoriale sono gli esiti più consueti delle peculiari dinamiche che connotano il modello Veneto. La più che decennale mancanza di adeguate strategie territoriali rispettose del prestigioso paesaggio ereditato hanno prodotto nella nostra Regione un preoccupante e per molti aspetti irreversibile degrado sia fisionomico che ambientale. Il carattere “esemplare” del caso studio qui considerato si distingue per l’inasprirsi del conflitto ambientale tra Istituzioni e Cittadinanza, dove le regole del “governance” territoriale sembrano irrimediabilmente asservite agli interessi privati”. Nella presentazione del caso San Pietro è stato illustrato agli studenti dal Prof. Luca Pezzullo dell’Univ. Di Padova lo studio sulle patologie psicologiche correlate alla perdita traumatica dei luoghi. Il Corriere della Sera ha ampiamente dato risalto al caso. La cassetta è disponibile previa richiesta a mezzo sito internet.

16/03/2004 OCCUPAZIONE DEL CONSIGLIO PROVINCIALE DI VICENZA. Mentre i due relatori si trovavano a Venezia Ca’ Foscari i presidianti organizzati con pullman ed auto private si sono recati a Vicenza per partecipare al Consiglio Provinciale che ha avuto inizio alle 15.00 e che aveva all’ordine del giorno una mozione di solidarietà verso il Presidente Stefano Zulian aggredito nel Novembre scorso e presentata dal Consigliere Bruno Trevisan. Il Presidente della Provincia Manuela Dal Lago sollecitata dai consiglieri a discutere la mozione all’inizio della seduta, forse pensando di stancare i presenti, non ha accolto la proposta anzi ha spostato la discussione alla fine verso le ora 18.00. I “Sanpieroti” manifestando capacità di autocontrollo, pazienza e calma, soggiornando in Consiglio e nell’atrio adiacente la sala consiliare hanno atteso sino alla discussione della mozione innervosendo non poco la Presidente Dal Lago trasformatasi nell’occasione in una “ciminiera” visto il numero di sigarette fumate. Verso le 18,30 è stato discusso il punto e la mozione di solidarietà è stata votata dall’unanimità dei presenti con grande soddisfazione dei presenti. Senza volerlo però spostando la discussione a più tardi, la Presidente ha favorito i presenti di San Pietro perché nell’attesa si sono trasformati in sensibilizzatori dei cittadini vicentini che passavano per C.trà Gazzelle e le piazze adiacenti che in questo modo hanno letto gli slogan degli striscioni ove si denunciavano collusioni mafiose, i volantini distribuiti. I presidianti guidati da Redento Geremia e Sergio Guglielmi hanno chiarito ai Consiglieri che in pausa del dibattito consigliare uscivano nell’atrio le ragioni della protesta e con sorpresa hanno preso atto che molte delle comunicazioni inviate dal Comitato di Paese alla Provincia non erano a conoscenza del Consiglio, vale a dire come se la Dal Lago se le fosse tenute per sé. Sono state rilasciate dichiarazioni dal tono:…” ormai lo abbiamo capito, il Sindaco di Rosà Manuela Lanzarin è contro di noi; in tutti questi anni non ha mosso un dito”… “…vogliamo che le Istituzioni facciano il loro dovere prima che tutto venga compromesso”. “La Provincia deve commissariale il Comune perché omette atti dovuti del suo ufficio”. “… noi che abbiamo votato per la Lega pensandola innovativa, ci sentiamo traditi perché questi sono peggiori di quelli di prima”… Il Segretario della Lega Roberto Ciambetti e Manuela Dal Lago si sono certamente sentiti in imbarazzo e visti in cagnesco dovranno ben valutare in termini politici l’operato della loro affiliata Sindaco di Rosà Manuela Lanzarin e pur dovendo salvare la faccia e l’onore trarre le debite considerazioni poiché tanta insensibilità verso le istanze dei cittadini e tanta impreparazione o forse “furbizia” se paga in un verso, non paga in termini elettorali!

18/03/2004 INVIO SEGNALAZIONE ALL’ ARPAV DI BASSANO DEL GRAPPA E ALLA PROCURA PRESSO IL TRIBUNALE DI BASSANO DEL GRAPPA delle presenza del materiale inquinante nel cantiere della Zincheria Valbrenta con allegato l’esito delle analisi del laboratorio Eco Ricerche e le foto del materiale e luogo del deposito. IL GAZZETTINO del 23/3 esce con l’intervista al Direttore dei Lavori del cantiere Zincheria Valbrenta Ing. Beniamino Didonè che dichiara:”Resto davvero sorpreso. Nego ogni responsabilità sia del Consorzio delle ditte PIP49 sia della Zincheria Valbrenta. Non vorrei che ci fosse qualche manovra alle spalle. L’altro giorno parlando con degli amministratori di Tezze si commentava come qualche ditta spargesse da anni sui terreni materiali inquinanti”. Se non lo sa il Direttore dei Lavori significa che per forza l’apporto di quel materiale è abusivo, altrimenti anche lui mente; ma vista la reazione di tutti, compresa la sorpresa del Comune di Rosà, visti i risultati degli esami eseguiti sui campioni di materiali e visto l’esito della prova sulle piantine che sono, prima ingiallite, poi bluastre ed infine morte ci conferma sulla natura del materiale. Ci auguriamo che la Procura non resti immobile come successo fin’ora vista l’urgenza sanitaria che incombe e si prodighi ad accertare ed individuare i responsabili che in sito vergine non intaccato da inquinamenti di sorta hanno intaccato di metalli pesanti; siamo certi che poche sono le cose da dire in merito se non che nessuna Legge può permettere di inquinare un’area pulita basandosi semplicemente sull’idea che sarà industriale, come se industriale si possa inquinarla, sarebbe osceno! Tutti allora scaricherebbero i rifiuti di metalli pesanti stendendoli sui fondi a destinazione industriale chi glielo fa fare spendere tanti soldi per smaltirli! Ne vedremo di belle da quel che si sente! C’è chi si gira la Legge a proprio uso e consumo, anche tra gli addetti; mai nessuno che si prenda la briga di interpretare le Leggi a favore della collettività, sempre a parare i fondelli ai soliti “furbi” e poi nascondersi quando si scoprono catastrofi ambientali come la PM con inquinamento da cromo esavalente che tutti sanno risale agli anni ’70 ma che nessuno s’è mai accorto di nulla! Ma chi controllava o doveva controllare dov’era? Se ha controllato come può dire che tutto era regolare se l’inquinamento è di origine così antico e com’è possibile che in 30anni nessuno abbia trovato che lì si inquinava alla grande? Forse che nessuno ha mai controllato? Eh sì forse è proprio così! E’ più facile e meno rischioso controllare il falò della befana che scocciare qualcuno che inquina. Ed ora chi pagherà per le negligenze dei controllori e le astuzie dei privati? Vuoi vedere che sarà la collettività attraverso il giro: Comune, Provincia, Regione? E gli irresponsabili controllori? E l’ARPAV? E l’ASL? E la PROVINCIA? E il COMUNE? Svegliati sognatore! E’ tutto prescritto! Si dà un po’ di colpa all’ultimo venuto e tanti saluti e buona notte! La solita commedia all’italiana. Così sarà anche per i metalli pesanti nella Zincheria Valbrenta? Staremo a vedere!

31/03/2004 INVIO DEL 2° CAMPIONE DI MATERIALE AL LABORATORIO CHELAB DI RESANA (TV) per altri riscontri visto l’esito del primo.

31/03/2004 2^ UDIENZA DEL PROCESSO ZULIAN PASINATO – MARA BIZZOTTO. Dopo in tentativo di conciliazione nel quale ” l’offesa” esigeva le scuse degli smascheratori della verità, Stefano e Daniele, e non avendola ottenuta (perché mai si sarebbero dovuti scusare non sappiamo, forse per entrare anch’essi tra coloro che non sanno distinguere il vero dal falso?) il processo viene rinviato al 7/7/04.

01/04/2004 DEPOSITO DENUNCIA PER APPORTO DI MATERIALE INQUINANTE NEL CANTIERE DELLA ZINCHERIA VALBRENTA AL TRIBUNALE DI PADOVA E VENEZIA OLTRE CHE A BASSANO DEL GRAPPA.

08/04/2004 ESITO DEGLI ESAMI DEL 2° CAMPIONE DI MATERIALE DAL LABORATORIO Chelab. L’esaminatore ci conferma la non regolarità al D.M. 471/99 per presenza di stagno, rame, zinco, ecc… Deduciamo che il campione è leggermente diverso dal 1° ma sempre con presenza di metalli pesanti. La provenienza, da esperti del settore, ci viene indicata: “da rifiuti di fonderia!”

13/04/2004 DALLA REDAZIONE DI REPORT. Complimenti per il sito internet e manifestazione di interesse per il caso di San Pietro a patto però che il governo berlusconiano non “ci chiuda prima”!!!

18/04/2004 LA SCALATA DELLA ZINCHERIA. E’ annunciata e comunicata alle Forze dell’Ordine (Vigili Urbani come indicato dal Commissariato locale) un’Assemblea presso il Presidio convocata con lo scopo di informare la cittadinanza dell’esito delle analisi eseguite sul materiale usato dalla Zincheria quale sottofondo delle vasche e del pavimento dello stabile in costruzione nel PIP49. Alla presenza dei Vigili Urbani e Carabinieri, in ordine come sempre e senza ostacolo alcuno alla viabilità locale di via Pacelli, l’assemblea ha avuto inizio ed hanno preso la parola: il Presidente Stefano Zulian e Lorenzo Signori presentando i risultati degli esami eseguiti dal laboratorio Ecoricerche e Bassano del Grappa e Chelab di Resana. Ad onor di cronaca, ricordiamo che il Direttore dei Lavori della Zincheria Valbrenta Ing. Beniamino Didonè intervistato dalla stampa aveva rilasciato una dichiarazione nella quale si professava estraneo all’apporto di detto materiale e di non conoscerne la provenienza, in pratica di “non saperne nulla” “…sono tornato stamattina, non ho potuto leggere l’articolo. Resto davvero sorpreso. Nego ogni responsabilità sia del Consorzio delle Ditte del PIP49 sia della Zincheria Valbrenta… l’altro giorno parlando con degli amministratori di Tezze sul Brenta si commentava di come qualche ditta spargesse da anni sul terreno materiali inquinanti. Resto perplesso”.. Se non sa nulla il Direttore dei Lavori vuol dire che il materiale è davvero molto inquinante; se non lo fosse o fosse lecito portarlo lui certamente lo saprebbe come direttori dei lavori ne è il responsabile. Dagli esami si riscontravano presenze di metalli metalli quali: cadmio, zinco, stagno, ferro, ecc… in quantità non consentite dalla Legge; si rilevava dalle analisi un Ph superiore a 9 e prossimo a 10 per un terreno che qualunque coltivatore, agronomo o chimico che conosce la nostra zona sa essere tra il 4 e 5. Gli animi dei presenti giustamente si agitano, non possono accettare che su un fondo “bianco” e naturale, ancor prima di iniziare l’attività lo si possa inquinare impunemente. Si giustificano i così detti “esperti dell’ultima ora” che vogliono trovare giustificazioni ad ogni costo, che quella è un’area industriale e quindi la Legge Ronchi permette questo. Poiché non ci possono essere Leggi che consentono l’inquinamento di un sito “vergine” solo perché diventerà industriale, ci siamo andati a leggere la Legge Ronchi e le rispettive tabelle e con l’ausilio dell’Avvocato di fiducia Luca Milano e Giancarlo Todesco nonché di Geologi e Chimici abbiamo scoperto che abbiamo ragione o perlomeno non abbiamo torto e quanto in assemblea diciamo corrisponde alla Legge. Obiettano gli intervenuti all’assemblea: “..se così fanno ora che non lavorano, chissà cosa faranno poi!” …“Se nessuno controlla ora che pur sapendolo, abbiamo dovuto noi preoccuparci ed intervenire, come possiamo fidarci dei controlli ad attività iniziata?” Mentre l’assemblea accalorata volgeva alle sue battute finali e i relatori invitavano i presenti a consumare un piccolo rinfresco preparato dalle donne del Presidio per i partecipanti, voci si susseguivano che qualcosa di nuovo stava succedendo all’esterno del Presidio. Mentre si stava bevendo qualcosa e le ultime battute di “coda” all’assemblea si ultimavano ecco scorgere sul lato Nord del cantiere della Zincheria il V. Presidente del Comitato Daniele Pasinato che dando la scalata alla Zincheria dopo aver scavalcato il muretto della recinzione. I numerosi presenti incuriositi hanno abbandonato il Presidio e incamminatisi lungo il marciapiedi di via Pacelli hanno raggiunto il lato Nord del cantiere mentre Daniele raggiungeva il tetto della Zincheria, in poco tempo raggiunti anche dagli altri partecipanti l’assemblea, il tutto sotto gli occhi delle Forze dell’Ordine presenti che non hanno mai avuto modo o motivo d’intervenire né di ordinare alcunché. Daniele raggiunto quindi il tetto della Zincheria a mezzo megafono da lui portato in scalata ha illustrato le ragioni della sua azione: “abbiamo segnalato alla Procura e all’ARPAV l’apporto di queste sostanze già da febbraio- marzo non è successo nulla e non sappiamo nulla; ne va della nostra salute e della salute di numerose comunità vicine; siamo stanchi di inquinamenti nascosti e taciuti per decenni e poi esplosi con danni gravissimi per tutti come quello della PM che tutti sapevano ed ora tutti fingono di non aver mai saputo; io scendo da qui quando avrò la promessa che il Magistrato di Bassano si prenderà a cuore questo fatto ed interverrà contro questa sommatoria di abusi, violazioni, illeciti e reati tutti già accertati in Tribunale Amministrativo in 1°grado nella Zincheria e nel PIP49, perché è ora che intervenga; non può più fingere che non ci sono o di non saperlo!” Daniele quindi espone due manifesti con scritte di protesta. La gente di San Pietro e non, dal cortile gridava il proprio sostegno e applaudiva l’azione di Daniele. Dopo due ore di permanenza sul tetto, visto il tempo incerto e la minaccia di pioggia, su invito del Presidente Stefano Zulian e Lorenzo Signori, l’ardito scalatore è sceso senza costrizioni, lesioni a cose o quant’altro.
Apriamo un parentesi per dirvi che durante le due ore di permanenza del Daniele sul tetto della Zincheria, vista la recinzione della stessa che presentava ampi varchi, già nei giorni precedenti usati dagli stessi Carabinieri per entrare nel cantiere di notte chiamati dai vigilantes del Presidio, e considerato che il cancello d’ingresso posto a Nord del cantiere era aperto e sollecitati da un bambino (Moreno) che si divertiva a suonare il campanello, molti dei presenti hanno ritenuto un’occasione per visitare il cantiere e le opere realizzate fino ad oggi, accompagnati dal solito ben informato che ricordava ai visitatori che il pavimento in calcestruzzo dove stavano camminando nascondeva il materiale incriminato. Richiamata l’attenzione (Lorenzin) che si trattava comunque di proprietà privata anche se aperta e incustodita i visitatori hanno provveduto ad uscire senza obiettare. Erano presenti oltre le Forze dell’Ordine, l’avvocato di fiducia Luca Milano, Grazia Morra, Comitati vicini e del 2004 Coordinamento Ambiente di Bassano del Gr. del WWF, ecc… Alla fine della vicenda un gran scroscio di pioggia ha provveduto “a lavar l’onta all’onor della Zincheria”. Noi diciamo che Dio ci vuol bene anche nei piccoli segni del tempo che ci permettono di agire senza il disagio della pioggia.
A seguito di questi fatti il titolare della Zincheria Valbrenta Giuseppe Bordignon e Massimo Segafredo titolare della Ditta edile che esegue i lavori nel cantiere hanno sporto denuncia contro Daniele Pasinato e Lorenzo Signori: il primo per violazione di proprietà anche se per onor del vero tutto era aperto, tant’è che tutti siamo entrati a far visita alla Zincheria, e loro dire per aver tagliato la catena che chiudeva il cancello d’ingresso per entrare e scalare la struttura; noi sappiamo e in coro testimoniamo per aver visto e partecipato nonché invaso la proprietà (se è questo il gran reato!) perché tutto era aperto e Daniele per economia di strada ha addirittura scavalcato la recinzione per non perdere tempo a fare il giro per il cancello d’ingresso, il tutto sotto gli occhi delle Forze dell’Ordine; il secondo invece per manifestazione non autorizzata: in verità, ammesso che per fare una riunione informativa di cittadini su un tema comune come la sicurezza e la salute in un luogo privato come il Presidio sia considerata alla stregua di una manifestazione, il Signori aveva comunque inviato l’informativa ai Vigili Urbani e come indicato dal Commissariato di Bassano del Grappa il quale aveva comunicato come sufficiente tale informativa in quanto, se necessario, i Vigili stessi ne avrebbero dato per dovere d’ufficio informazione allo stesso Commissariato essendo essi stessi Forze di Pubblica Sicurezza. Se così non fosse infatti anche la riunione dell’Azione Cattolica dovrebbe essere comunicata! La presenza stessa delle Forze dell’Ordine (Carabinieri e Polizia Municipale) confermano che tutto è stato regolarmente segnalato. Per protesta altri cittadini, a differenza di Daniele, hanno scelto di autoincatenarsi alla rete di recinzione posta a Nord e sono: Piotto Adriano, Garberino Franco, Andrea Baggio. Nonostante però le numerose denunce presentate dal Comitato e dai cittadini di San Pietro per le violazioni, illeciti, reati riscontrati nel cantiere della Zincheria Valbrenta e confermati in primo grado dalla sentenza del TAR Veneto, alla Procura della Repubblica di Bassano del Grappa e senza che la medesima intraprenda alcun provvedimento penale nei confronti della stessa Zincheria per i reati denunciati e segnalati come se i cittadini di San Pietro non esistessero, la Procura di Bassano del Grappa trova invece solerzia, tempo, attenzione per avviare e concludere senza sentire i procedimenti contro i “sovversivi” contestatori del Presidio che osano “nuocere” al buon nome della Zincheria e ai suoi “buoni investimenti” provvedendo a comminare le pene ai due “brigatisti rivoluzionari sovversivi”: il primo a tre mesi o 3500 euro circa di ammenda, il secondo a 5 giorni o circa 150 euro di ammenda. I nostri eroi però, anche se le pene comminate sono considerate minori, per principio e per l’onestà del loro operato a tutela del diritto collettivo hanno rifiutato le sanzioni di condanna impartite dal Giudice e ricorso chiedendo il giusto processo tanto invocato e vituperato quand’è comodo, poiché le sommarie condanne senza sentire la parte in causa ci sanno molto da medioevo giudiziario e poco di civile democrazia.
Aggiorniamo i nostri lettori che il processo ai due criminali sarà celebrato a Bassano del Grappa in Marzo 2005 e tutti siete invitati a partecipare così ci renderemo conto dello stato di salute della nostra Giustizia locale. (pezzo inviato dallo sceriffo di Sherwood a mezzo la freccia nera).

19/04/2004 UNIVERSITA’ DI PADOVA. Dipartimento di Geografia. Prof Mauro VAROTTO. Relatori: Daniele Pasinato e Lorenzo Signori Tema: “ABITARE IN VENETO. Dalla soddisfazione residenziale alla geografia dell’angoscia”. Il modello veneto consuma territorio” si usa dire ormai da tempo. Ma al di là dell’aspetto quantitativo del fenomeno e di una visione euclidea dello spazio geografico ciò che più preoccupa dello sviluppo economico regionale è lo stravolgimento del rapporto tra abitanti e luoghi: incuria per i paesaggi ereditati, insensibilità ecologica, chiusura e indifferenza al contesto ambientale contrapposti al “vivere allargato” di chi ancora abita il territorio sentendolo come proprio. Il caso studio qui presentato costituisce esempio eclatante di come le regole della “governance” territoriale siano irrimediabilmente asservite ad interessi privati, ma anche di come questi possano risvegliare il senso di appartenenza di una comunità, che ha deciso di rompere il muro dell’indifferenza e di scommettere sulla difesa ad oltranza dei propri luoghi, della propria storia, della propria cultura, riscoprendo un senso geografico dell’abitare altrove irrimediabilmente perduto”.

22/04/2004 LIBERA. INCONTRO CON IL PROCURATORE ANTIMAFIA P. Luigi VIGNA. Dolo (VE) Presenti: Daniele Pasinato, Lorenzo Signori, G.Carlo e Sergio Zulian. Molto fruttuoso, ma apprendiamo da verbali d’interrogatorio di pentiti mafiosi siciliani illustrati da Dott. Ivan Cicconi Dir. Generale Nuova QUASCO e rilasciati alla Commissione Nazionale Antimafia che gli interessi mafiosi in Sicilia, da anni, ma soprattutto dopo i colpi inferti dallo Stato all’organizzazione, sono stati trasferiti nel nostro territorio. Lo stato di allarme ci deve indurre a prestare la massima attenzione a tutte le operazioni su grandi interventi e investimenti pubblici e privati, alle forme mimetizzate di smaltimento dei rifiuti (ecomafia), alle deturpazioni territoriali come cave; settori dove le organizzazioni mafiose più tendono posizionare i propri tentacoli e riciclare grosse quantità di denaro, soprattutto quando trova terreno fertile preparato da figure locali di pochi scrupoli. Grazie per l’occasione concessaci e per il delicato lavoro che questi uomini svolgono con professionalità e rischio personale a tutela dello Stato.

23/04/2004 VISITA DEL PREFETTO DI VICENZA. Sua Eccellenza il Prefetto di Vicenza giunge a Rosà in ritardo per aver sbagliato strada più volte ci comunica al Suo arrivo. Il rappresentante del Governo Dott. Tranfaglia prima di dare inizio al programma della visita s’è incontrato in via riservata con il rappresentante del Comitato Lorenzo Signori presso il Municipio alla presenza del Sindaco, del Questore e del Comandante dei Carabinieri di Vicenza. Sua Eccellenza ha usato parole di comprensione e sensibilità verso l’irrisolto problema di San Pietro che dalle parole dimostrava conoscere bene, ed ha invitato le parti a superare la situazione di conflitto socio-istituzionale nato purtroppo da una situazione incancrenita e quindi più difficile da risolvere ed ha invitato Sindaco e Comitato ad attenersi a quanto deciso con sentenza dal Consiglio di Stato. Lorenzo Signori ha precisato che il Comitato non imputa all’attuale Sindaco la responsabilità della scelta originaria ma rimprovera allo stesso l’immobilismo che ha caratterizzato questi due anni del suo mandato ed ha specificato che nulla sarebbe avvenuto a San Pietro se gli insediamenti del PIP 49 insalubri di 1^ classe fossero stati posti lontano dalle abitazioni senza rischi per la salute. Signori ha ringraziato a nome di tutto il Paese di San Pietro per la cortesia e sensibilità dimostrata da Sua Eccellenza il Prefetto ed ha garantito il rispetto della sentenza del Consiglio di Stato quando sarà pubblicata qualunque essa sarà.
Sua Eccellenza il Prefetto ha poi incontrato i Rappresentanti della Società Civile, Economica, Religiosa e del Volontariato di Rosà nella sala consiliare. Il Sindaco ha introdotto portando i saluti al Rappresentante del Governo al quale ha illustrato la realtà laboriosa ed onesta del comune di Rosà concludendo che a Rosà non ci sono problemi, tesa com’era a trasmettere un’immagine il più serena possibile com’è ovvio. Il Prefetto nella Sua risposta ha ringraziato il Sindaco per la “bella cartolina” di Rosà illustrata dal Sindaco ma ha aggiunto “…mi pare anche che ci sia una zincheria con una contestazione;…una viabilità con non pochi problemi; mi sono perso ed ha ritardato per questo…” ecc… Grazie ancora Signor Prefetto per l’onore concesso, con la Sua visita, a tutta Rosà, ma soprattutto per l’alto grado di democrazia applicata dimostrata con le Sue parole.
Ai conoscitori del nostro sito rammentiamo che Dott. Tranfaglia è il Prefetto di Vicenza che in Gennaio 2003 ha comunicato l’appartenenza della ditta Orlandi solventi e diluenti ai dettati della Legge Seveso 2 dopo che gli “esperti:” ASL, ARPAV di Bassano del Gr. ed il Sindaco di Rosà sostenevano il contrario, sollecitati dal Comitato, come si può leggere sul verbale pubblicato in sito dell’incontro avuto in Comune; possiamo garantire che non è finita qui … con gli “esperti”!
Un particolare ringraziamento è stato personalmente inviato a Sua Eccellenza a nome di tutto il Paese di San Pietro.

25/04/2004 UNIVERSITA’ DI ST. ETIENNE. Inaspettati abbiamo ricevuto la visita di una decina di Studiosi Europei che si trovavano a Convegno a Padova, guidati dal Prof. Giacomo Seco docente presso l’Università di Padova. Gli Studiosi hanno visitato il PIP49 ed il sito archeologico e sono stati colpiti dalla compromissione territoriale avvenuta. Ci comunicano che sono stati colpiti dalle lenzuola esposte nelle case e si sono fermati per oltre 2ore durante le quali hanno preso visione della documentazione riguardante la procedura seguita per l’adozione del PIP49 per aziende insalubri di 1^classe. Grazie all’aiuto del prof. Seco che ci faceva da interprete hanno visionato le delibere comunali e regionali, i pareri ASL ed ARPAV, le segnalazioni e denunce depositati presso i Carabinieri e la Procura di Bassano del Gr., hanno preso visione delle diapositive del paesaggio com’era prima dell’intervento ed i vincoli insistenti sull’area (vivaio, siepi, rogge, archeologici, ecc…)
e della realtà attuale. Increduli e perplessi per la totale violazione delle normative europee e della legislazione italiana si sono resi disponibili ed interessati a coinvolgere la Corte Europea di Garanzia perché, a loro dire, è inverosimile che possa accadere in Italia all’insaputa della Comunità, violando le norme comunitarie nell’assoluta impunità e nell’assoluta assenza di interventi dell’Autorità Giudiziaria. L’Italia si fa bella nel sostenere la tesi europea ma è il Paese che non ne rispetta le norme.
“Siete certi che non vi siano ingerenze mafiose?” è stata l’affermazione del rappresentante belga.
Ci siamo scambiati i recapiti con l’impegno di tenerci informati, convenendo l’uso della lingua francese per comunicare. Referente è la prof.ssa Natacha GONDRAN emse.fr.Grazie a prof. Giacomo Seco per la disponibilità.

01/05/2004 ASSOCIAZIONE CALIMERO NON ESISTE. Il Gruppo musicale “Ambaradam” composto da ragazzi disabili ci hanno regalato un pomeriggio musicale al Presidio, guidati da Virgilio.
L’entusiasmo dei ragazzi nel suonare sotto un sole cocente di un sereno pomeriggio primaverile e la felice emozione dei presenti nel vedere tanto impegno da parte dei giovani di Montecchio ci portano a dire loro un doveroso e cordiale grazie; grazie soprattutto per la lezione di vita che ci avete impartita; fino a quando esistete e noi troviamo persone come voi possiamo ben dire che i giovani ci fanno ben sperare per il futuro del nostro Paese.

05/05/2004 UNIVERSITA’ STATALE DI MILANO “Ca’ Granda”. Istituto di Geografia Umana. Dott. Luca BONARDI. Relatori: Daniele Pasinato e Lorenzo Signori. Tema: “Le singolari e preoccupanti vicende entro cui si colloca l’evento di degrado ambientale contro cui si sta attivando il Vostro Presidio, sono di grande interesse per gli Studenti di Geografia Umana, costituendo una importante occasione formativa.”
Un’aula super affollata ha seguito il caso San Pietro con estremo interesse. Perplessità, scandalo, incomprensione per l’immobilità delle Istituzioni e della Magistratura, ecc… hanno indotto negli studenti la convinzione che “si possa trattare solo di intervento con copertura di organizzazioni illegali ritenute caratteristiche del SUD Italia ed ora prerogativa del NORD EST”. Gli Studenti ci hanno sollecitato a segnalate il caso a “STRISCIA LA NOTIZIA”, alle “IENE”, ecc… ma alla nostra risposta che le Redazioni di Mediaset con Striscia la Notizia sono state più volte informate ma che non abbiamo avuto nemmeno l’onore di una risposta, non capivano la ragione del silenzio ma è bastato poco perché alla successiva domanda sul colore politico dell’Amministrazione rosatese, alla risposta: Lega, Forza Italia, Alleanza Nazionale molti commentavano “sono la stessa Famiglia”. “I tentacoli dell’illegalità e degli affari si allungano preoccupantemente nel ricco NORD EST. L’immobilismo della Magistratura e delle Istituzioni isolano il fenomeno contestativo lasciandolo in balia di un’aggressività dai tipici caratteri mafiosi”.

14/05/2004 PRESENTAZIONE DEL VOLUME: IL BRENTA. Ed. Cierre. Autore Prof Francesco VALLERANI. Stroppari di Tezze sul Brenta (VI) con la partecipazione di: Prof Mauro PITTERI Storico; Prof Antonella PIETROGRANDE Associazione Giardini Storici Università di Padova; Prof Francesco VALLERANI Autore del Volume e Docente Università Ca’ Foscari di Venezia; Prof Mauro Varotto Docente Università di Padova; Benito Sasso Sindaco del Comune di Valstagna.
“La conoscenza del valore storico ambientale del Brenta e la sensibilità ambientale del territorio ci portano a considerare ancora una volta l’ipotesi di un parco al fine della conservazione di un bene che rischia la sua scomparsa e la sua compromissione per l’intervento dell’uomo ai fini del facile profitto di un bene non riproducibile come la ghiaia”.

07/05/2004 ORDINE DEGLI INGEGNERI DI VICENZA. Sospensione dell’esercizio professionale dell’Ing. Beniamino Didonè. E’ una notizia che abbiamo aggiunto in ritardo perché taciuta da tutti anche se comunicata a tutti gli Enti e Tribunali; né potevamo sospettare sino ad oggi, Luglio 2004, che l’Ing. Didonè era sospeso visto che l’abbiamo sempre visto in cantiere Zincheria e PIP49 continuare a dare direttive, fare sopraluoghi, rilievi e misurazioni, nonché tentati collaudi finiti con bocciature; né ora che abbiamo visto nominato il suo sostituto nella figura di un tecnico di Montebelluna del quale non facciamo il nome perché pur invitato non l’abbiamo mai visto perché comunque nei collaudi abbiamo sempre visto l’Ing Didonè così nelle misurazioni,ecc.. Evidentemente era un nome come un altro per dire che la sospensione era rispettata, ma così non ci pare. Noi non conosciamo le regole dell’Ordine professionale degli Ingegneri per cui forse è sufficiente anche così; non sarà ortodosso ma rispettiamo anche queste piccole furbizie.

21/05/2004 VISITA DEGLI STUDENTI UNIVERSITARI. Sono giunti in pullman accompagnati dal prof. Mauro Varotto dell’Univ. Di Padova e dal prof. Francesco Vallerai dell’Univ. Di Venezia. Guidati da Lorenzo Signori, Stefano Zulian, Daniele Pasinato, Sergio Guglielmi e Roberto Sessi del 2004 Coordinamento Ambiente di Bassano del Grappa, nonché dal corrispondente del “IL GAZZETTINO” prof. Silvano Bordignon, viene mostrata la realtà della zona industriale delle “Prese”, del PIP 49, della Zincheria Valbrenta e del sito Archeologico. Non facciamo noi commenti ma ci limitiamo come il solito a riportare i commenti raccolti dagli studenti: “ Siamo qui perché non abbiamo mai visto una cosa simile con un impatto così grave” (Francesco prof. Vallerai); “Sono scandalizzata per i siti archeologici, ma ancor più per la salute pubblica”(Anna Scenici di Sondrio); “Qui c’è poco rispetto delle persone”(Alberto Zuecco); “Siamo a livello di inciviltà”(Silvia Salvagnini); ecc… e molti altri dei quali abbiamo il commento ma lo spazio è tiranno; tutti si scandalizzano ma non le Istituzioni locali che dormono il sonno dell’indifferenza.

16/06/2004 MONTECIOROCK. Ci viene riservata una serata nel programma del Giugno culturale di Montecchio Maggiore (VI). L’organizzazione è ben curata e numerosi i presenti. Relatori i soliti Daniele Pasinato e Lorenzo Signori. A dibattito l’obiezione ormai consueta:”Sono fatti annoverabili a realtà Sicule” Titti vogliono conoscere i provvedimenti della Magistratura Bassanese ma alla risposta che non ve ne sono tutti provano disappunto e delusione. Alla nostra comunicazione che la stessa Magistratura ha avviato procedimenti contro di noi in poco tempo mentre in due anni non ha trovato elementi per inquisire nessuno dei fautori del caso San Pietro, la delusione si trasforma in ironia e collera con frasi “lo immaginavamo”; “Sono d’accordo”; “E’ sempre la solita”. Uno in particolare ci ha citato un vecchio detto Veneto “Boi, schei, amicizia, porta a spasso a giustissima”. Un giovane ci dice che dobbiamo renderci conto dell’incapacità istituzionale di applicare le Leggi e controllare che queste vengano rispettate; “la tutela del cittadino è principio recitato da tutti coloro che non lo applicano per ubriacare la gente di belle parole ma sotto-sotto fare i propri comodi. Tante Leggi fanno pensare che il Parlamento lavori, in realtà tante leggi permettono molte interpretazioni e molte interpretazioni molta confusione e molta confusione permette di fare ciò che si vuole impunemente. La paura dei Magistrati di fermare questi fenomeni li porta ad interessarsi di piccoli reati comuni per far capire che lavorano molto e sono impossibilitati a seguire questi fatti “
delicati” come San Pietro è la ciliegina sulla panna”. “Dovete rivolgervi alla Procura Generale e segnalare tutti questi fatti di immobilismo.” E’ stato scritto nell’occasione:” L’omertà dei mass media è pressoché totale. Una storia istruttiva che può insegnare molto oltre che smuovere gli animi. Le Forze dell’Ordine che si muovono contro i presidianti a tutelare le Istituzioni indifferenti sono fatti poi reimpastati opportunamente dai giornali in modo da travisare la verità”.

07/07/2004 3^ UDIENZA DEL PROCESSO MARA BIZZOTTO – ZULIAN, PASINATO. Dopo schermaglie legali nelle quali improvvisamente la parte offesa richiede possa deporre il maresciallo Chiantese e una lista di testi oltre una cassetta, ma il Giudice rigetta la richiesta perché tardiva ed accoglie la deposizione della cassetta. Non sarà quindi ascoltato il maresciallo Chiantese. L’udienza è stata rinviata al 24/11/2004.

15/07/2004 COMMISSIONE PROVINCIALE 4^ AMBIENTE DI VICENZA. Invitati direttamente dal Presidente della 4^ Commissione Provinciale Ambiente a seguito del pronunciamento del Consiglio Provinciale sulla mozione del Consigliere Bruno Trevisan e Daniela Sbrollini, Lorenzo Signori, Daniele Pasinato e Stefano Zulian accompagnati da alcuni componenti del Comitato e del Presidio hanno illustrato ai Commissari tutta la vicenda PIP49. La presentazione è stata seguita con molta attenzione da tutti i commissari, dal Presidente e dall’Assessore Formenton ad eccezione di uno che non ha trovato di meglio da fare che leggere il giornale seduto alla nostra dx, forse questo, o sapeva tutto o sapeva troppo o la verità gli dava fastidio. L’Assessore, il Presidente a nome di tutta la Commissione ha manifestato tutta la propria solidarietà e l’impegno di approfondire il problema. Il Presidente ha introdotto i lavori della Commissione leggendo una comunicazione pervenuta dal Sindaco di Rosà ove erano elencati tutti i provvedimenti assunti dall’Amministrazione Comunale, naturalmente omettendo quelli che avrebbe dovuto assumere e che non ha fatto rilevati dal Tribunale del Riesame e comunque omettendo di dire che il cantiere con tutte le irregolarità riscontrate dal Comune ha sempre continuato a lavorare. L’Assessore Formenton ha informato la Commissione che la domanda presentata in Provincia per il trasferimento della Zincheria non accennava ad ampliamenti dell’attività e delle dimensioni per cui una quintuplicazione sarebbe stata certamente soggetta ad altro iter; si riserva di capire meglio cosa sia accaduto poiché era dovere di Legge segnalare e la risposta sarebbe certamente stata diversa. La Commissione dopo la pausa estiva verrà a San Pietro per prendere visione della realtà.

19/07/2004 PIAZZA DEI SIGNORI VICENZA. Grazie alle Forze dell’Ordine ed ai Vigili Urbani per il servizio prestato e la presenza attenta ma riservata con la quale si sono distinte e grazie all’Amministrazione Comunale di Vicenza per aver reso possibile la serata.
Chi in pullman chi con mezzi propri numerosi cittadini di San Pietro hanno raggiunto la Piazza Palladiana dei Signori dov’ è stato presentato con diapositive ai cittadini di Vicenza il caso di San Pietro di Rosà a partire dal 1990. Abbiamo mostrato il paesaggio com’era e com’è stato ridotto; delibere, verbali, autorizzazioni e pareri legali, denunce, esposti, segnalazioni, sentenze, così tutti hanno potuto rendersi conto di come si possa distruggere un patrimonio ambientale depauperando i cittadini dei più elementari diritti in barba alle Leggi e alla Giustizia facendola franca e restando impuniti con il semplice gioco di interpretare le norme solo a favore dei furbi o fingendo di non conoscerle. Ai presenti cittadini di Vicenza è stata distribuita una rassegna storica dei fatti comprensiva di delibere, verbali e quanto illustrato pubblicamente comprese le Autorizzazioni ottenute furbescamente con la più o meno accondiscendente ASL, ARPAV, Comune, Provincia, Regione.
L’impressione data dai vicentini è di rassegnazione per l’inerzia delle istituzioni; la danno per scontata. Sono in depressione sociale o stato di impotenza civica, situazioni che piacciono molto a chi vuole fare dell’impegno politico un investimento d’affari. POSSIBILE CHE NON SI SVEGLINO!!!

23/07/2004 VISITA DEI CONSIGLIERI PROVINCIALI D. SBROLLINI E B. TREVISAN. Dopo il sopraluogo in cantiere e al sito archeologico ha preso la parola il Consigliere D. Sbrollini garantendo ai presenti in Presidio tutto il proprio interessamento e quello del Consigliere Trevisan che si concretizzerà con la visita dell’intera Commissione Consiliare Provinciale in loco dopo la pausa estiva. “E’ incredibile, ha esordito il Consigliere, ciò che ho visto; non c’è nulla che sia rispettoso delle norme; sono sbigottita; mai avrei immaginato venendo qui di trovarmi in questa situazione e non spiego i silenzi di tutti questi anni. Voglio vederci chiaro perché qui tutto sembra surreale”.

24/07/2004 DEPOSITO RICORSO EX. ART. 700 C.P.C. Dopo aver provveduto a segnalare all’ARPAV e alla Procura presso il Tribunale di Bassano del Grappa l’apporto di sostanze inquinanti nel cantiere della Zincheria Valbrenta, non avendo avuto notizia sul procedimento nonostante l’avessimo esplicitamente richiesto; visti i “non so” del Direttore Lavori Ing. B. Didonè (e se non lo sa lui chi mai dovrebbe saperlo!!!); dopo le promesse di interessamento dell’Ass. all’Ecologia del Comune E. Lando nonché del Consigliere V. Geremia che si era impegnato nel caso i riscontri fossero stati reali a richiedere la bonifica dell’area (ma non è mai venuto né ha chiesto alcunché per provare la realtà); visti i silenzi dell’ARPAV di Bassano del Gr. e del Corpo della Guardia Forestale incaricata ad espletare le indagini per conto della Procura di Bassano del Gr.; dopo aver dato incarico ad un Geologo per una relazione sulla “Vulnerabilità delle Acque Sotterranee del Territorio Comunale” nella figura del Dr. E. Tomio nel Maggio 2004; visti i rapporti di prova dei laboratori Chelab ed Eco Ricerche, ci siamo rivolti, su indicazione dei nostri Legali: Avv. Luca Milano e Giancarlo Todesco del Foro di Bassano del Gr. direttamente al Giudice il quale ha provveduto a nominare un CT ed ha fissato l’udienza per l’inizio del dibattimento per il 1/9/04.

06/08/2004 DEPOSITO INTEGRAZIONE ESPOSTO presso il Tribunale di Padova e Venezia per competenza territoriale quali danneggiati in conseguenza di fenomeni inquinanti dei pozzi dell’alta padovana e del Bacino Scolante lagunare.

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