|
|
|
Adnkronos
News
|
 |
 |
 |
| |
| Ultime
novità dal Presidio |
| |
 |
| LEGGIAMO E RISPONDIAMO!!! |
| Data: 23/12/2007 |
| Link: http://www.ANDREASEGRE.BLOGSPOT.COM/ |
| E-mail: mattia.signori@tiscali.it |
PUBBLICHIAMO LA RISPOSTA DEL PRESIDIO SAN PIETRO A DIEGO BORDIGNON, APPARSA SUL BLOG DI ANDREA SEGRE IL REGISTA DEL FILM LA MAL'OMBRA.
Non voglio lasciarmi sfuggire l'opportunità di essere il primo a inserire un commento! Penso che ti ricorderai di me, Andrea, visto che ci siamo incontrati quando stavi girando il film a Rosà. Perché scrivo? Perché sono veramente stanco di subire accuse ingiuste. Negli articoli riportati su questo blog si confonde continumente tutto, dalla protesta nata contro l'insediamento della zona industriale, nella quale c'è anche la Zincheria Valbrenta (ma non solo) al tentato omicidio di una persona. Ma vi rendete conto di fornire informazioni gravissime senza avere in alcun modo verificato i fatti? Parlo a te e ai giornalisti che si sono occupati della questione. Io e la mia famiglia, per aver spostato l'azienda dove ci è stato possibile, seguendo le indicazioni dell'amministrazione, siamo accusati di tentato omicidio e di ecomafia. Io trovo che questa sia una gravissima aggressione.
Leggiamo nel blog il 8/12/07 e con fermezza rispondiamo:
forse è giunto il momento per l’interesse di tutti che Zincheria Valbrenta dica, come facciamo noi, su chi deve ricadere la responsabilità dello stato di cose che sono avvenute e stanno avvenendo nella realtà di San Pietro e del suo Presidio, così forse scopriremmo tutti senza grande sorpresa, che i Responsabili sono degli avversari comuni che comprendono gli Enti che hanno espresso pareri forzosamente favorevoli anche contro legge o con interpretazioni strumentali ad hoc, creando una situazione di palese illegalità istituzionale che con il passare del tempo sta diventando nociva alla Zincheria stessa man mano che la verità viene e verrà progressivamente alla luce.
Le accuse ingiuste mosse dal Comitato, a detta della Zincheria, tanto ingiuste non sono, vista:
- la sentenza del TAR Veneto n°3192/03 e del Consiglio di Stato n°6038/04 con le quali s’è definita la non sanabilità del reato di abuso edilizio.
- La sentenza del Tribunale Penale di Bassano del Grappa n°104/05 fondata nella formula così scritta: “le parti hanno concluso concordemente: ndp per estinzione” e cioè con l’accordo tra Zincheria, Comune di Rosà, Pubblico Ministero, per un abuso non essenziale quando era lapalissiano che lo stesso era essenziale(per loro stessa dichiarazione 12,87 su 10metri assentiti, ma reali molti di più). Per rendere possibile tale sentenza è stato escluso dal processo il Comitato che si era regolarmente costituito con la motivazione che lo stesso, a loro dire, era nato nel ottobre 2004, cioè dopo il fatto; come scritto in sentenza, dopo “una condotta risultata consumata (=abuso edilizio) fino il 2/3/04”; il tutto nonostante che agli atti del Pubblico Ministero sfociati poi nel proc. n°1780/03 vi fosse documentato che il Comitato era stato registrato al n°4193 il 27/3/99 all’albo del Comune di Rosà e nel 2004 avesse solo provveduto a registrarsi all’agenzia delle entrate quale ONLUS mantenendo lo stesso Direttivo.
- La sentenza del Tribunale Penale del Riesame di Vicenza del Dicembre 2003 Ricorsi riuniti 94 e 97 mod. TL18 nella quale si certifica il volontario comportamento omissivo del Comune di Rosà in materia edilizia favorendo conseguentemente Zincheria Valbrenta.
- Nell’ordinanza di archiviazione del procedimento penale sulla questione: apporto illecito di rifiuti sotto la Zincheria Valbrenta, rileviamo che, a nostro avviso gravemente, è stata emessa ordinanza di archiviazione dallo stesso giudice del procedimento civile d’urgenza n°1976/04 ex 700 che dura da oltre 3 anni e mezzo (per fortuna che è d’urgenza) dove in sede civile lo stesso giudice ha annullato con altra propria ordinanza l’intera CTU da lui stesso nominata perché “censurabile” nel metodo e risultanze, e perché uno dei CTU è stato rinviato a giudizio e condannato per falso ideologico in perizia dal Tribunale Penale di Venezia. Lo stesso giudice ha quindi ordinato in sede civile nuovi carotaggi a 10 metri di profondità mentre nel suddetto procedimento penale ha diversamente considerato leciti i carotaggi a 2 metri già da lui stesso annullati. L’archiviazione del procedimento è supportata da affermazioni quali: la sostanza PCB rinvenuta in Zincheria è frutto di un attentato, peraltro mai dimostrato, ai tubi idraulici di una ruspa posta, guarda caso, proprio dov’è stata trovata la sostanza e ciò nonostante tutti sappiano che il PCB non è mai stato contenuto nell’olio idraulico delle ruspe e che l’uso è vietato da oltre 10 anni. L’archiviazione è supportata ancora dal fatto che su 4 indagati per il reato in oggetto uno è deceduto nel 2005 per cui si legge che si chiede archiviazione per la morte del reo; scusate ma se il processo non si è mai celebrato chi ha deciso che il reo su 4 indagati debba essere proprio colui che è morto? Noi riteniamo invece molto probabile che il PCB fosse stato contenuto in grossi trasformatori elettrici ormai da tempo dimessi. E’ plausibile la circostanza che questi trasformatori siano poi stati fusi e le sabbie di scarto siano improvvisamente e inspiegabilmente giunte sotto le fondamenta della Zincheria Valbrenta nel PIP49 a San Pietro sopra la falda freatica più grande d’Europa. La presenza del PCB non solo viene oggi confermata dal Comitato ma è frutto di ammissione degli stessi consulenti della Ditta, in atti del procedimento civile. Sappiamo anche che l’accertamento sulla conferma della presenza del monomero di acrilammide non è mai stato eseguito da ARPAV come detto, mentendo, in molte occasioni, ma come risulta in atti solo dal chimico della ditta il quale peraltro ammette anch’esso la sua presenza, come si evince leggendo tutti i fogli dell’esame e non solo la prima pagina.
- La Valutazione di Impatto Ambientale tutti sanno che va fatta prima del rilascio della Concessione Edilizia a sensi della LR10, mentre nel caso in questione è stata fatta a lavori finiti nonostante la Provincia lo sapesse a far data dal 2002; l’ARPAV lo sapesse; il Comune lo sapesse; l’ASL lo sapesse; ecc…Tanto che la stessa proprietà per una sua zincheria sita in Ala di Trento ha proceduto invece a fare la Valutazione di Impatto Ambientale a sensi della LR 28 che è antecedente a quella Veneta ma non diversa in quanto emanata sempre in applicazione delle medesima Direttiva Europea. L’escamotage studiato è stato solo finalizzato a difendere i Responsabili degli Enti per le gravissime inadempienze e omissioni alle quali erano incorsi e che gli stessi inquirenti ben conoscevano e conoscono per cui il loro immobilismo rende ancor più grave la situazione. Manca comunque l’AIA (autorizzazione Integrata Ambientale) che ci sembra una sigla sconosciuta ai più ed agli stessi inquirenti ma è prevista, specificata e sancita dalla Legge nazionale e regionale ed è un procedimento pubblico nel quale è prevista la partecipazione del comitato. Forse non è contemplata nella Jus Baxanensis? Vale comunque sempre il fatto che per queste ragioni tutto è ancora pendente in sede giurisdizionale presso i vari Tribunali e fino a sentenza le ragioni non appartengono esclusivamente certo a Zincheria Valbrenta.
- Non dimentichiamo la distruzione del sito archeologico anche se sottoposto a tutela e a pubblica fruizione, sito documentato nel libro edito dal Comune in collaborazione con la Soprintendenza: “Nelle Campagne della Rosa”, capitolo tristissimo di insensibilità storica e culturale degli stessi Enti stensori del testo.
Sappiamo tutti, inquirenti compresi, che i colpevoli del tentato omicidio del Presidente del Comitato Stefano Zulian non sia più imputabile ai bickers come dice lo stesso, e quindi tutti esigiamo dal Tribunale di Bassano del Grappa di conoscere i veri responsabili e i mandanti di tale crimine dai contorni propri delle organizzazioni mafiose. In nessun modo e chicchessia ha mai attribuito a Zincheria Valbrenta la paternità di tale disgustoso crimine per cui non smettiamo di meravigliarci ogni qual volta leggiamo o sentiamo Zincheria asserire la propria estraneità all’aggressione. Se nessuno ha mai imputato a Zincheria tale criminoso gesto che ragione c’è di specificare un’estraneità che, fino a prova contraria, tutti diamo per scontata! Rimane un fatto certo: NON SONO STATI I BICKERS.
Anche diffidare i giornali locali dallo scrivere del Presidio e del Comitato non è segno di trasparenza e correttezza, e certo non è il Comitato a diffidare la stampa!
E’ vero che la Zincheria è solo una delle Ditte del PIP49, come però è anche vero che il Comitato e il Presidio hanno ricorso contro il PIP49 e contro tutte le Ditte nel PIP49; così come tutte le Ditte sono state notificate dei ricorsi pendenti. Solo Zincheria Valbrenta sembra però direttamente coinvolta e sembra l’unica che abbia motivo di dolersi. Zincheria si è fatta carico anche di denunce per ragioni che non la riguardano direttamente e che forse più motivatamente potrebbero aver trovato giustificazione in Enti pubblici quali Comune, ARPAV, Provincia, ASL, Soprintendenza ai Beni Archeologici, ecc…denunce che loro si son ben guardati dal fare. Nessuna delle altre Ditte del PIP49 ha di che eccepire, anzi, molte dialogano con il Comitato e con il Presidio nel rispetto dei reciproci ruoli, per cui siamo noi che desideriamo spiegazioni di tante lamentele!
Noi ringraziamo il Sig. Bordignon Diego per aver scritto sul Blog perché ogni volta che dicevamo che la Zincheria Valbrenta è stata trasferita a San Pietro a ridosso delle nostre abitazioni per volontà ed interessamento dell’Amministrazione Comunale di Rosà ci sentivamo dire, anche dagli stessi inquirenti, che dovevamo dimostrarlo; ecco da oggi ne abbiamo tutti certezza. Grazie!
Non vale nemmeno il ricatto occupazionale che talvolta si è portato a giustificazione poiché ciò che è illegale tale rimane nella sua essenza, mentre la forza lavoro può essere ricollocata e comunque non può ricadere oggi nella responsabilità del paese di San Pietro, sarebbe davvero troppo comodo!
Vogliamo dirti che Mal’Ombra non sei tu cara Zincheria Valbrenta ma è Mal’Ombra l’alone di illegalità che ha caratterizzato e caratterizza tutta questa vicenda dal suo nascere, ai sequestri avvenuti, agli arresti locali e provinciali clamorosi, all’aggressione che tutti conosciamo, alle sentenze mai correttamente eseguite, ecc…. Illegalità che ha corroso alle fondamenta le stesse Istituzioni le quali dovevano essere terze, neutrali e garanti della tutela della cittadinanza e dell’ambiente, invece come dici tu stesso, sono state e, aggiungiamo noi, sono ancora oggi prime attrici. I loro pareri ad hoc non sono stati favorevoli solo a te, ma sono stati soprattutto emessi a tutela di se stesse e delle numerose loro gravi violazioni, illegalità ed omissioni, ecco perché fanno parlare solo Te mentre loro tutte, da sempre, tacciono.
Viviamo in una Regione davvero particolare: in Veneto si approvano ordinanze per la sicurezza e si invoca l’espulsione dell’extra comunitario ma si nega la presenza del più grande fenomeno conosciuto di insicurezza e di criminalità, italiano ed internazionale, che porta il nome di Mafia e che ci rende famosi perché ci pone come regione al 3 posto nella graduatoria nazionale: strano, davvero molto strano! Ciao dal Comitato di San Pietro
|
|
| |
|
|
 |
| INTERVENTO DEL CONS. SIGNORI SUL TEMA SICUREZZA |
| Data: 21/12/2007 |
| Link: |
| E-mail: mattia.signori@tiscali.it |
INTERVENTO AL CONSIGLIO COMUNALE DI LORENZO SIGNORI Consigliere Comunale della Lista “IMPEGNO PER ROSA’” del 13/12/2007
Oggetto: Mozione della Lega Nord a sostegno della Sicurezza sul Territorio.
Diciamo subito che la mozione stasera all’esame di questo Consiglio Comunale non ha ragione di essere presentata perché già tardiva in quanto il DPR oggetto di contestazione è decaduto e sostituito dalla Legge 30/07 che in Parlamento con il Decreto Sicurezza sarà a sua volta modificata, pertanto la mozione non sortisce alcun effetto pratico giuridico degno di considerazione. Ciò premesso diciamo che la mozione che ci viene presentata ha per oggetto comunque un argomento importante e di interesse, cioè la “tutela della sicurezza sul territorio”. E’ un tema di massimo interesse e di ampio sviluppo ma che nelle premesse della mozione sembra attento solo agli aspetti della criminalità, peraltro, fatta eccezione per il caso di Gorgo al Monticano, a fatti romano – piemontesi ai quali senza una logica consecutio temporum si imputa l’emergenza clandestini contraddicendo statistiche Istat pubblicate qualche giorno fa e le stesse analisi del Centro Nazionale di Statistica del Ministero che rilevano per es: che in Italia gli stupri sono solo per il 10% commessi da stranieri, mentre il 69% sono frutto di violenze domestiche. I dati contenuti nella mozione sembrano dunque finalizzati alla mozione stessa e all’effetto che essa deve produrre in chi l’ascolta o la legge e non già al dato oggettivo che peraltro non è nemmeno rappresentativo della realtà locale per cui mi nasce spontanea una domanda:”cui prodest???” Il dato oggettivo ci presenta una realtà diversa a livello nazionale e locale rispetto a quella descritta. Proviamo ad esempio a sommare le cifre frutto di borseggi e scippi a livello nazionale in un anno e difficilmente raggiungeremmo la considerevole cifra corrispondente alla truffa Parmalat, oppure Cirio, o delle varie Banche, ecc… eppure la percezione popolare indotta dai mass media ci fa considerare più pesante e gravoso lo scippo, delle enormi cifre sottratte al fisco e soprattutto ai risparmiatori da un solo soggetto per volta; ciò è il “sano” prodotto del condizionamento generale esercitato dai mezzi di comunicazione.
Nessuno ad esempio si pone domande sul fatto che ieri 11/12 il Tribunale Penale di Bassano del Grappa ha condannato a pene irrisorie dei “benpensanti” della società bassanese per aver abusato di una ragazzina 15 enne mentre a 2 extra comunitari sono stati inflitti dallo stesso Tribunale qualche tempo fa 3 anni per il furto di 2 paia di scarpe! Esemplare sentenza, molto di moda se volete ma a mio avviso assai poco equa. Certo, se per cittadinanza comprendiamo anche la ragazzina appena menzionata o i minori usati in festini dai benestanti dell’agro bassanese, non è certo questa la domanda di sicurezza che essi rivolgono alle Istituzioni! Se per domanda di sicurezza sul territorio si comprendono i cittadini di Tezze sul Brenta deceduti in 30 anni di attività della ditta Tricom dove tutti sapevano a partire da: Comune, ASL, ARPAV, per arrivare al Tribunale di Bassano del Gr., certo non è questa la mozione da presentare! Se i cittadini che esprimono domanda di sicurezza sono gli ormai quasi 2000 giovani Tossicodipendenti e i 1500 alcolisti conosciuti dai servizi nella nostra realtà territoriale bassanese, forse qualche domanda, diversa dalla mozione di questa sera, dobbiamo porci come amministratori e ancor prima come uomini responsabili.
La mozione sembra scritta come già detto in premessa in tempo assai remoto, tardiva e strumentale all’efficacia di un Partito o di Forze Politiche e manifesta di puntare l’attenzione su aspetti di sicurezza che dimenticano il concetto più ampio ed importante che pérmea la vita dei cittadini i quali sono indotti a sentirsi e percepirsi insicuri non già o non solo per una criminalità che è pur sempre esistita, punto percentuale in + o in -, ma per un presente che non fa intravedere futuro ai giovani ed è incerto agli stessi adulti.
Un presente senza sicurezza del lavoro inteso non solo come attività remunerata ma insicurezza nel posto di lavoro: vedi i deceduti di Torino, l’enorme numero di morti sul lavoro ed ancor più il numero degli incidenti invalidanti sui posti di lavoro ai quali vanno sommati i deceduti per il cromo esavalente, per l’amianto, per radiazioni, per CVM, PCB, metalli pesanti, ecc… Un presente senza sicurezza ambientale né garanzia di salubrità; assenza totale di controllo, connivenza e persino corruzione a valle di una montagna di Leggi e Norme che solo in teoria ci rendono europei ma che in realtà ci qualificano tra i Paesi in via di sviluppo. Guardate che non è la descrizione di aree depresse del territorio nazionale come comunemente si intendono, ma sono alcune realtà locali.
Un presente senza garanzia di un lavoro che sta inflazionando il futuro di un’intera generazione di giovani.
Oggi per nascondere e far sì che nessuno analizzi criticamente la grigia realtà da “ultimi” a livello europeo in cui ci troviamo e la profonda crisi economica che ci caratterizza, stiamo inventandoci dei “nuovi ultimi” che fino a ieri avevamo identificato nei “terroni” e oggi con sorpresa scopriamo una conquistata nuova unità d’Italia: la comune scoperta di “altri ultimi” oggi individuati negli extra comunitari come causa della nostra disavventura e fallimento economico, politico e sociale. Mi sovviene in questa analisi il ricordo e la memoria storica di un altro periodo storico di confluenza di fattori negativi quali: economia e assenza di rappresentanza politica, sfociati nella triste individuazione di ultimi neo colpevolizzati quali furono, gli Ebrei. La generale percezione di pericolo che pervase tutto il popolo tedesco con la caduta della Repubblica di Waimar, la salita al potere di un regime totalitario e lo sterminio di popoli e generazioni; così la sottovalutazione del fenomeno camice nere e la marcia su Roma produssero un ventennio tristemente indimenticabile.
Sembra che anche oggi sia interesse generale a che questa percezione di neo insicurezza si alimenti anziché sedarsi; ecco il perché di molti assordanti silenzi, non meno significativo quello della Chiesa locale nell’approssimarsi del Santo Natale che ci dovrebbe ricordare la significativa frase:” …e lo deposero in una mangiatoia perché non c’era posto per loro nell’albergo”, o quello più generale delle Istituzioni, fatta eccezione di qualche coraggioso “salmone” controcorrente o “grillo” del racconto di Collodi. Insicurezza formativa della scuola che abbiamo visto annoverata ai livelli più bassi dell’europa ed incapace di accompagnare alla maturità i ragazzi e con l’esempio formarli uomini capaci di sacrificio, responsabilità e senso civico, pronti per impegni di legalità e di sviluppo sociale a favore di un mondo globalizzato di rispetto dei diritti civili di ogni uomo, donna indipendentemente che siano tedeschi o inglesi, belgi o scandinavi, bianchi, neri, gialli, rossi, cattolici o mussulmani.
La stampa e la televisione ci imboniscono con telenovelas e ormai al soldo degli interessi finanziari ancor prima che produttivi ha dimenticato i valori portanti della cultura che ha caratterizzato la nostra millenaria civiltà nella quale abbiamo visto ed ancor oggi studiamo come l’impero romano con i suoi codici di diritto sia riuscito a realizzare il primo mondo globalizzato fondandolo sul rispetto delle identità ed usi delle popolazioni all’epoca sottomesse, comprensivo del rispetto della lingua e della religione ed ancor più, era esso stesso messaggero di cultura, conoscenza e civiltà.
Oggi i mezzi di comunicazione di massa sembrano cavalcare, anzi incentivano la paura e l’insicurezza, gettano semi per nuovi “nemici” anche attraverso la disinformazione come leggiamo ad esempio nella stessa mozione di questa sera, dove i Romeni sono annoverati tra gli extra comunitari e clandestini mentre sono nella Comunità Europea.
L’inefficienza dell’apparato di controllo, l’incapacità di monitorare e reprimere i fenomeni di criminalità spinge i più impreparati ed incapaci all’auto giustificazione e referenziazione fino alla creazione di moderni fenomeni di xenofobia. Financo nel comunicato del gruppo di Forza Italia “Azzurro donna veneta si legge”:… registriamo l’esistenza di un fenomeno ormai consolidato di doppio diritto e di una doppia morale, di un doppio senso della legalità, che si adegua alla situazione contingente anziché come insegna il diritto romano applicare la norma. …Dobbiamo avere una visione chiara e precisa dei diritti dell’uomo e della necessità di tutelare l’ordine e la sicurezza come prima questione posta a base del “patto sociale”: la prima funzione delle Leggi è quella di salvaguardare la convivenza pacifica tra soggetti con interessi diversi sui quali a garanzia del diritto è sovrana la Legge”… e già qui possiamo disquisire a iosa sull’assenza quand’anche violazione del diritto perpetrata dall’Istituzione che vuole oggi essere promotrice di sicurezza, basterebbe chiederlo alla cittadinanza; non come l’illustre avvocato che ha avuto l’ardire di affermare nel film “Checosamanca” che “…la Legge è fatta per mediare gli interessi…” affermazione che alla luce del diritto e di quanto sopra mi appare un’eresia.
Insicurezza dei giovani, categoria che oggi contempla gli adulti di qualche tempo fa, cioè i soggetti dai 20 ai 35 anni che dilazionano la loro fuoruscita dalle mure domestiche; si pensi che il 62% dei soggetti vive ancora con i genitori, mentre solo il 22,3% convive con un coniuge o un partner ragione a loro dire imputabile al fattore economico. Essa però a mio avviso è legata ad una incapacità di osare scelte nette e irreversibili in un’età in cui ci si sente impreparati a farlo.
Precarietà, mobilità, incertezza sono note reali dell’esistenza umana. Il loro disagio ormai palese è sintomo di un processo di degrado molto ampio che guarda all’intero tessuto della nostra società. Un territorio quello della nostra ASL con una popolazione di circa 150000 abitanti con un disagio manifestato da 2000 TD e 1500 Alcolisti, numeri che rappresentano solo la punta dell’iceberg del fenomeno e dei quali oltre il 26% ha esperienze carcerarie, e guardate che sono i nostri ragazzi!!!
Viviamo assopiti in uno strisciante e diffuso nichilismo, nel senso che non esiste nulla che abbia valore. Dei circa 2000 TD fino a qualche anno fa non si registrava presenza di extra comunitari e ciò era dovuto a cultura, religione, costume, ecc… oggi registriamo una presenza di 76 casi; come se avessero iniziato ad acquisire e far proprie l’aspetto negativo delle nostre abitudini.
In realtà il nucleo dell’ideologia moderna trasmesso attraverso giornali e TV agli ignari destinatari del messaggio mediatico, è l’ottuso appagamento di ogni bisogno che il sistema concede a chi dispone di risorse economiche, per soddisfare il proprio bisogno di piacere. E’ il trionfo del denaro e dell’effimero godimento del presente al quale nessuno sembra voglia sottrarsi foss’anche squattrinato, sulla falsa idea che tutti possiamo essere Berlusconi od Onassin come meglio aggrada.
Non ricordiamo più che l’apprendimento etico avviene dopo una bella storia vissuta con il padre, con la madre, con il maestro, dove si creano le condizioni per la nascita del sentimento, unico fondamento del senso morale.
“Il momento per costruire storie insieme è quando i figli non sono ancora abbastanza grandi per andare ad ascoltare i racconti del mondo per proprio conto” scriveva Fulvio Scaparro. Se non ci nutriamo di verità trasmesse da generazione in generazione non potremmo mai essere terreno di coltura per ritornare ad essere popolo. Oggi la società dà l’impressione di non capire più in che direzione sta andando e che ordine di valori sta difendendo. I così detti “politicamente corretti”, ed “economicamente produttivi”, sono assenti dalla battaglia per raggiungere ciò che è realmente giusto; sembra invece un mondo di singoli che tentano di sopravvivere all’insegna dell’individualismo più sfrenato.
Questa cruda realtà si maschera dietro 2 parole oggi di moda a Rosà ma non solo. La prima è libertà e, calata nei rapporti umani, significa libertà di far fuori il prossimo che ci ostacola, trascurando quello che non ci serve. La seconda è comunicazione, intesa però come pubblicità, presenzialismo, siti da visitare, mai come parola scambiata con chi ci passa accanto e ci chiede qualcosa. Ogni famiglia allena i propri figli inconsapevolmente verso questi 2 imbrogli. Fa credere che la libertà di espressione sia assicurata e che la possibilità di comunicazione sia sconfinata. Niente di più falso per creare le premesse al disagio sociale, alla depressione giovanile che cattura non solo i più deboli, ma anche quelli più sensibili, a cui il gusto della vita non prometteva certo che per vivere fosse necessario “far fuori” l’amico d’infanzia o il prossimo e farsi largo per apparire. Il futuro ai loro occhi, si è trasformato da promessa in minaccia. Si è generata una situazione di impoverimento umano e sociale sconvolgente.
“Siamo talmente avidi nell’afferrare le cose, nel consumarle e nel gettarle che entriamo nel vuoto interiore…come drogati…e pare che in questo vuoto i nostri giovani e non solo, affondino” scrive Achille Rossi. L’ambizione fondamentale dei nostri politici, di dx o di sx, resta la crescita economica, la competizione e il risanamento dei conti; scarso e di nessun interesse invece la disgregazione sociale e il collasso ambientale. Cosa importa se non nascono più bambini e quelli che ci sono vengono trattati come pacchi postali: a volte qui a tratti là; o se gli anziani si trascinano senza alcun ruolo nella società, che li considera inutili; o se i giovani sono spinti a seguire gli adulti nella corsa all’autoaffermazione senza tener conto ne riguardo al loro bisogno di sentimenti d’amore? Se il cinismo, l’egoismo più indifferente e l’opportunismo sono i fondamenti del nostro vivere significa che questa nostra società è profondamente malata e come tutti i malati, ha paura! Mentre la società chiede “politica” nel senso di opzioni di valore, di impegno etico, i politici si propongono come semplici gestori dell’esistente. E’ chiaro allora che se la politica coincide con l’economia di mercato, e se la liceità coincide con la realizzabilità tecnica, non c’è spazio e le nuove generazioni dovranno rinunciare ad ogni pretesa di valori che non siano economici ed egoistici. Se questo è il nostro orizzonte non possiamo stupirci della loro rinuncia all’impegno politico. La prima rivoluzione culturale di cui ha bisogno il paese per superare la fobia e l’insicurezza è la verità del confronto, è l’apertura dello spazio pubblico ai dilettanti della vita che praticano la fatica di lavorare, di insegnare, di educare, di amare, di soffrire (e poi vedremo al successivo punto sull’accesso agli atti come questa amministrazione intenda apertura degli spazi e confronto).
Facciamo parlare i giovani, gli operai, le casalinghe, gli anziani, i malati, gli stranieri. Coloro di cui tutti parlano a sproposito. Finiamola con il nichilismo della fiction e con la semplificazione opportunistica degli schieramenti politici. Nel dialogo semplice e comune le parole sono ancora pesanti.
Smettiamola di parlare di onestà in astratto e mostriamo, prima come Istituzione, cosa dicono e fanno davvero gli uomini onesti. Solo così i cittadini potranno vibrare di dolore e di speranza pensando all’ingiustizia sociale. Don Lorenzo Milani diceva “Dare a un uomo la parola, è già fare un altro Vangelo”; dare la parola allo straniero, all’ultimo tra gli ultimi è liberare la coscienza che badate non è un prodotto delle strutture ma è essa stessa l’uomo in cui si genera e si scatena il cambiamento globale liberatorio delle paure assaporando e sentendosi liberi; senza questo non cambierà nemmeno la società. Sono dovuti trascorrere ormai 1000 anni per superare la società del “signore del castello” che apriva e chiudeva le porte della città alle persone di suo gradimento. Nessuno oggi, e sarebbe assurdo pensarlo, potrebbe mai vivere la propria esistenza secondo la regola del castello.
A tal guisa ricordo a questo Consiglio Comunale che proprio oggi, mentre noi discutiamo una mozione sicurezza anti extra comunitari, a Lisbona con la firma della Carta Europea dei Diritti Fondamentali i vincoli in essa contenuti acquisiscono valore giuridico per cui la loro violazione comporta il deferimento alla Corte Europea di Giustizia. E’ l’Europa dei diritti che si manifesta davanti a se stessa e davanti al mondo, testimonianza di volontà di non rassegnarsi ad una progressiva riduzione a semplice area di libero scambio commerciale ma ritorno dell’Europa come progetto di recupero del suo “spirito originario”. Anche in questo caso l’invenzione del nuovo turbava e incuteva paura al tranquillo tran tran dai riferimenti abituali quali ad esempio: com’è possibile una carta dei diritti senza Stato? (rammento che s’era già detto al tempo dell’euro, che non era possibile una moneta senza Stato!). Si pensava che la sfida dell’inedito e del nuovo potesse essere vinta rifugiandosi nel passato. Pochi, come sempre, videro un segno che si era di fronte ad un vero Bill of Rights, destinato a cambiare il panorama istituzionale europeo. Da oggi il cambiamento è formalizzato e la Carta assume lo stesso valore giuridico dei trattati. La Carta dei Diritti Fondamentali individua le linee guida dell’azione dell’Unione ed è fondata sui diritti delle persone e non riconducibile alla logica economica.
Il futuro dell’integrazione europea deve ora passare attraverso i diritti non più attraverso un riferimento di mercato. Con la Carta è stata sconfitta la miopia politica alla quale sfuggiva il fatto nuovo dell’unificazione dei diritti sociali sullo stesso piano di quelli civili e politici. Sfuggiva il riferimento esplicito alla solidarietà come valore fondativi, sfuggivano le parole contenute nel preambolo della Carta:” L’Unione pone la persona al centro della sua azione” e l’apertura affidata al principio di dignità che hanno realizzato una vera costituzionalizzazione della persona. Oggi è possibile abbandonare i pregiudizi e guardare ai valori forti indicati nella Carta come titoli delle sue parti: Dignità, Libertà, Eguaglianza, Solidarietà, Cittadinanza, Giustizia. Abbiamo fatto come europei una scelta che è insieme politica e di civiltà. Dobbiamo lavorare per valorizzare tutta la sua forza innovativa e non per darne una lettura minimalista. Siamo di fronte a documenti internazionali sottoscritti dall’Italia e che costituiscono quindi un riferimento obbligato per le sue scelte istituzionali e bisogna ricordare che: Berlusconi, Casini, Bottiglione, Fini, Forza Italia o An, ecc… al Parlamento europeo e poi al Parlamento italiano votarono a favore di questa Carta. Vale la pena aggiungere che alla Carta si guarda con intensità dai più diversi Paesi che hanno colto l’eccezzionalismo dell’Unione Europea come area del mondo dov’è più elevata la tutela dei diritti, dunque come modello per chi crede che sia possibile una globalizzazione attraverso i diritti e non solo attraverso i mercati.
La mozione presentata questa sera è fuori tempo e non dice nulla di nuovo sul bisogno di sicurezza, anzi ci porta ai periodo antesignani della formazione delle guardie padane qui mimetizzate nella formula scritta:”…iniziative di comuni cittadini che intendono attivarsi…” La mozione parte da fatti che nulla hanno a che vedere con la nostra realtà. I fatti citati a supporto sono certo gravi ma non fanno concorrenza ai nostrani nazionali: Samuele, Tommy, Denise, Balestra, Bernardi, Nardini, Pietro Maso, ecc… e ciò perché non è il giudizio di gravità l’unità di misura per una mozione come questa, ne il nome o la nazionalità degli esecutori. Nella nostra realtà locale sono deceduti numerosi giovani per crimini collegati all’abuso e spaccio di sostanze stupefacenti e sono nostri quindi non imputabili a nessun straniero. L’allarmismo creato ha ragioni tutte diverse e lontane al bisogno di sicurezza e sono tutte finalizzate a coprire situazioni di illegalità grave, di inefficienza dei controlli, di incertezza ancor prima della pena, l’incertezza delle regole: calpestate, violate, disattese e fraintese, sono queste le ragioni che ci hanno portato a questo stato di cose dove ad es. registriamo i morti e gli incidenti sul lavoro come quelli di Tezze s/Br. ed i disastri ambientali con oneri finanziari astronomici a carico della collettività. Situazioni che queste sì meriterebbero una mozione e fors’anche più di una semplice mozione, oltre all’individuazione dei responsabili e la conseguente applicazione delle norme e la certa pena, invece viviamo un momento sociale dove si tenta di archiviare e negare per non infrangere la regola del mercato a scapito della memoria dei morti.
Mentre discutiamo la Camera di Commercio di Padova ha chiesto la regolarizzazione di 5000 nuovi extra comunitari per soddisfare la domanda del mercato occupazionale della Provincia!
In un Paese come l’Italia dove si sono ben 500.000 auto bleu e soli 350.000 infermieri, che cosa si può chiedere se non un riordino dell’Amministrazione Pubblica? In compenso leggiamo abitualmente sulla stampa che è la sanità il carico economico passivo del Paese!
Quanti aspetti sono collegabili al bisogno di sicurezza!
Per onor del vero devo dire che il tema extra comunitari l’ho sollevato io in quest’aula, ma con ragioni assai diverse da quelle odierne, già nel Consiglio del 24 luglio 2007 e se devo essere sincero ero rimasto soddisfatto della risposta scritta fattami pervenire dal Sindaco; risposta particolareggiata ed esauriente che rappresentava la realtà comunale con i rilievi di responsabilità di nostri cittadini e che ha portato notevoli progressi; anzi il Sindaco stesso accoglieva la proposta di un censimento dei residenti e lavoratori presenti nel territorio comunale. I dati della situazione locale forniti dal Sindaco in quel Consiglio smentiscono i contenuti di questa mozione e rendono merito al lavoro della nostra Polizia Locale e dell’ufficio Anagrafe. Avrebbe avuto più senso un impegno del Consiglio Comunale secondo lo spirito di quella interrogazione anziché questa mozione proveniente dall’esterno che nulla rappresenta della nostra realtà. Deduco ancora che la mozione dunque è stata elaborata solo per “…quei volonterosi cittadini impegnati…” (guardie padane) che comunque a nulla servono considerato che denunciare e segnalare i reati dei quali si viene a conoscenza è un dovere di ogni cittadino ed ancor più per quelli che rivestono ruoli pubblici; come dovere dei Magistrati è perseguire tutti i reati e non a discrezione, dei quali vengono messi a conoscenza. Dunque essendo un dovere di tutti a nulla servono le guardie padane mentre è utile un invito al Governo centrale perché incrementi di mezzi e uomini gli organici di Pubblica Sicurezza.
Abbiamo passato il periodo nel quale la ricchezza di un paese e di una nazione era basato sull’agricoltura; oggi dobbiamo accettare la realtà che non sia più nemmeno commisurato all’industria ma alla finanza alla quale di sottomettono molte volte governi locali e nazionali. Insomma un’incertezza continua per continui mutamenti, uno scomparire di “genius loci” che si pensavano eterni ed un apparire di nuove pratiche di ricchezza e linguaggi per cui i giornali che erano “chiari” sono diventati “ermetici” per la vittoria della finanza, cioè il regno dell’incomprensibile perché non confessabile.
Ecco l’insicurezza derivante dal nuovo. Una ricchezza non più misurabile in N° di auto prodotte o aerei, o tonnellate di cemento, o barili di petrolio, ecc… per cui chi più ne aveva vinceva anche le guerre e dominava il mondo imponendo la propria way of life. Oggi le industrie vanno per il mondo come trottole, il miracolo veneto sta già chiudendo decentrandosi, restano solo ormai i telefonini, avanza la finanza e il consumo irrefrenabile accompagnato dal disorientamento sociale. Io credo che se una mozione si doveva fare su questi argomenti di sicurezza doveva essere fatta ed avrebbe acquisito il reale carattere innovativo; parlare e scrivere nel vuoto non aiuta nessuno anzi ci fa sprofondare ancor più nell’insicurezza. Parlare di irregolari è superfluo proprio perché irregolari per cui certo non si rivolgono allo sportello municipale! E’ certo che per quanti sono abusivi si deve intervenire a sensi di legge, senza rappresentarli quali capi espiatori dei nostri fallimenti, per lavoratori e cittadini regolari va il nostro doveroso grazie e rispetto.
Lorenzo Signori
|
|
| |
|
|
 |
| INCONTRO A BERGAMO CON LA CISL |
| Data: 19/12/2007 |
| Link: |
| E-mail: mattia.signori@tiscali.it |
LUNEDI' 17 DICEMBRE A BERGAMO PRESSO LA CISL SI E' TENUTO UN'INCONTRO TRA IL PRESIDIO SAN PIETRO E UNA SCUOLA SUPERIORE DELLA CITTA'.
DURANTE L' INCONTRO, SI E' PARLATO DELLA NECESSITA' DI FAR CRESCERE DEI GIOVANI, RISPETTOSI DELLA LEGALITA', E IN UN MONDO SPERIAMO PIU' PULITO.
E' STATA L'OCCASIONE PER APRIRE UN DIBATTITO TRA INSEGNANTI E ALUNNI, SU UN TEMA: DELL'AMBIENTE,DELLA MAFIA DELLE PAROLE E DELLA MANCANZA DELL'INFORMAZIONE, TEMI CHE DEVONO STARE A CUORE A TUTTI.
NELLA SEZIONE GALLERIA IMMAGINI TROVATE QUALCHE FOTO DELLA SERATA.
|
|
| |
|
|
 |
| GRANDE MANIFESTAZIONE A VICENZA |
| Data: 16/12/2007 |
| Link: |
| E-mail: mattia.signori@tiscali.it |
GRANDE MANIFESTAZIONE SABATO A VICENZA, PER RIBADIRE IL NOSTRO NO ALLA BASE USA A VICENZA.
TRA I MANIFESTANTI ANCHE DARIO FO CHE HA DICHIARATO LA SUA CONTRARIETA' ALLA BASE.
PER VEDERE ALCUNE IMMAGINI DELLA MANIFESTAZIONE CLICCA SU "GALLERIA IMMAGINI"
|
|
| |
|
|
 |
| RICORDATI CHE SEI STATO STRANIERO!! |
| Data: 30/11/2007 |
| Link: |
| E-mail: mattia.signori@tiscali.it |
Ricordati che sei stato straniero ...
Con ironia, la prima osservazione da fare è la constatazione che Rosà non è più il comune leghista che fa scuola! Dopo essere stati i primi ad aver la “guardia padana” i primi ad avere i “lupetti” padani, il “comune della padania”, la cauzione di 103 euro per l’iscrizione anagrafica (tipica vergogna rosatese), stavolta siamo nel gruppo dei “copioni” !! L’ordinanza “anti sbandati o anti clandestini” di Cittadella è stata recepita con l’ordinaza n. 205/2007 dai nostri amministratori con una settimana di ritardo.
Il problema SICUREZZA SOCIALE c’è e nessuno lo nega, ma con fermezza diciamo col governatore Galan (tutto fuorchè buonista) che non è “incitando al razzismo e all’odio sociale” che si risolvono queste problematiche.
Innanzitutto se il problema sono i clandestini e gli sbandati non è facendo ordinanze restrittive alla residenza che riusciamo a far emergere questi, anzi sarà un motivo per peggiorare il fenomeno e renderlo più acuto. Chi è clandestino o sbandato ha un motivo in più per rimanere nell’ombra. Quindi questa ordinanza stecca clamorosamente l’obiettivo prefissato di regolarizzare gli sbandati e semina razzismo ed emarginazione a piene mani.
Poi il reddito e la salubrità dell’alloggio come lasciapassare per l’iscrizione anagrafica.
Che triste! La dignità della persona dipende dai beni che possiede! Non possiamo pretendere che gli stranieri arrivino col conto in banca altrimenti se ne starebbero a casa! Inoltre, con gli affitti stellari che chiediamo e le paghe più basse delle nostre, come possiamo pretendere da loro il nostro tenore di vita?
VERGOGNAMOCI !! Ognuno di noi ha avuto parenti emigrati. Di Baggio, Bizzotto, Campagnaro, Parolin, Vigo ecc... abbiamo cosparso il Belgio, la Svizzera, le Americhe, l’Australia e quando arrivavano cercavano anche i nostri le catapecchie, i sottoscala, per mandare più soldi a casa. Nel 1913 negli Stati Uniti i nostri mediamente guadagnavano 8 dollari la settimana quando una bistecca in trattoria costava 2 dollari. Potevano i nostri, fatte le proporzioni, soddisfare regole come quelle che vogliamo imporre agli immigrati?
VERGOGNA! Nel secolo scorso META’ dei veneti sono andati in cerca di fortuna in giro per il mondo e ora facciamo i “siuri” negando anche le briciole ai Lazzaro che bussano da noi. Neanche più la “pietas” cristiana abbiamo salvato.
VERGOGNAMOCI di sparare sul mucchio. VERGOGNAMOCI di continuare a cercare operai per lavori che i nostri figli non vogliono più fare e poi sperare che questi non esistano fuori dalle fabbriche. Nel frattempo però continuiamo a fabbricare “conigliere” da 50 mq da vendere a loro a caro prezzo per poi scandalizzarsi se cercano di ripartire i costi tra di loro. Sparando sul mucchio si criminalizza ognuno che è diverso da noi, e ognuno diventa “nemico” da cui difenderci. Questo crea il male oscuro della diffidenza e della paura che è quello che rende invivibile la società in cui esistiamo.
I criminali ci sono è vanno resi innocui con leggi adeguate e pene certe mentre dobbiamo creare un tessuto sociale in grado di accogliere chi viene a “lavorare” per fame.
Chi di noi farebbe la “badante” o certi lavori per le paghe da fame che eroghiamo sempre col ricatto del licenziamento?
Ci siamo indignati perchè in qualche bar tedesco c’era la scritta “vietato ai cani e agli italiani” oppure quando all’estero ci chiamano mafia e spaghetti.
Siamo seri e responsabili almeno nelle istituzioni; pensiamo che i problemi dell’immigrazione vanno risolti affrontandoli nella considerazione che chi viene da noi lo fa per bisogno non perchè gli piace abbandonare il paese natale. Chiediamolo ai nostri emigranti di cui ogni famiglia rosatese ha almeno un parente!
IMPEGNO per ROSA’ |
| |
|
|
| |
|
|
 |
| CERUTI: CI SIAMO DIMENTICATI DELL'ETICA PUBBLICA |
| Data: 30/11/2007 |
| Link: |
| E-mail: |
La vicenda, anzi la saga del Comitato di San Pietro in Paerno ha una storia recente ma già lunghissima.
Dal 2002 un pugno di abitanti di San Pietro di Rosà (VI), una comunità di gente pacifica ma fiera che vive nella pianura alle pendici del Monte Grappa, si è coagulata in un’associazione spontanea con l’obiettivo di accertare la natura e l’eventuale nocività di materiali seppelliti copiosamente nel terreno di una industria insalubre. A poche decine di metri da questo opificio è venuto alla luce che l’acqua di falda destinata all’alimentazione è avvelenata dal cromo esavalente.
Quelli di San Pietro hanno cercato di coprire il vuoto delle Istituzioni, ma hanno trovato il muro delle Istituzioni che impunemente calpestano le regole della convivenza oppure il ventre molle delle Istituzioni che ritardano le risposte con snervanti, esasperanti lentezze.
Avendo a vario titolo, assistito in decenni a molte altre storie di malversazioni ambientali nelle Regioni dell’opulenza, posso dire che mai mi sono imbattuto in uno spaccato così melmoso, asfittico e allucinante di anomalie, prevaricazioni, favoritismi, ostilità talora insidiosamente occulte, dove lo Stato di diritto e l’autorità della Legge paiono non avere diritto di cittadinanza.
In una Regione di ovattate ipocrisie nella quale si predica il diritto alla vita ma si dimentica l’etica pubblica, quelli di San Pietro continuano a spendersi con tenace fiducia per tutelare la salute di tutti e far affiorare almeno un lembo di Verità.
25/11/2007
f.to Avv. Guanluigi CERUTI
|
|
| |
|
|
 |
| COMUNICATO STAMPA DELLA JOLEFILM |
| Data: 23/11/2007 |
| Link: http://www.jolefilm.it |
| E-mail: |
Il documentario prodotto dalla padovana Jolefilm (la casa di produzione di Marco Paolini) è tra le pellicole selezionate alla manifestazione diretta da Nanni Moretti
“LA MAL’OMBRA” DI SEGRE E CRESSATI IN CONCORSO AL 25. TORINO FILM FESTIVAL
La proiezione nel capoluogo piemontese prevista per il 27 novembre
(Padova - 22.11.2007) - C’è anche un pezzo importante di Veneto alla 25. edizione del Torino Film Festival. La manifestazione internazionale dedicata al cinema d’autore, diretta quest’anno da Nanni Moretti, ha selezionato infatti tra i lavori ospitati in concorso LA MAL’OMBRA, un documentario interamente made in Veneto: girato a San Pietro di Rosà in provincia di Vicenza dai giovani registi Andrea Segre e Francesco Cressati, è prodotto dall’etichetta padovana Jolefilm (la casa di produzione di Marco Paolini). La proiezione nel capoluogo piemontese è prevista per martedì 27 novembre.
LA MAL’OMBRA racconta la storia di un piccolo paese del nord Italia, San Pietro di Rosà, in bilico tra sviluppo industriale e qualità della vita. Un docu-film sulla difficoltà di dialogo tra politica e cittadini e sulle alleanze silenziose e non sempre limpide tra politica e poteri economici.
“Il nostro film non vuole essere un pezzo di inchiesta giornalistica - spiegano i due registi Segre e Cressati (già selezionati alla Mostra del Cinema di Venezia nel 2003 e alla Festa del Cinema di Roma nel 2006) -, ma piuttosto un racconto. Ci regala grande soddisfazione il fatto di essere ospiti del Torino Film Festival, la cui direzione ha dimostrato di capire e apprezzare il messaggio forte che sta alla base del nostro lavoro. LA MAL’OMBRA è infatti per noi un inno alla dignità di chi, pur ricordando la “puzza delle bestie”, ha il coraggio di chiedere meno ricchezza e più rispetto. Ma al tempo stesso è un disilluso sguardo sull’avanzare impetuoso di un presente meccanico, plastico, pneumatico, perfettamente funzionante e vuoto”. E dalla provincia italiana emergono un interrogativo e una sfida che in realtà coinvolgono l’umanità: come conciliare crescita economica con rispetto della qualità e della dignità umana?
LA MAL’OMBRA
A San Pietro di Rosà, piccolo paese in provincia di Vicenza con poco più di mille abitanti, nel 2002 viene decisa la costruzione di una delle zincherie più grandi d’Italia, ma contro questa scelta nasce un presidio permanente: un piccolo tendone di fronte all’enorme fabbrica gialla. Cittadini, non militanti di movimenti ecologisti o di minoranze di sinistra, semplici residenti nelle case offese dalla zincheria, risvegliatisi orfani di una cultura contadina totalmente svenduta ad interessi privati di clan imprenditoriali e dei loro club politici. LA MAL'OMBRA racconta, con il linguaggio immediato, ironico e tagliente del cinema-documentario, un anno cruciale nella lotta dei cittadini di San Pietro, quello tra maggio 2006 e giugno 2007, ovvero dal giorno in cui le autorità preposte concessero alla zincheria l’inizio della lavorazione. Fino alle due settimane che precedono le elezioni amministrative, durante le quali si scontrano da una parte il sindaco uscente appoggiato dalla zincheria e da tutto il tessuto imprenditoriale e dall’altra la lista civica sostenuta dal Presidio.
Bacicia e Clelia, i protagonisti di MAL’OMBRA, non hanno e non avranno mai sufficiente potere per fermare la corsa dei tir che rombano tra le loro galline: sono considerati “passato” dalla stragrande maggioranza dei nuovi cittadini della ricca provincia veneta. Ma a questi nuovi cittadini viene da chiedere: “Siete davvero, profondamente sicuri di essere felici?”.
Informazioni sui progetti e sulle produzioni di Jolefilm
sul sito www.jolefilm.it
___________________________
Informazioni per la stampa:
ufficio stampa > CHARTA BUREAU
Giambattista Marchetto 348.5192852 - press@charta-bureau.com
Antonio Tosi 349.5384153 - ufficiostampa@charta-bureau.com
|
|
| |
|
|
|
|
|
|
 |
| IN RICORDO DEI LAVORATORI MORTI PER IL PROFITTO |
| Data: 20/10/2007 |
| Link: |
| E-mail: |
Sono trascorsi tre anni dal giorno in cui moriva, a 54 anni, Claudio Cerantola, a causa di mesoteliomi pleurici, malattia connessa all’esposizione all’amianto.
Claudio, in pensione da pochi mesi, era operaio lattoniere e più volte il suo lavoro lo aveva portato a contatto con questa micidiale sostanza.
Parenti, amici e lavoratori vicini a Claudio hanno chiesto con forza, nel corso di questi anni, che si facesse luce sulle responsabilità che hanno causato la sua morte.
Proprio in questi giorni il tribunale di Bassano ha disposto il rinvio a giudizio dei titolari delle due aziende presso le quali Claudio aveva lavorato per anni.
I decessi riconosciuti per mesotelioma pleurico sono decine anche nel bassanese, tuttavia questa è la prima volta che, per una tale causa, si apre un pubblico dibattimento.
Il picco dei morti per amianto è previsto intorno al 2015; a quella data i decessi previsti in Europa saranno centinaia di migliaia.
In tutta Italia e nella nostra regione il problema dei decessi per malattie professionali sta assumendo le caratteristiche di una vera e propria strage silenziosa, la cui gravità, per numero di decessi ed estensione territoriale è destinata, purtroppo, a crescere vistosamente nel corso degli anni a venire.
Migliaia di lavoratori sono morti all’Eternit di Casale Monferrato, ai Cantieri navali di Monfalcone e Genova, alla Breda di Sesto San Giovanni, all’Ilva di Taranto e, per rimanere in regione, alle Officine Stanga di Padova e di Cittadella, al Petrolchimico di Marghera e ai cantieri navali di Mestre.
Che dire poi delle decine di lavoratori della Tricom/Galvanica PM di Tezze sul Brenta, sulla cui morte il Tribunale di Bassano non si è ancora pronunciato?
In tutti questi luoghi operai e lavoratori sono morti a causa di condizioni di lavoro che mettevano a repentaglio la loro vita, nel silenzio complice di industriali e datori di lavoro che erano a conoscenza delle caratteristiche letali dei processi di lavoro e dei materiali impiegati.
Quando questi signori si nascondono dietro al “non lo sapevamo” è bene ricordare che le prime indagini sulla nocività dell’amianto risalgono al 1906, più di un secolo fa, e che l’amianto veniva dichiarato illegale nel nostro paese solamente nel 1992, con colpevole ritardo rispetto agli altri paesi europei.
Abbiamo costruito in questi anni iniziative di informazione e di sensibilizzazione sul tema delle malattie professionali perché crediamo che questi lavoratori meritino giustizia e affinché nessun altro lavoratore muoia per il profitto dei padroni.
Per questo auspichiamo che altri lavoratori, parenti e amici escano dal silenzio e si uniscano a noi nella lotta e nella denuncia.
COMITATO PER IL DIRITTO ALLA SALUTE
BASSANO DEL GRAPPA, 26/09/2007
|
|
| |
|
|
|
|
|
|
 |
| DIAMO VITA ALLE LISTE CIVICHE!! |
| Data: 16/09/2007 |
| Link: http://www.beppegrillo.it/ |
| E-mail: mattia.signori@tiscali.it |
IL PRESIDIO SAN PIETRO LO DICE DA ANNI, CI VUOLE UNA POLITICA DAL BASSO, DANDO VITA A DELLE LISTE CIVICHE, OGGI GRILLO LANCIA LO STESSO MESSAGGIO DAL SUO BLOG!!!
IL PRESIDIO SAN PIETRO APPOGGIA PIENAMENTE LA BATTAGLIA DI GRILLO, E CON IL MEETUP DI BASSANO DEL GRAPPA, E' STATO INSTAURATO UN RAPPORTO DI PIENA CONDIVISIONE DI INTENTI.
DOMENICA 16 SONO STATE RACCOLTE 200 FIRME NEL BANCHETTO A ROSA', QUESTO SIGNIFICA CHE ANCHE I ROSATESI SONO STUFI DI QUESTA POLITICA AFFARISTICA E DANNOSA PER IL POPOLO ITALIANO.
DAL BLOG DI BEPPE GRILLO:
I Comuni ai cittadini
E adesso? Dopo il V-day? La parola è ai cittadini. Ogni Meetup, ogni gruppo può, se vuole, trasformarsi in lista civica per le amministrazioni comunali. I cittadini devono entrare in politica direttamente. Per la loro tutela e per quella dei loro figli. I Comuni decidono della vita quotidiana di ognuno di noi. Possono avvelenarci con un inceneritore o avviare la raccolta differenziata. Fare parchi per i bambini o porti per gli speculatori. Costruire parcheggi o asili. Privatizzare l’acqua o mantenerla sotto il loro controllo. Dai Comuni si deve ripartire a fare politica con le liste civiche. Le liste che aderiranno ai requisiti che pubblicherò sul blog tra qualche giorno avranno la certificazione di trasparenza “beppegrillo.it”. Tra i requisiti ci saranno, ad esempio, il non essere iscritti a partiti ed essere incensurati. Le liste potranno comunque chiamarsi come gli pare ed essere autonome nella loro azione. Ci potranno anche essere più liste in una stessa città. Le liste certificate saranno pubblicizzate dal blog e messe in condizione di scambiarsi informazioni e esperienze attraverso una piattaforma comune on-line che sarà messa a disposizione, sempre attraverso il blog. Io non parteciperò a nessuna manifestazione nei prossimi mesi. Non sto promuovendo la presentazione di nessuna lista civica, né locale, né nazionale. La loro voce i partecipanti del V-day non la prestano a nessuno. Sono i megafoni di sé stessi. I cittadini che si fanno politica. Per le liste civiche rimanete sintonizzati sul blog. Stay tuned.
|
|
| |
|
|
|
|
 |
| A GENOVA UNA MOSTRA DEDICATA ALLE LOTTE SOCIALI |
| Data: 01/09/2007 |
| Link: http://www.socialpress.it |
| E-mail: mattia.signori@tiscali.it |
LUOGHI RESISTENTI, una mostra sull'Italia che resiste
A Genova dal 19 al 21 luglio, poi in giro per l'Italia
A luglio, come ogni anno da allora, Genova ripensa ai fatti del 2001. Lo fa in un luogo simbolo della protesta contro il G8, lo stadio Carlini, che diventa quest'anno un posto dove dormire, fare musica, giocare a pallone, pensare e discutere. A Genova si guarderà anche alla storia di questi anni, e in particolare alle nuove forme di resistenza civile che hanno caratterizzato le recenti battaglie in Italia. Dal 19 al 21 luglio allo stadio Carlini sarà allestita infatti la mostra Luoghi Resistenti: 24 pannelli per raccontare i comitati, le reti, i movimenti, i gruppi che ai quattro angoli della penisola, di fronte al panorama delle devastazioni ambientali e sociali che investono il paese, hanno detto no. Attraversa e collega la loro lotta la capacità di concepire il territorio come bene comune, di leggere i singoli attacchi cui è sottoposto come elementi costitutivi di un modello economico devastante, che disprezza la democrazia, l'ambiente, la vita. Luoghi Resistenti è una storia di battaglie in corso, da una parte gente comune che si organizza, dall'altra giganti da combattere: multinazionali, ecomafie, basi militari. I 24 pannelli della mostra raccontano con un percorso di immagini e testi le lotte contro le gigantesche e inutili infrastrutture: Tav, Mose, Ponte sullo stretto; le lotte contro le logiche di guerra: Dal Molin, F 35 a Cameri, il sistema delle basi Usa/Nato in tutto il territorio; le lotte contro le fabbriche inquinanti a Marghera, a Brescia; le lotte contro le forsennate politiche energetiche: NoCoke a Civitavecchia, No Rigassificatore offshore Livorno-Pisa, No Triv a Noto. E poi le battaglie sulla gestione dei rifiuti in Campania, la difesa dell'acqua pubblica, le lotte per la salute della piana Firenze Prato Pistoia e altre ancora. Lette insieme, come la mostra Luoghi Resistenti punta a fare, queste storie raccontano l'attacco organizzato al bene comune, il disprezzo delle regole, il sistema delle collusioni, l'abile ignavia dei governi locali. Raccontano anche, però, un modo nuovo e forte di fare politica, collegando la difesa del territorio a nette prese di posizione contro le logiche di sterminio dell'ambiente, di guerra, di privatizzazione delle risorse pubbliche, di omicidi tramite sostanze tossiche, scorie nucleari, amianto. Luoghi Resistenti nel tempo crescerà, con la collaborazione dei comitati, per diventare mappa vivente, e ambulante, anche delle iniziative future. In una logica di massima diffusione, i pannelli della mostra sono stampati come se fossero doppie pagine aperte di un quotidiano. E di questo 'quotidiano' esistono mille copie, pronte a circolare perché la mostra possa rivivere nei presidi e in tutti i luoghi dove qualcuno vorrà esporla, magari aggiungendo nuovi materiali. La mostra Luoghi Resistenti è realizzata dalle redazioni di due associazioni milanesi attive dal 2001: Progetto Comunicazione e Socialpress (www.socialpress.it). Hanno collaborato i vari comitati, con preziosa assistenza e materiali, e hanno generosamente contributo molti fotografi, come Elio Colavolpe, Massimo Di Nonno, Gabriella Mercadini, Luciano Ferrara, Ermes Beltrami Grazia Fiore, Dino Fracchia, Samuele Pellecchia, Eros Mauroner, Massimo Viegi. La 'copertina' della mostra è un gioco dell'oca nell'Italia che resiste, disegnata per Luoghi Resistenti da Michele Tranquillini.
|
|
| |
|
|
|
|
 |
| SCOPPIA IL CASO " EX ORLANDI" |
| Data: 03/07/2007 |
| Link: |
| E-mail: |
DOPO ANNI DI SILENZI ASSORDANTI, SCOPPIA IL CASO DELLA "EX ORLANDI", CHIUSA NEL 2005. ALL'INTERNO DELLO STABILIMENTO SONO STATE RINVENUTE SOSTANZE NOCIVE SU DEI CONTROLLI FATTI DALL'ARPAV, IL PRESIDIO SAN PIETRO DAL 2002 DENUNCIA LA SITUAZIONE DI INQUINAMENTO E IRREGOLARITA' DELLA STESSA DITTA. CI NASCE UNA DOMANDA:
"COME MAI ARPAV E COMUNE SI SONO MOSSI SOLO ORA?"
QUANTO AFFERMIAMO RISULTA A VERBALE E NELLA REGISTRAZIONE DELL' INCONTRO IN COMUNE DI ROSA' DEL SETTEMBRE 2002.
L'ASSESSORE E. LANDO ALL'EPOCA DICHIARAVA UNA CAPACITA' DI STOCCAGGIO PRESSO LA DITTA ORLANDI PARI A 1.500 LITRI MENTRE IL SINDACO SOSTENEVA LA NON PERICOLOSITA' ASSERENDO IL FATTO CHE DA BAMBINA ANDAVA A GIOCARE IN QUELL'AREA, IL PREFETTO DI VICENZA NEL 2003 CONFERMAVA LE DICHIARAZIONI DEL PRESIDIO.
IL DOTT. BIZZOTTO DEL'ARPAV DI BASSANO DEL GRAPPA ALL'EPOCA NEGAVA CHE LA DITTA LAVORASSE SOSTANZE TIPO TOLUENE. OGGI SCOPRIAMO ( VEDI LINK )http://www.campodellerogge.com/news/news.asp?id=3456
STAI A VEDERE CHE COME AL SOLITO ALL'ITALIANA I RESPONSABILI DI IERI DIVENTANO GLI EROI DI OGGI?< | | | | | |